BCE: Anche se il pathos è sceso, la BCE rimane in guardia

La riunione della BCE si è conclusa senza novità sulle misura di politica monetaria. Il Consiglio ha però concesso un aumento dell’ELA di 900 milioni alle banche greche. Come era prevedibile, la conferenza stampa


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è stata incentrata quasi interamente sulla Grecia senza novità sostanziali se non che, in caso di avvio del 3° programma, la Grecia sarebbe ammessa agli acquisti nell’ambito dell’EAPP previa una valutazione di adeguata implementazione e non necessariamente di conclusione positiva della prima review. Sul fronte dello scenario la BCE ha usato toni più cauti sulle prospettive di crescita. Il comunicato conferma la determinazione del Consiglio a fare di più in caso di inasprimento indesiderato delle condizioni finanziarie.

– Come atteso la riunione della BCE si è conclusa senza novità sulle misura di politica monetaria. La BCE ritiene che una ripresa moderata della zona euro sia ancora in atto e valuta ancora possibile un ritorno dell’inflazione verso il 2% alla fine dell’orizzonte di previsione. Tuttavia, la BCE si è espressa con toni più cauti sui rischi per lo scenario. Mentre a giugno il comunicato indicava che “i rischi erano più bilanciati anche se ancora verso il basso” a luglio si legge che ”i rischi verso il basso sono stati arginati dalle misure di politica monetaria”. Il Consiglio ha confermato un atteggiamento ampiamente accomodante. Non solo il comunicato ribadisce che gli acquisti nell’ambito dell’EAPP andranno avanti almeno fino a settembre 2016 ma, rispetto a giugno, aggiunge indicando che “in caso di inasprimento indesiderato della politica monetaria, o se le prospettive per la stabilità dei prezzi dovessero cambiare significativamente, il Consiglio direttivo risponderebbe, utilizzando tutti gli strumenti disponibili nell’ambito del suo mandato”. Per il momento, tuttavia, non sembra esservi la necessità di intervenire.

– Come era prevedibile, la conferenza stampa è stata incentrata quasi interamente sulla Grecia. Draghi ha comunicato che la BCE ha concesso un aumento dell’ELA alle banche greche di 900 milioni per una settimana e non ha rivisto i margini di garanzia, a differenza della scorsa settimana. La posizione del Presidente della BCE è stata decisamente istituzionale. Draghi ha ribadito, a più riprese, che le decisioni della BCE riguardo il sostegno alla Grecia tramite l’erogazione della liquidità di emergenza (ELA) sono dettate dallo statuto della BCE. In ogni caso, quando si tratta dell’ELA, la BCE si limita ad accogliere o respingere con una maggioranza di 2/3 le richieste della Banca di Grecia che è deputata a valutare l’adeguatezza delle garanzie. Draghi ha indicato che sulla base dei parametri standard le banche greche sono solvibili. Inoltre il processo di valutazione delle garanzie non è statico. La conclusione dell’accordo preliminare, secondo Draghi, migliora l’adeguatezza delle garanzie delle banche greche dal momento che cambia le prospettive per il debito sovrano. L’ultimo aumento dell’ELA è giustificato dall’approvazione del Parlamento greco delle azioni prioritarie indicate dall’Eurogruppo lo scorso lunedì.

– Draghi ha indirettamente detto che i controlli di capitale rimarranno per il momento in essere. La decisione di introdurre e sollevare i controlli spetta al Governo centrale, ma la BCE valuterà insieme alla Banca di Grecia il fabbisogno di liquidità del paese ed il rischio che si verifichi una corsa ai depositi in caso di sospensione prematura dei controlli.

– Riguardo l’ammissibilità della Grecia agli acquisti di titoli tramite EAPP Draghi e Constancio hanno ribadito che è possibile derogare ai requisiti minimi di rating se il Paese è nell’ambito di un programma ESM e/o IMF e previa una valutazione di adeguato sforzo di implementazione del programma e non necessariamente di conclusione positiva della prima review. Vi è stato quindi un margine di flessibilità in più a riguardo.

– Draghi non ha preso in considerazione la possibilità di un mancato pagamento dei 3,5 miliardi in scadenza il prossimo 20 luglio, indicando che l’approvazione delle misure nella giornata di mercoledì dà il via libera alla concessione di un prestito ponte che servirà, tra le altre cose, a rimborsare i titoli in scadenza. Draghi non ha espresso opinioni sul programma proposto alla Grecia ma ha ammesso che vi sono dubbi sull’implementazione dello stesso anche per la situazione politica interna.


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