FLASH

Flash: La Fed pubblica i verbali della riunione FOMC

Area euro
Italia. Ad agosto l’indice di fiducia delle imprese è visto circa stabile a 98 da 98,3, dopo che a luglio l’indicatore era salito più delle attese di consenso. Il livello dell’indice ISAE rimarrebbe comunque di poco inferiore alla sua media storica (100,9) …..


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Nonostante un possibile aumento della componente ordini dall’estero, i nuovi ordini totali potrebbero calare: infatti, il miglioramento inaspettato verificatosi a luglio nelle commesse domestiche potrebbe non risultare duraturo. Il dato rappresenterebbe comunque per ora una pausa all’interno di un trend di recupero iniziato oltre un anno fa.

Germania. Ad agosto, il tasso di disoccupazione potrebbe rimanere invariato al 7,6%. Si tratta del valore minimo dal 1991. Il numero dei disoccupati è visto ancora in calo di 20 mila unità: si tratterebbe del quattordicesimo mese consecutivo di calo dei senza-lavoro. Il dato confermerebbe ancora una volta l’ottima performance del mercato del lavoro tedesco specie se paragonato agli altri paesi dell’area euro.

Italia. Ad agosto, i prezzi al consumo sulla misura nazionale sono visti in crescita dello 0,2% m/m e l’inflazione dovrebbe rallentare all’1,6% dall’1,7% a/a. Sull’armonizzato i prezzi dovrebbero crescere di 0,1% m/m e l’inflazione rallentare all’1,7% dopo l’1,8% a/a. L’inflazione al netto delle componenti più volatili dovrebbe rimanere stabile all’1,5% a/a. Stimiamo per i prossimi mesi un’inflazione in crescita assai moderata, due/tre decimi al di sotto del 2% nei restanti mesi dell’anno.

La stima preliminare per il mese di agosto dovrebbe mostrare l’inflazione area euro rallentare a 1,6% a/a dall’1,7% a/a del mese precedente. I prezzi al consumo sono visti crescere dello 0,2% da -0,3% m/m del mese precedente. L’inflazione core dovrebbe rallentare allo 0,9% a/a da un precedente +1% a/a. Per i prossimi mesi stimiamo un’inflazione in crescita assai moderata e una dinamica sottostante ampiamente sotto controllo.

Area euro. Il tasso di disoccupazione per l’area euro potrebbe rimanere stabile per il quarto mese consecutivo al 10% a luglio, si tratta del valore massimo degli ultimi 12 anni. Il trend risente del calo della disoccupazione in Germania a fronte di un aumento negli altri paesi dell’area euro. In forza dei segnali di miglioramento del ciclo, i rischi di un ulteriore, significativo aumento della disoccupazione sono in calo.

Italia. Il tasso di disoccupazione mensile su base destagionalizzata è visto in crescita all’8,6% a luglio. Negli ultimi mesi la disoccupazione sembra essersi stabilizzata, tuttavia più a causa di una diminuzione della forza-lavoro che di un aumento degli occupati. Dunque potrebbe essere ancora prematuro pensare che sia iniziato un trend di calo del tasso dei senza-lavoro.

Stati Uniti
Il Chicago PMI dovrebbe calare ad agosto a 55 da 62,3 di luglio. A luglio l’indice era salito dai livelli di giugno (59,1), in controtendenza rispetto a quanto visto nelle altre indagini. La mancata chiusura di molti stabilimenti automobilistici per la manutenzione estiva potrebbe spiegare la tenuta dell’indice di Chicago. Ad agosto le indagini di Philadelphia e NY hanno dato segnali negativi: il Chicago PMI dovrebbe mostrare un rallentamento nelle principali componenti (ordini, produzione), senza però scendere al di sotto di 50.

La fiducia dei consumatori rilevata dal Conference Board è prevista in aumento ad agosto a 52 da 50,4 di luglio. L’indagine settimanale ABC è in aumento dai minimi di 4 settimane fa e l’indice dell’Univ. of Michigan è rimbalzato modestamente nella rilevazione preliminare di agosto dopo la contrazione di luglio.

La Fed pubblica i verbali della riunione FOMC del 10 agosto. Gran parte dei punti rilevanti della riunione è già emersa in un articolo pubblicato sul WSJ il 24 agosto. La decisione di reinvestire i proventi dei titoli MBS in scadenza acquistando Treasuries a lungo termine è stata presa per mantenere l’attivo del bilancio costante sui livelli di inizio agosto (a 2,05 trilioni di dollari), a fronte di rimborsi di MBS maggiori del previsto dovuti al calo dei rendimenti. La decisione di tornare sul mercato dei Treasuries è però anche il corollario di una svolta nella politica monetaria non convenzionale della Fed: il comunicato di agosto fissa esplicitamente un obiettivo per l’attivo di bilancio, segnando un salto nella strategia verso un vero e proprio “quantitative easing” dal “credit easing” attuato dall’inizio della crisi. Secondo il WSJ il Comitato era spaccato fra due gruppi. Da un lato diversi membri favorevoli alla svolta, preoccupati da segnali di rallentamento ciclico e calo dell’inflazione; dall’altro un gruppo di almeno 7 partecipanti contrari o dubbiosi riguardo al riacquisto di Treasuries. Nonostante l’ampio dissenso, Bernanke avrebbe premuto per agire e segnalare la disponibilità della Fed a intervenire in modo preventivo. I dissenzienti, a parte Hoenig che dissente da inizio anno, sono stati disposti a seguire nel voto l’opinione del chairman, mostrando un fronte compatto sulla svolta di policy. Dai verbali potrebbero emergere indicazioni sull’entità della revisione verso il basso delle aspettative di crescita e, per la strategia futura, informazioni sulla disponibilità (e eventuale consenso) per l’apertura di una nuova fase di allentamento monetario attraverso un vero e proprio quantitative easing, attuato con obiettivi sul bilancio e ingenti acquisti di Treasuries, sullo stile della BoJ nel 2003-04.

Ieri sui mercati
La giornata di lunedì ha visto mercati obbligazionari con rendimenti in calo sia negli USA (10 anni a 2,52%, -12pb, 2 anni a 0,49%, -5pb), sia in Europa (Bund 10 anni a 2,12%, -8pb, 2 anni a 0,59%, -4pb) e mercati azionari negativi. I dati macroeconomici americani ed europei sono stati nel complesso migliori delle attese, ma non modificano lo scenario di incertezza sulle prospettive cicliche. Anche la pubblicazione dei dati americani in settimana probabilmente non cambierà in modo sostanziale il quadro. In un discorso ieri il presidente Obama ha indicato che l’Amministrazione sta considerando ulteriori misure di supporto alla crescita; queste riguarderebbero incentivi alle assunzioni da parte di piccole imprese, sostegno al credito alle famiglie con sussidi sui mutui, mentre potrebbero riaprirsi incentivi al settore immobiliare. Tuttavia, sul fronte della politica fiscale americana nel breve termine il conflitto politico rende difficile l’approvazione di misure di stimolo; il Congresso riaprirà il 13 settembre. In Giappone, la riunione di emergenza della BoJ non ha dato i risultati sperati, ed è stata seguita da ulteriore apprezzamento della valuta, in rotta verso 84. I dati macroeconomici giapponesi di luglio sono stati anch’essi migliori delle attese (PMI manifatturiero in calo, ma ancora sopra 50, produzione industriale in aumento contro attese di calo, vendite al dettaglio in crescita sostenuta), ma non hanno avuto impatto sui mercati, con il Nikkei negativo e il rendimento sul JGB a 10 anni di nuovo sotto l’1%, a 0,97%.

Area euro
Ad agosto, l’indice di fiducia economica elaborato dalla Commissione Europea è salito per il terzo mese consecutivo a 101,8 da un precedente 101,1 (rivisto verso il basso di due decimi). Si tratta di un massimo dal marzo 2008. E’ proseguito il trend di miglioramento nella fiducia dei consumatori, a -11 da un precedente -14. Il morale è migliorato anche per le imprese operanti nel settore dei servizi (a 7 da 6), mentre è rimasto stabile nell’industria (a -4), nel commercio al dettaglio (a -4) e nelle costruzioni (a -29). Il livello dell’indice è ora coerente con una crescita annua di circa 1,5% a/a. Tra i principali paesi dell’area euro l’indicatore è cresciuto in Francia e Germania, dove si colloca rispettivamente in linea e al di sopra della media storica, mentre è sceso in Italia, dove si colloca su livelli storicamente modesti. In generale, il trend recente di aumento sembra smentire, almeno per il momento, i paventati rischi di ricaduta recessiva.

Stati Uniti
La spesa personale aumenta dello 0,4% m/m a luglio, più di quanto atteso dal consenso (+0,3% m/m). L’incremento della spesa è sostenuto da un aumento dello 0,5% m/m della spesa per i beni, concentrata sui beni durevoli (+1% m/m nominale, +1,2% m/m in termini reali); la spesa per servizi vede un incremento dello 0,4% m/m nominali, +0,2% m/m in termini reali. Il reddito aumenta di 0,2% m/m; con una crescita dei compensi dello 0,3% m/m (salari e stipendi +0,2% m/m). Il reddito disponibile aumenta di 0,2% m/m (+3% a/a). Il tasso di risparmio scende a 5,9% da 6,2% di giugno. In termini reali, il reddito disponibile cala di 0,1% m/m (+1,4% a/a) e la spesa aumenta di 0,2% m/m (+1,9% a/a). Il deflatore dei consumi aumenta di 0,2% m/m, e il deflatore core aumenta di 0,1% m/m (+1,4% a/a). I consumi sono in linea con una crescita vicina a quella del 2° trimestre (2%). Da rilevare che consumi e redditi di gran parte del mese di luglio sono stati influenzati dal blocco dell’estensione dei sussidi di disoccupazione e il mese di agosto potrebbe vedere un miglioramento più rapido per entrambe le variabili. Nel mese di luglio il reddito derivante dai sussidi è calato del 10,6% m/m, il quarto calo consecutivo derivante dal graduale blocco dell’estensione. I dati non permettono per ora di attribuire ai consumi un ruolo trainante di accelerazione della crescita, ma quanto meno non segnalano freni ulteriori rispetto alla dinamica del 2° trimestre.


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Gli analisti finanziari che hanno predisposto la presente ricerca, i cui nomi e ruoli sono riportati nella prima pagina del documento dichiarano che:

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Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.


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