Flash: L’Employment Cost Index (ECI) nel 2° trimestre dovrebbe segnare una modesta accelerazione

Da seguire: Area Euro: Germania. Le vendite al dettaglio sono calate a sorpresa di -2,3% m/m a giugno, dopo i rialzo di +0,2% m/m a maggio…..

 


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Nel trimestre primaverile le vendite sono aumentate di 0,6% t/t, in rallentamento dall’1,4% t/t dei tre mesi precedenti. In forte calo nel mese sia gli alimentari (-2,4% m/m) che i farmaceutici e l’arredamento (-1,9% m/m). Nonostante il rallentamento, nei prossimi mesi i consumi tedeschi dovrebbero tornare ad essere sostenuti da una crescita del reddito disponibile reale vicina al 2% in corso d’anno.

   Francia. La spesa per consumi è salita meno del previsto a giugno, di 0,4% m/m, comunque in accelerazione rispetto allo 0,1% m/m di maggio. L’aumento è diffuso e riguarda tra l’altro le auto (+0,7% m/m) e gli alimentari (+0,6% m/m); da notare la rilevante eccezione dell’energia. Su base annua le vendite sono rallentate più del previsto a +1,4% (da +1,9% a/a precedente). Nel 2° trimestre i consumi sono calati di -0,1% t/t, dopo il +1,5% t/t d’inizio anno. Il dato segnala rischi al ribasso sul PIL (il dato verrà diffuso il 14 agosto).

   Area euro. Il tasso di disoccupazione è atteso stabile a giugno a 11,1% per il terzo mese consecutivo. In assenza di un’accelerazione della crescita del PIL area euro rispetto allo 0,4% t/t della prima metà di quest’anno, difficilmente si vedrà un calo più deciso del tasso di disoccupazione da qui a fine anno. In Italia, il tasso di disoccupazione è atteso in calo di un decimo al 12,3% a giugno.

   Area euro. La stima preliminare dovrebbe mostrare l’inflazione in calo ancora di un decimo a luglio a 0,1% a/a. Sulla dinamica mensile (-0,8% m/m) dovrebbe aver pesato la stagionalità negativa dei prezzi domestici solo in parte controbilanciata da un rimbalzo dalla componente energia. L’inflazione core è attesa in calo a 0,6% a/a da 0,8% a/a.

   Italia. La stima preliminare sui prezzi al consumo a luglio dovrebbe mostrare prezzi stabili sul mese in base all’indice NIC, e in calo di -2% m/m secondo l’armonizzato Ue. L’inflazione annua salirebbe in entrambi i casi di un decimo allo 0,3%. L’andamento dei prezzi nel mese è spiegato dal calo delle tariffe (-0,5% elettricità, -1% gas) e dei carburanti. Ci aspettiamo un’inflazione poco variata fino a fine estate.

Stati Uniti

   L’Employment Cost Index (ECI) nel 2° trimestre dovrebbe segnare una modesta accelerazione, con una variazione di 0,7% t/t (2,7% a/a). La Cleveland Fed stima una misura di crescita salariale mensile come proxy dell’ECI: questo indicatore dei salari ha segnato una crescita sostenuta anche nel 2° trimestre e prosegue su un trend verso l’alto, 3,2% a/a a marzo, 3,3% a/a ad aprile e a maggio, in aumento ininterrotto da gennaio. I dati dell’ECI saranno guardati con attenzione dal FOMC, che aspetta informazioni dall’andamento dei salari per valutare la riduzione delle risorse inutilizzate sul mercato del lavoro.

   La fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan a luglio (finale) dovrebbe essere in modesto rialzo a 94 da 93.3 della rilevazione preliminare.

Ieri sui mercati

   Mercati azionari mediamente in recupero ieri, soprattutto sulla scia dei risultati societari. Il dato inferiore alle attese sul PIL Usa (che però non ha più di tanto spostato le attese sui tassi a breve) ha favorito un movimento di bull flattening sulla curva dei titoli governativi oltreoceano.

   Future sul greggio in calo sotto 53 dollari dopo che i vertici Opec hanno confermato che, nonostante i timori di eccesso di offerta, non ci sarà un taglio della produzione.

   Il dollaro, dopo aver toccato ieri un massimo contro euro (sotto 1,09) è in ripresa stamane (a 1,095).

   Lieve calo sia del livello dei rendimenti (a 1,81%) che dello spread (a 115pb) sul mercato obbligazionario italiano. Oggi si conclude la tornata di aste di fine mese con la riapertura dell’offerta di titoli a medio-lungo di ieri.

Area euro

Secondo quanto scrive la BCE nel suo bollettino economico, i risultati delle indagini congiunturali sono coerenti con una prosecuzione della fase di crescita moderata nel 2° trimestre (nostra stima: +0,4% t/t come a inizio anno); un rafforzamento è atteso comunque per il futuro. La BCE ribadisce di essere pronta a reagire “ricorrendo a tutti gli strumenti disponibili nell’ambito del proprio mandato” se alcuni fattori dovessero indurre un inasprimento ingiustificato della politica monetaria o se le prospettive per la stabilità dei prezzi dovessero mutare in modo sostanziale. In un focus tematico la BCE attribuisce le ragioni della mancata convergenza del ciclo tra i Paesi all’interno dell’eurozona a diversi fattori tra cui le fragilità della governance e delle istituzioni nazionali, le rigidità strutturali, la scarsa crescita della produttività, politiche inadeguate ad affrontare i boom dei prezzi delle attività; in tal senso, per favorire una maggiore una convergenza reale nell’unione monetaria la BCE suggerisce un maggiore stabilità delle politiche macroeconomiche e una maggiore solidità della politica fiscale; un grado elevato di flessibilità nei mercati dei beni e servizi e del lavoro; condizioni favorevoli per un utilizzo efficiente dei fattori produttivi; maggiore integrazione economica all’interno dell’area; un ricorso più forte a strumenti di policy nazionali per evitare il formarsi di bolle speculative sui mercati degli assets e del credito.

Germania. Come atteso, l’indagine di luglio mostra che la disoccupazione è rimasta ferma al 6,4% per il quinto mese consecutivo, ai minimi storici dall’unificazione. Nel mese, il numero di senza lavoro è aumentato di 9mila unità, rispetto alle mille di giugno. La disoccupazione è attesa rimanere a questo livello per tutto il 2015.

Germania. La prima lettura di luglio mostra che i prezzi al consumo sono aumentati come atteso di 0,2% m/m sull’indice nazionale e di 0,3% m/m su quello armonizzato. Anche se le singole componenti non sono ancora disponibili, la stagionalità positiva dovrebbe aver contrastato il calo del prezzo dell’energia. L’inflazione rallenta quindi di un decimo a 0,2% rispetto a giugno sulla misura nazionale, mentre rimane a 0,1% su quella armonizzata. La seconda lettura dovrebbe confermare che l’inflazione core è rimasta allo stesso livello di giugno (0,9% a/a). Dall’autunno ci aspettiamo un’accelerazione del CPI, verosimilmente sostenuto dall’effetto base positivo della componente energetica.

Area euro. L’indice della fiducia economica della Commissione europea migliora a luglio a 104,0 da 103,5 contro attese che lo davano stabile e tocca il massimo da luglio 2011. Salgono sia l’indice del manifatturiero, a -2,9 da -3,4 (contro attese che lo davano in calo), sia l’indice dei servizi che migliora più delle attese a 8,9 da 7,9. A livello geografico, la fiducia cresce in tutti i principali paesi, rimane pressoché stabile in Italia e Portogallo, mentre cala di poco in Belgio, e, prevedibilmente, crolla in Grecia. Nel comparto delle costruzioni, l’indice migliora di poco a -23,9 da -24,2, ma rimane sempre al di sotto delle media di lungo periodo (-18,1); inoltre il miglioramento è in parte viziato dal contributo molto forte dei Paesi Bassi (da 0,1 a 10,1) che scontano una serie di interventi governativi a favore del mercato immobiliare, mentre nei paesi periferici, Francia inclusa, il clima nel comparto edilizio peggiora. L’indice del commercio al dettaglio sale a 1 da -1,3, molto al di sopra della media di lungo periodo (-9,2), con un contributo positivo di tutti i paesi a eccezione della Grecia, a conferma del diffuso apporto positivo dei consumi alla ripresa economica in atto in Europa. Apparentemente la crisi greca ha pesato meno di quanto si pensava, e lo stesso indice di fiducia economica, se depurato del contributo greco, sarebbe risultato anche più positivo. Questo lascia pensare che l’economia potrebbe iniziare col piede giusto il terzo trimestre. La seconda lettura dell’indice di fiducia dei consumatori dell’eurozona conferma la stima preliminare a -7,1 da -5,6 di giugno.

Stati Uniti

La stima advance del PIL del 2° trimestre mostra l’attesa accelerazione, ma delude in parte le aspettative crescendo solo del 2,3% t/t ann. contro stime di consenso in media attorno a 2,5% t/t ann. Il dato del primo trimestre è stato rivisto al rialzo a 0,6% t/t ann. da -0,2% t/t ann I consumi privati sono saliti più delle attese, del 2,9% t/t ann. dopo 1,8% t/t ann. e hanno dato il contributo preponderante al risultato del trimestre, mentre gli investimenti fissi hanno visto un calo dello 0,6 t/t ann. da 1,6% t/t ann., dovuto alla contrazione degli investimenti non residenziali (macchinari -4,1% t/t da 2,3% t/t con le strutture in recupero a -1,6% t/t da -7,6% t/t), in parte compensati dagli investimenti residenziali che crescono del 6,6% t/t dopo 10,1% t/t. I consumi delle amministrazioni statali sono aumentati dello 0,8% t/t ann. dopo il calo di 0,1% t/t ann. del primo quarto a causa delle spese degli Stati, mentre gli enti federali hanno visto un calo delle spese. Infine il contributo delle esportazioni nette è stato di circa 0,13 dopo il pesante contributo di -1,9 di marzo influenzato anche dallo “sciopero dei porti”: nel trimestre primaverile la situazione è tornata normale, registrando una ripresa delle esportazioni (+5,3% t/t ann. da -6,0% t/t ann.) e a un rallentamento delle importazioni (3,5% t/t ann. da 7,1% t/t ann.). La stima per l’anno in corso rimane quindi confermata a 2,4%: la revisione al rialzo del primo trimestre di fatto compensa il risultato più basso delle attese del secondo. La BEA ha diffuso anche la revisione dei dati degli anni precedenti (dal 2011) corretti per gli “effetti stagionali residui”: il dato del 2014 è stato confermato a 2,4%, mentre quello 2013 è fissato ora a 1,5%, sensibilmente più basso del dato precedente (2,2%).

Fonte: BondWorld.it


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