Flash: Stati Uniti: Inatteso balzo dell’ISM non manifatturiero in luglio

Da seguire: La riunione odierna della Bank of England è molto attesa, non tanto per la decisione dei tassi (è scontato che rimarranno ancora invariati)…

 


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quanto per i segnali sui tempi di una svolta che appare un po’ più vicina. Si ritiene che almeno due membri su nove potrebbero dissentire per premere già a favore di un rialzo dei tassi. Sempre oggi saranno pubblicati i verbali e il rapporto sull’inflazione. L’inflazione prevista dovrebbe essere più bassa, a motivo della debolezza evidenziata dai prezzi petroliferi e dalla forza della sterlina, ma lo scenario di medio termine sarà sostenuto da una dinamica salariale solida. Sul fronte della crescita, continuerà a essere rimarcata la dicotomia fra una domanda interna robusta e una bilancia commerciale in sofferenza per l’erosione della competitività e la bassa crescita dei mercati di sbocco.

Area Euro

  • Germania. In giugno gli ordini all’industria sono balzati del 2,0% m/m rispetto a maggio, più che compensando il calo del mese prima (-0,3%, rivisto da -0,2%). Le indagini di clima indicavano una flessione della domanda estera a giugno, ma lo spaccato dei dati fornito dall’Ufficio Federale di Statistica evidenzia un forte aumento degli ordinativi di beni capitali (+3,7% m/m, con un +7,0% m/m per la componente estera che spiega la sorpresa. L’andamento è stato effettivamente debole per i beni di consumo (-0,6%) e per i beni intermedi (-0,4%). La domanda interna è fiacca: gli ordini domestici, infatti, sono calati di -2,0% m/m.

Ieri sui mercati

  • Netto storno dei titoli governativi europei. I rendimenti sono saliti di 12-15pb sulle scadenze 10-30 anni della curva tedesca, con i mercati periferici in scia. Più modesto è stato l’incremento sulle scadenze medie e brevi. Sugli UST, dove montano le attese per un possibile aumento dei tassi Fed a settembre, il rialzo del tratto lungo è stato limitato a 4-5pb.
  • Lieve rimbalzo dell’euro sul dollaro, rientrato a fine giornata sopra 1,09. Il dollaro cede qualcosa anche rispetto alla sterlina. Debole lo yen: il dollaro ha toccato un massimo di 125,01, chiudendo poi la giornata a 124,88.
  • Giornata positiva per i listini azionari europei, sulla scia dei risultati di alcune trimestrali convincenti. Positiva anche la chiusura degli indici americani..

Area euro

  • Nel mese di luglio il PMI dei servizi è calato da 54,4 a 53,8, marginalmente meno di quanto annunciato con la stima preliminare.
  • Italia. In giugno, la produzione industriale è stata molto più debole di quanto fosse previsto (-0,3% m/m): la variazione m/m della serie destagionalizzata è stata di -1,1%, mentre la serie corretta per i giorni lavorativi è di 0,3% inferiore al livello del giugno 2014. Tutti i raggruppamenti sono calati rispetto a maggio. Il ‘ponte’ festivo potrebbe aver causato una chiusura di stabilimenti sufficiente a vanificare il rimbalzo della produzione ‘grezza’ atteso in giugno. Se tale interpretazione è corretta, dobbiamo attenderci un forte rimbalzo della produzione industriale in luglio. Il secondo trimestre si chiude con un incremento della produzione industriale di 0,4% rispetto al primo, coerente con la nostra previsione di una moderata crescita trimestrale di 0,2-0,3% t/t.

Stati Uniti

  • Inatteso balzo dell’ISM non manifatturiero in luglio: l’indice è salito a 60,3, muovendosi in netta controtendenza rispetto all’indice manifatturiero e anche nei confronti della dinamica dei dodici mesi precedenti. Andamento brillante per ordinativi, occupazione, ordini da evadere. Il netto incremento dell’indice confligge con altre indicazioni decisamente meno brillanti arrivate nelle ultime settimane e va accolto con una certa cautela.
  • Secondo l’ADP, in luglio i nuovi occupati nelle imprese private sono stati 185mila, meno che in giugno (229mila) e meno delle attese (215mila).
  • Peggio del previsto la bilancia commerciale di giugno: il deficit è salito da -40,9 mld (rivisto da -41,9) a
    -43,8 mld.

Fonte: BondWorld.it


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