Italia. La seconda stima sui prezzi al consumo ad agosto dovrebbe confermare un’inflazione stabile a 0,2% a/a sull’indice nazionale e in accelerazione a 0,5% da 0,3% a/a sull’armonizzato. La salita del NIC nel mese (+0,2% m/m) è dovuta alle componenti più volatili e più stagionali, pertanto non dovrebbe essere confermata nei prossimi mesi….
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Area euro. La produzione industriale a luglio dovrebbe recuperare interamente il calo di giugno (+0,4% m/m da -0,4% m/m). Il contributo positivo dell’output in Germania, Italia e Spagna dovrebbe più che compensare il calo visto in Francia. La variazione annua rallenterebbe a 0,9% da 1,3%. Se confermato, il dato lascerebbe la produzione in rotta per un marginale recupero nel trimestre estivo (+0,3% t/t) dopo la flessione di -0,2% t/t vista in primavera.
I market mover della settimana
Nell’Eurozona, l’indagine ZEW di settembre potrebbe risentire della persistente volatilità sui mercati finanziari nonché dei timori di rallentamento dell’economia mondiale. La produzione industriale dell’area euro potrebbe recuperare interamente a luglio il calo del mese precedente. La seconda stima per il mese di agosto dovrebbe confermare la stabilità dell’inflazione nell’area euro (a 0,2% a/a) e la salita (riteniamo temporanea) in Italia (a 0,5% da 0,3% a/a di luglio); in Francia, la prima lettura dovrebbe mostrare un rallentamento a zero da 0,2% a/a.
La settimana ha molti dati ed eventi di rilievo negli Stati Uniti. Il focus sarà certamente sulla riunione del FOMC. La previsione per i tassi è straordinariamente incerta: sulla base dei dati macro, l’economia americana appare pronta per la svolta, ma il recente aumento dei rischi collegati all’economia globale e ai mercati finanziari confonde il quadro. Pertanto, prevediamo che il FOMC mantenga i tassi invariati, segnalando però che si aspetta di attuare il primo rialzo entro fine 2015. Le nuove proiezioni dovrebbero dare segnali dovish sul sentiero e sul punto di arrivo dei fed funds. Fra i dati, le prime indagini regionali del manifatturiero di settembre non dovrebbero modificare il quadro di crescita molto modesta nel settore. Per agosto, la produzione industriale dovrebbe correggere dopo il dato forte di luglio; le vendite al dettaglio sono previste in moderato aumento; i nuovi cantieri dovrebbero essere in modesto calo dopo due dati positivi. Il CPI di agosto dovrebbe essere stabile, sulla scia del calo del prezzo della benzina, mentre l’indice core dovrebbe aumentare di solo 0,1% m/m.
Ieri sui mercati
Moderato calo dei rendimenti sulla curva UST, che però nel bilancio della settimana registra un incremento di 4pb sulla scadenza quinquennale, e rispettivamente di 5 e 6pb su quelle 10 e 30 anni. I rendimenti sono quasi immutati rispetto a venerdì 4 sul debito tedesco, dove l’unica variazione non marginale sono i -3pb di calo sulla scadenza quinquennale.
Lo spread decennale Btp-Bund è sceso di 3pb rispetto a lunedì, ma dopo aver toccato minimi più bassi (113pb) nella giornata di mercoledì. Il debito spagnolo ha continuato a risentire del rischio politico, allargando sull’Italia a 25,6pb dai 23,6 di lunedì. La performance migliore dell’Italia si è verifica nonostante l’offerta: venerdì sono stati piazzati 4 mld del nuovo BTP 15/9/2022 1,45% (rapporto di copertura: 1,35x, rendimento: 1,37%), oltre a 1,5 mld di BTP trentennali (1,29x, 2,96%) e 2,25 mld di BTP triennali (1,59x, 0,24%).
Moody’s ha confermato il rating dell’Irlanda a Baa1/P-2, ma ha portato l’outlook da ‘stabile’ a ‘positivo’. Anche DBRS ha attribuito un outlook positivo all’Irlanda (rating invariato ad A), mentre ha tagliato quello della Finlandia a ‘negativo’, pur mantenendo il rating a AAA.
L’euro ha inanellato una serie di sei chiusure positive, pur senza neppure avvicinare i massimi del 24 agosto. Venerdì ha finito la settimana a 1,1339, con un rialzo di 1,7% rispetto a sette giorni prima. La scorsa ottava si è caratterizzata anche per la ripresa della sterlina, che è tornata a scambiare contro dollaro sui livelli di fine agosto, e per l’arretramento del franco svizzero, rispetto al quale l’euro ha segnato massimi temporanei a 1,1050.
L’andamento dei mercati azionari è stato altalenante: l’EuroStoxx ha toccato i massimi settimanali mercoledì, per poi tornare quasi sui livelli di una settimana prima con la chiusura negativa di venerdì. Migliore l’andamento degli indici americani.
In flessione le quotazioni petrolifere. La prima scadenza dei future sul Brent ha chiuso la settimana a $48,14, contro i $50,68 del venerdì precedente.
Stati Uniti: il PPI ad agosto è stabile su base mensile, con una variazione di -0,6% m/m per i beni (spinta dall’energia, -3,3% m/m). La fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan a settembre (prel.) cala a 85,7 da 91,9 di agosto, toccando il minimo da settembre 2014.
Focus Italia: rimbalza la produzione industriale
Italia. La produzione industriale è aumentata più del previsto a luglio, di +1,1% m/m, recuperando interamente il calo di -1% m/m registrato a giugno (rivisto al rialzo di un decimo da -1,1% della prima stima). La variazione annua (corretta per gli effetti di calendario) è tornata anch’essa in positivo a +2,7%, dopo il momentaneo passaggio in territorio negativo a giugno (-0,3%).
Nel mese il rimbalzo è trainato, non sorprendentemente, dall’energia (+7,1% m/m), viste le temperature decisamente superiori alla media registrate nel mese. In ogni caso, l’incremento della produzione industriale a luglio è diffuso a tutti i raggruppamenti principali di industrie, compresi i beni intermedi (+0,6% m/m) e i beni strumentali e di consumo non durevoli (entrambi +0,3% m/m).
Dei 13 settori manifatturieri, ben 10 risultano in progresso su base annua (erano scesi a 6 il mese precedente).
Il dato sulla produzione industriale di luglio conferma quanto scrivevamo il mese scorso e cioè che il calo di giugno era dovuto quasi interamente al ponte festivo di inizio mese. Il 3° trimestre inizia con una nota positiva: la “crescita acquisita” per l’output industriale nel trimestre in corso è pari a 0,7% t/t (ipotizzando una stabilità ad agosto e settembre). Ciò significa una accelerazione modesta ma costante rispetto ai trimestri precedenti, visto che la produzione era aumentata di 0,3% t/t nel 4° trimestre 2014 e di 0,5% t/t in ciascuno dei primi due trimestri del 2015.
I dati relativi al bimestre agosto-settembre potranno risultare volatili, come accade solitamente nei mesi estivi. Ci aspettiamo una flessione su base congiunturale ad agosto (anche per effetto della correzione dalla componente energia), seguita da un rimbalzo a settembre.
Fonte: BondWorld.it
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