– Aste – offerta di soli titoli a breve termine in Francia (8 miliardi) e Olanda (da 3 a 7,5 miliardi)……
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Da seguire:
Area Euro
– Nessun dato di rilievo.
– Oggi si riunisce la Task Force sulla governance economica dell’Unione Europea, che sarà seguita domani da quella dell’Eurogruppo e mercoledì dall’Ecofin. Quest’ultimo dovrebbe discutere la possibile introduzione di un’imposta sulle banche e di una tassa sulle transazioni finanziarie, nonché il prossimo Semestre Europeo di coordinamento delle politiche di bilancio.
– Aste – offerta di soli titoli a breve termine in Francia (8 miliardi) e Olanda (da 3 a 7,5 miliardi).
Stati Uniti
– Mercati chiusi per festività – Labor day.
I market mover della settimana
Nell’area euro sono in calendario i dati sulla produzione industriale relativi al mese di luglio per Germania, Italia e Francia. L’output è visto in crescita in tutti e tre i principali paesi della zona euro, dopo che il mese scorso Germania e Francia avevano mostrato un inatteso calo. Per il momento non ci sono indicazioni di inversione del ciclo nell’industria. La seconda lettura dei dati di contabilità nazionale per il 2° trimestre in Italia dovrebbe mostrare che la crescita è stata trainata da export e investimenti delle imprese in presenza di una domanda per consumi ancora stagnante.
La settimana è scarna in termini di dati negli Stati Uniti. Il Beige Book dovrebbe riportare segnali di rallentamento visti con i dati congiunturali, accompagnati però da condizioni del credito in miglioramento e da una domanda ancora positiva per il manifatturiero. La bilancia commerciale a luglio dovrebbe vedere una chiusura del deficit dopo il forte allargamento di giugno.
Ieri sui mercati
L’andamento migliore del previsto dei dati occupazionali americani ha aiutato i mercati azionari a chiudere in rialzo di 1-2 punti percentuali. I rendimenti dei titoli di stato sono saliti nettamente: la curva UST ha visto aumenti di 6-8pb sul tratto 5-30 anni, mentre il biennale è salito appena di 2pb; incrementi analoghi in Europa per i titoli tedeschi, anche in questo caso con un netto aumento della pendenza. Lo spread Btp-Bund, aiutato dal calo dell’avversione al rischio, scende a 145pb sulla scadenza decennale. Nessun progresso del dollaro sullo yen, sempre scambiato intorno a 84, mentre l’euro si rafforza fino a 1,2913 dollari.
Area Euro
La lettura finale dell’indice PMI per il settore dei servizi nell’area euro ha visto una revisione al rialzo a 55,9, rispetto alla precedentemente stima di 55,6 (da 55,8 registrato a luglio). In sostanza, l’indice è in prossimità dei massimi toccati a maggio (56,2). L’indicatore è cresciuto oltre le attese di consenso in Italia (a 51,4 da un precedente 49,6) ed è stato rivisto verso l’alto di mezzo punto in Francia (a 60,4); in Germania, viceversa, l’indice è stato riletto al ribasso, confermando comunque l’incremento rispetto al mese precedente (57,2 ad agosto, da 56,5 di luglio). L’indice composito per l’area euro, a seguito delle revisioni sia nel settore servizi, che nel manifatturiero, è stato rivisto verso l’alto di un decimo di punto a 56,2: nonostante il lieve calo rispetto al mese precedente (56,7) l’indicatore rimane al di sopra della sua media storica e in territorio ampiamente espansivo, coerente con una crescita annua del PIL attorno al 2% (ultimo valore registrato nel 2° trimestre: 1,9% a/a).
Le vendite al dettaglio dell’area euro sono cresciute meno delle attese di consenso a luglio, di appena 0,1% m/m, da un precedente 0,2% m/m (dato rivisto verso l’alto di due decimi). Sull’anno, le vendite hanno rallentato di un decimo di punto percentuale all’1,1% a/a. Tra i principali paesi dell’area euro che hanno già diffuso i dati nel mese di luglio, si è registrato un aumento delle vendite in Francia (+2,2% m/m), a fronte di un calo in Germania (-0,3% m/m) e in Spagna (-3,0% m/m). Il dato conferma che la ripresa non si è ancora riflessa in un apprezzabile miglioramento della spesa dei consumatori, anche a causa del livello ancora elevato della disoccupazione.
Stati Uniti
L’employment report di agosto è complessivamente migliore delle attese e fornisce ulteriore supporto alla previsione che il recente rallentamento ciclico non sia il prodromo di una ricaduta recessiva. Gli occupati non agricoli ad agosto scendono di -54 mila, in calo più contenuto rispetto a quanto atteso dal consenso (-105 mila consenso Bloomberg) e dovuto quasi esclusivamente alla riduzione dei lavoratori impiegati nel censimento (-114 mila). Nel settore privato, gli occupati aumentano di 67 mila, dopo il +107 mila di luglio. L’occupazione rilevata con l’indagine presso le famiglie torna a crescere (+290 mila) dopo due mesi di contrazioni. Il tasso di disoccupazione sale a 9,6% da 9,5% dei due mesi precedenti, con un aumento del tasso di partecipazione a 64,7% da 64,6% di luglio. La durata della disoccupazione rimane straordinariamente elevata, ma cala rispetto ai picchi ciclici: la durata media scende a 33,6 settimane, dal picco di 35,2 di giugno, e quella mediana scende a 19,9 settimane, dal picco di 25,2 settimane di giugno. I dati mostrano una dinamica positiva dell’occupazione privata, anche se moderata rispetto alle fasi di ripresa dei cicli del passato, e un incremento discreto dei salari orari.
L’ISM del settore non manifatturiero scende ad agosto più del previsto, passando da 54,3 di luglio a 51,5 (consenso: 53,2). L’indice composito torna su livelli visti prima di febbraio 2010. L’indagine dà indicazioni di debolezza, con un calo dell’indice attività a 54,4 da 57,4, degli ordini a 52,4 da 56,7, dell’occupazione a 48,2 da 50,9. I dati indicano un rallentamento della crescita nel settore dei servizi, e sono in linea con i segnali di indebolimento ciclico visti negli ultimi mesi.
Certificazione degli analisti
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Area Euro
– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.
– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.
– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.
Stati Uniti
– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati
L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.
Area Euro
La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.
L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.
Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.
Stati Uniti
Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.
Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.
Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.
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