Flash: L’indice della Philadelphia Fed a ottobre è atteso in ripresa

Da seguire: Area Euro: Italia. Il Governo è atteso presentare la Legge di Stabilità 2016 che, in accordo con il quadro di Finanza Pubblica proposto nell’aggiornamento al DEF, dovrebbe implementare un allentamento della….


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politica fiscale pari a circa lo 0,8% del PIL per l’anno prossimo (differenza tra quadro programmatico e tendenziale). L’importo lordo dovrebbe attestarsi attorno ai 27 miliardi, di cui 17 miliardi per coprire le varie “clausole di salvaguardia”, oltre 4 miliardi per l’abolizione della tassa sulla casa e altri 6 miliardi almeno per altre misure espansive (proroga probabilmente parziale della decontribuzione sulle nuove assunzioni a tempo indeterminato, possibile anticipo del taglio Ires, finanziamento delle spese indifferibili). Le coperture dovrebbero fermarsi attorno ai 13 miliardi, il grosso dei quali dovrebbe arrivare da risparmi di spesa.

Stati Uniti

  • Il CPI a settembre è previsto in calo di -0,2% m/m (-0,1% a/a). La correzione dell’energia dovrebbe essere ancora più ampia che ad agosto, principalmente per via del calo della benzina. L’indice core dovrebbe aumentare di 0,1% m/m (1,8% a/a), con l’abitazione ex-energia in crescita di 0,2% m/m (sempre molto forte l’aumento degli affitti: +0,3% m/m); a settembre dovrebbe rallentare la variazione dell’abbigliamento che ha segnato +0,3% m/m per due mesi consecutivi, mentre si dovrebbe registrare una riaccelerazione nel comparto della sanità, debole negli ultimi 3 mesi. I dati non modificano il trend di stabilizzazione dell’inflazione core.
  • L’indice Empire della NY Fed a ottobre è atteso in modesto rialzo a -8 da -14,6 dei due mesi precedenti. La relazione fra l’Empire e l’ISM è meno stretta di quella fra il Philly Fed e l’ISM; pertanto l’indice della NY Fed dovrebbe rimanere ancora in territorio chiaramente negativo anche a ottobre, anche se prevediamo che l’ISM resti intorno a 50 nei prossimi mesi.
  • L’indice della Philadelphia Fed a ottobre è atteso in ripresa a -2,5 da -6 di settembre. Il trend dell’attività nel manifatturiero è in rallentamento, ma il ritmo di correzione non dovrebbe aumentare, anche alla luce del livello espansivo degli indici a 6 mesi. La componente ordini dovrebbe rimanere coerente con modesto rialzo, mentre gli indici di prezzo dovrebbero restare in linea con una moderata correzione.
  • Sul fronte Federal Reserve, oggi sono in calendario discorsi di Dudley, Bullard e Mester.

Ieri sui mercati

  • IIF segnala un netto e diffuso miglioramento dei flussi di portafoglio verso i paesi emergenti a partire dal 9 ottobre, probabilmente come effetto di attese sempre più modeste sulla restrizione monetaria negli Stati Uniti e della minore volatilità dei mercati. Il ritorno dei capitali interessa più il comparto obbligazionario che quello azionario, e si è già riflesso in una maggiore forza delle monete locali sui mercati valutari.
  • Gli indici azionari europei e americani hanno chiuso in ribasso, mentre è positivo l’andamento del Nikkei.
  • Discesa dei rendimenti dei titoli di stato. Il calo è più ampio sul mercato americano (-7/8pb sul tratto 2-10 anni). In Europa è più significativo sulle scadenze lunghe (-4pb circa).
  • L’euro ha chiuso la giornata a 1,1473 dollari, con massimi infragiornalieri a 1,1489. Il cambio effettivo nominale del dollaro ha marcato il minimo dal 26 agosto. Netto apprezzamento della sterlina contro dollaro, da 1,5245 a 1,5473 e contro euro, sulla scia dei dati occupazionali. La moneta americana si è indebolita anche contro lira turca, real brasiliano, rublo e (marginalmente) yuan cinese.

Area Euro

Francia. I prezzi al consumo sono calati di -0,4% m/m a settembre da +0,4% m/m sull’indice nazionale (e da -0,3% m/m su quello armonizzato). Il calo è imputabile in larga parte alla contrazione stagionale dei prezzi dei servizi legati al turismo e a un nuovo arretramento del prezzo dell’energia, mentre il prezzo dei beni manufatti aumenta dopo la fine dei saldi stagionali che quest’anno hanno goduto di una settimana aggiuntiva rispetto al 2014. L’inflazione è rimasta invariata per il secondo mese consecutivo sulla misura nazionale e stabile a 0,1% su quella armonizzata. L’inflazione sottostante si attesta a 0,6% a/a ed è stabile dal maggio scorso. Per un effetto statistico favorevole si dovrebbe vedere un’accelerazione dell’inflazione a 0,5% per fine anno.

Stati Uniti

Le vendite al dettaglio aumentano di 0,1% m/m (consenso: +0,2% m/m); al netto delle auto la variazione è di -0,3% m/m (consenso: -0,1% m/m), al netto di auto e benzina, le vendite sono stabili (+4,2% a/a). Il bilancio delle variazioni a nostro avviso dà ancora un messaggio positivo sui consumi, perché le componenti di tipo discrezionale proseguono su un sentiero eccezionalmente solido, e le vendite del 3°  trimestre sono coerenti con una dinamica dei consumi vicina al 3% t/t ann., dopo un 2° trimestre con consumi in rialzo di 3,6% t/t ann.

Il PPI a settembre cala di -0,5% m/m, al di sotto delle attese di consenso (-0,2% m/m). I prezzi dei beni calano di -0,5% m/m, e sono invariati al netto di energia e alimentari.

Il Beige Book non fornisce sorprese: il quadro riportato è in linea con le indicazioni dei dati degli ultimi mesi. Si registra ulteriore “modesta espansione” tra metà agosto e l’inizio di ottobre. In diverse aree si cita il dollaro forte come freno all’attività nel manifatturiero e all’espansione del turismo. Il Beige Book riporta che le condizioni sul mercato del lavoro sono diventate più stringenti, con segnalazioni di scarsità di lavoro soprattutto per la manodopera specializzata; i salari rimangono in crescita contenuta, ma ci sono indicazioni di aumento di pressioni salariali.

Lacker (Richmond Fed) ha detto che la decisione sui tassi di ottobre è incerta.

Fonte: BondWorld.it


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