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Flash: In Francia, la spesa per consumi è rimasta invariata in settembre

Area Euro In Germania, le vendite al dettaglio sono invariate in termini reali dopo il calo di -0,7% m/m registrato in agosto..


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   e sono in crescita del 3,4% a/a contro il 2,1% a/a di agosto. L’indagine IFO per il commercio al dettaglio era ancora molto positiva a settembre. L’indagine presso le famiglie mostrava un aumento dei piani di spesa correnti ma una lieve flessione per il futuro. Nel terzo trimestre, le vendite al dettaglio sono in crescita di 0,8% t/t; assieme all’incremento delle immatricolazioni di auto (stimiamo +4,9% t/t dopo destagionalizzazione), ciò fa pensare a una dinamica positiva per i consumi di contabilità nazionale, probabilmente superiore a quella registrata nel secondo trimestre.

   In Francia, la spesa per consumi è rimasta invariata in settembre, dopo l’aumento di 0,1% di agosto (rivisto da +0,3%). Il terzo trimestre si chiude con i consumi in aumento di 0,7% t/t da -0,1% t/t del secondo. Le indagini di fiducia suggeriscono che i consumi si stanno riprendendo in Francia e potrebbero esserci margini di accelerazione nella parte finale dell’anno.

   Spagna. La stima flash dovrebbe mostrare una crescita del PIL nei mesi estivi di 0,8% t/t dopo il +1,0% t/t del 2° trimestre. Su base annua la crescita del PIL dovrebbe accelerare al 3,4% a/a dal 3,1%a/a dei mesi primaverili. Il picco per la crescita spagnola dovrebbe essere alle spalle. Il rallentamento degli emergenti non lascerà indenne la dinamica dell’export in particolare verso il Sud America. La domanda interna continuerà a crescere a ritmi sostenuti ma l’impulso della politica fiscale diverrà meno forte nel 2016.

   Area euro. La stima preliminare dovrebbe mostrare un ritorno dell’inflazione area euro a +0,1%a/a da un precedente -0,1%a/a. Sul mese i prezzi core sono visti in aumento di 0,1%m/m, mentre energia ed alimentari dovrebbero aver offerto un contributo circa nullo. L’inflazione core è vista stabile a 0,9% con qualche rischio verso l’alto dopo i dati più forti del previsto dalla Germania. L’effetto statistico dall’energia dovrebbe spingere la dinamica dei prezzi al consumo fino all’1,4% per inizio 2016 ma da febbraio/marzo in avanti, sarà la dinamica dei prezzi core a determinare i movimenti dell’inflazione complessiva. In Italia, i prezzi al consumo dovrebbero crescere di 0,2% m/m ad ottobre, dopo essere calati di -0,4% il mese precedente (sull’armonizzato, i prezzi sono visti in crescita di 0,4% dopo l’1,6% di settembre). L’inflazione annua è attesa su entrambi gli indici in aumento da 0,2% a 0,3%. Nel mese, contribuiranno il ritocco al rialzo delle tariffe di luce e gas (+3,4% e +2,4% rispettivamente) nonché i rincari stagionali di istruzione e spese per il tempo libero. Ci aspettiamo comunque che l’inflazione resti molto vicina a zero anche nei prossimi mesi.

Stati Uniti

   La spesa personale a settembre è attesa in aumento di 0,3% m/m dopo +0,4% m/m di agosto. I beni durevoli dovrebbero essere ancora una volta la principale spinta dei consumi, ma anche i servizi sono attesi in crescita soddisfacente. I dati saranno “vecchi”, poiché la stima advance del PIL estivo sarà già nota; la previsione è che la crescita dei consumi nel trimetre sia stata del 3,1% t/t ann. Il reddito personale dovrebbe crescere di 0,1% m/m, dopo +0,3% m/m di agosto; la dinamica del reddito da lavoro dovrebbe rallentare per via di una crescita dell’occupazione moderata e di salari orari invariati a settembre. Di conseguenza, il tasso di risparmio è previsto in calo a 4,4% da 4,6% di agosto. Il deflatore dei consumi dovrebbe calare di -0,1% m/m, meno del CPI (-0,2% m/m). Il deflatore core dovrebbe registrare una variazione analoga a quella del CPI core, +0,2% m/m (1,3% a/a, con qualche rischio verso l’alto a 1,4% a/a per arrotondamento), anche se la componente abitazione ex-energia, che ha accelerato nel CPI, ha un peso molto più modesto nel deflatore. La spinta sul deflatore core sarà determinata in parte dall’abitazione, ma soprattutto dai prezzi dei servizi sanitari.

   L’employment cost index del 3° trimestre dovrebbe riaccelerare, segnando una variazione di 0,5% t/t (riportandosi sulla media vista fra fine 2014 e inizio 2015), dopo il rallentamento del 2° trimestre a +0,2% t/t. L’accelerazione si dovrebbe vedere nella componente salari, anche alla luce dei dati mensili dell’employment compensation pubblicati dal Bureau of Labor Statistics. La riduzione delle risorse inutilizzate sul mercato del lavoro si dovrebbe trasferire in aumenti salariali più robusti, come indicato anche dal Beige Book.

   Il Chicago PMI di ottobre dovrebbe rimanere in territorio negativo, segnando un ulteriore modesto calo a 48.5 da 48,7 di settembre e confermando la debolezza del settore manifatturiero.

   La fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan a ottobre (finale) dovrebbe confermare il livello visto con il dato preliminare e stabilizzarsi a 92.

Ieri sui mercati

Giappone

   La BoJ ha mantenuto invariato l’obiettivo di variazione della base monetaria a 80 tn di Yen, senza modificare né il totale né la composizione del programma di acquisto titoli. Rivista ampiamente al ribasso la stima di crescita 2015, meno quella 2016. L’obiettivo di inflazione non sarà avvicinato fino all’anno fiscale 2017.

Stati Uniti

   La stima advance del PIL del 3° trimestre mostra una crescita di 1,5% t/t ann., dopo + 3,9% t/t ann. del 2°. La domanda finale domestica cresce a un ritmo solido. Le esportazioni nette danno una sorpresa positiva. La debole crescita complessiva è essenzialmente da ascrivere alle scorte che contribuiscono per -1,44 pp alla variazione del PIL.

Focus EA: La ripresa continua su spinta della domanda interna in particolare nella periferia

   L’indice di fiducia economica della Commissione Europea (ECI) è salito a 105,9 da 105,6 di ottobre mentre le attese erano per un calo a 105,1. L’indice sintetico è tornato su un massimo da maggio 2011 ed è coerente con una crescita del PIL area euro in autunno di 0,45% t/t. La ripresa è più diffusa, ed è la periferia a guidare il miglioramento recente. Lo spaccato settoriale conferma che in questa fase la ripresa è trainata più dalla domanda interna e dai servizi e commercio al dettaglio che non dal manifatturiero.

   I dettagli trimestrali dell’indagine della Commissione mostrano un maggiore utilizzo della capacità produttiva nel settore manifatturiero e nei servizi.

   Le attese di prezzo per i prossimi mesi sono aumentate nel commercio al dettaglio e nei servizi, meno nell’industria.

   Insieme a dati più forti sulla crescita area euro sono arrivati dati più forti del previsto sulla dinamica dei prezzi al consumo in Germania. L’inflazione tedesca è risalita a 0,3 % a/a da 0,0% a/a sulla misura nazionale e di 4 decimi sull’indice armonizzato a 0,2 % a/a da -0,2.

Fonte: BondWorld.it


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