Da seguire: Area Euro – La seconda stima potrebbe mostrare una revisione al rialzo del PMI Manifatturiero a ottobre a 52,1 da una lettura preliminare di 52. Il calo del PMI tedesco potrebbe essere leggermente ridimensionato a 51,7. L’indice francese dovrebbe essere stabile sul mese a 50,7. Ci aspettiamo un aumento del PMI manifatturiero italiano a 53,1….
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- Stati Uniti- La spesa in costruzioni a settembre è prevista in aumento dello 0,1% m/m, dopo +0,7% m/m di settembre. A settembre, si dovrebbe registrare un incremento moderato della spesa residenziale privata, a fronte di una correzione della componente non residenziale sia privata sia pubblica. Il trend generale resta positivo, anche se è probabile che rallenti nei prossimi trimestri rispetto ai ritmi visti nel 2015 (spesa totale 13% a/a).
- Stati Uniti – L’ISM Manifatturiero a ottobre dovrebbe calare modestamente a ottobre, a 49,8 da 50,2, scendendo sotto 50 per la prima volta da dicembre 2012. Gli indici del settore manifatturiero a ottobre sono stati misti; molte indagini regionali sono rimaste in territorio negativo (Empire, Philly Fed, Kansas City Fed, Milwaukee) ma con livelli in aumento, mentre il Chicago PMI ha segnato un forte rialzo in territorio ampiamente espansivo. Il PMI flash di ottobre è salito a 54, sul livello di maggio, con uno spaccato in miglioramento piuttosto diffuso (rialzi di ordini, ordini all’export, occupazione, produzione), mentre restano deboli le scorte e pressoché invariati gli indici di prezzo. La buona tenuta delle indagini nel settore Servizi e qualche segnale di stabilizzazione all’estero inducono a prevedere debolezza protratta nel Manifatturiero, ma non un crollo duraturo.
I market mover della settimana
Nell’area euro, il focus sarà sui dati di ordini e produzione industriale in Germania , attesi in recupero a settembre, dopo il calo di agosto. La produzione industriale dovrebbe avere recuperato anche in Spagna. Le vendite al dettaglio nella zona euro sono viste stabili a settembre per il 2° mese consecutivo. Il PMI composito dovrebbe essere confermato in recupero a 54,0 da 53,6 a ottobre in linea con la stima preliminare. La Commissione Europea pubblica le previsioni d’autunno, le nuove stime sui saldi di finanza pubblica aggiornati rappresentano la base per la valutazione delle leggi di bilancio nazionali su cui la Commissione deve esprimersi entro fino novembre come previsto dal Two Pack.
La settimana ha molti dati importanti negli Stati Uniti, che forniranno informazioni cruciali per le decisioni della Fed di dicembre. Per ottobre, le indagini ISM dovrebbero confermare il quadro attuale, con il Manifatturiero in stagnazione e i Servizi in espansione. L’employment report dovrebbe registrare occupati in aumento di circa 180 mila e una correzione del tasso di disoccupazione al 5%, con salari in aumento moderato. Le vendite di autoveicoli dovrebbero restare su livelli elevati, anche se modestamente inferiori a quanto visto a settembre. La spesa in costruzioni di settembre dovrebbe rallentare dopo l’ampio rialzo visto ad agosto. La settimana sarà costellata di discorsi (dieci) di partecipanti al FOMC, che potrebbero iniziare a dare un quadro delle opinioni riguardo a un possibile rialzo dei tassi a dicembre.
Ieri sui mercati
- Cina – il PMI Markit/Caixin è salito da 47,2 a 48,3 nel mese di ottobre. Il miglioramento è dovuto apparentemente a un rafforzamento della domanda estera, perché gli ordini esteri salgono da 44,6 a 50,7. L’indice ufficiale, invece, è rimasto stabile a 49,8. Per quanto riguarda i servizi, l’indice ufficiale è sceso da 53,4 a 53,1, rimanendo su livelli accettabili; le aspettative delle imprese stanno migliorando.
- Area euro – In un’intervista al Sole 24-ore pubblicata sabato 31 ottobre, il presidente della BCE Draghi ha dichiarato che la banca centrale sta valutando “se il cambiamento nello scenario è temporaneo o meno” e, come già noto, ha chiesto a comitati interni e staff di preparare delle analisi sull’efficacia delle diverse opzioni di intervento per la riunione di dicembre. Draghi ha aggiunto che quella della necessità di ulteriore stimolo è ancora “una questione aperta”. Nell’intervista, Draghi ha confermato che quella di un taglio al tasso sui depositi è una delle opzioni sul tavolo, in quanto la reazione dei mercati europei ai tassi negativi è stata tranquilla e altri paesi hanno dimostrato che sono possibili tassi ancora più negativi.
- Stati Uniti – La spesa personale a settembre aumenta di 0,1% m/m, dopo 0,4% m/m di agosto. In termini reali la spesa è in rialzo di 0,2% m/m.
- Stati Uniti – L’Employment Cost Index nel 3° trimestre aumenta di 0,6% t/t, dopo il debole +0,2% t/t visto in primavera.
- Stati Uniti – Il Chicago PMI a ottobre balza a 56,2 da 48,7 di settembre, ben al di sopra delle aspettative
- Stati Uniti – La fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan a ottobre (finale) corregge a 90 da 92,1 della lettura preliminare, ma rimane in aumento rispetto al dato di settembre (87,2).
- Nel bilancio della settimana, la curva dei rendimenti americana è salita moderatamente, con incrementi che spaziano dai 7pb del decennale agli 11pb del quinquennale; pendenza 5-2 anni in lieve aumento (+2pb), pendenza 10-5 in calo (-4pb). I differenziali con i tassi tedeschi sono saliti di circa 8pb sulle scadenze corte e medie, di 5pb su quelle lunghe. Dopo i progressi della settimana prima, il dollaro non ha più tratto beneficio di tale movimento,: quasi stabile il cambio euro/dollaro (+0,1%), lieve avanzamento dello yen (+0,3%), recuperi più sostanziosi per BRL e CNY, mentre rublo e rupia indiana hanno ceduto terreno.
Focus – In Italia calano i disoccupati, sale l’inflazione
- La disoccupazione è scesa ancora (per il terzo mese consecutivo) a settembre, all’11,8% dall’11,9% di agosto. Il dettaglio presenta però luci ed ombre: il calo del tasso dei senza-lavoro non è dovuto all’aumento degli occupati, che anzi sono scesi di 36 mila unità (dopo essere cresciuti in ciascuno dei tre mesi precedenti), bensì a una più consistente contrazione delle forze di lavoro dovuta all’aumento degli inattivi (+53 mila unità).
- A ottobre, i prezzi al consumo sono cresciuti di due decimi secondo l’indice nazionale e di mezzo punto percentuale in base all’armonizzato Ue. L’inflazione annua è lievemente salita da 0,2% a 0,3% (su entrambi gli indici). L’aumento nel mese (sull’indice NIC) è dovuto per metà ai rincari nel capitolo “abitazione, acqua, elettricità e combustibili” (+0,9% m/m), peraltro ampiamente atteso per via degli aumenti delle tariffe di elettricità e gas. Meno attesa invece la salita dei listini nei servizi ricettivi e ristorazione (+0,7% m/m). L’inflazione “di fondo” (al netto di energetici e alimentari) è rimasta invariata a 0,8% a/a (+0,1% m/m).
Fonte: BondWorld.it
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