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Flash: Secondo Constancio “il rischio di inflazione troppo bassa troppo a lungo è salito”

Da seguire: Area Euro: Germania. Gli ordini all’industria segnano un nuovo ampio calo, -1,7% m/m, a settembre (terzo mese consecutivo di contrazione), contro aspettative di consenso per un aumento di 1% m/m. Il calo…


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  • è diffuso, ma particolarmente marcato per la componente estera: -0,6% m/m a livello domestico, -2,4% m/m dall’estero. Diversamente che nei mesi scorsi, nella componente estera la contrazione è dovuta agli ordini dall’area euro (-6,7% m/m), mentre gli ordini dalle regioni ex-area euro aumentano di 0,7% m/m. La correzione nel segmento dei beni capitali è di -12,8%, per via di una flessione di big-ticket items, al netto dei quali il calo sarebbe stato di appena -0,4% m/m. Dunque il dato è meno negativo di quanto appaia. La crescita tedesca nel trimestre estivo potrebbe aver rallentato solo in misura modesta dopo lo 0,4% t/t primaverile. Il brusco calo degli ordini (-2,8% t/t) mette qualche rischio verso il basso sul 4° trimestre. Tuttavia, le indagini (nei servizi ma anche nel manifatturiero, se si guarda all’ultimo IFO) non sembrano coerenti con un brusco rallentamento dell’attività economica.
  • Le vendite al dettaglio nell’area euro sono viste stabili a settembre per il 2° mese consecutivo, stando alle indicazioni da Germania e Francia. Se confermato, il dato lascerebbe le vendite in rotta per un aumento di 0,6% t/t coerente con un’accelerazione dei consumi nei mesi estivi ad almeno 0,6% t/t da un precedente 0,4%t/t.
  • La Commissione Europea pubblica le previsioni d’autunno. Le stime sui saldi di finanza pubblica aggiornati rappresentano la base per la valutazione delle leggi di bilancio nazionali, su cui la Commissione deve esprimersi entro fino novembre come previsto dal Two Pack.

Stati Uniti

  • La stima della produttività nel 3° trimestre dovrebbe rallentare a -0,8% t/t ann., da 3,3% t/t ann. del 2° trimestre.

Ieri sui mercati

Dopo una giornata di dati congiunturali incoraggianti, i mercati azionari americani sono stati indeboliti dalle dichiarazioni di Yellen (v. Focus), che mantiene aperta la possibilità di svolta a dicembre. Dopo Yellen hanno parlato anche Fischer e Dudley e oggi l’agenda è di nuovo fitta di discorsi dalla Fed, che dovrebbero dare un messaggio piuttosto omogeneo. Le chiusure in Europa sono state positive, ma sulla giornata di oggi peseranno le dichiarazioni serali di altri partecipanti al FOMC (Fischer e Dudley), oltre che i pessimi dati degli ordini tedeschi di settembre.

Sui mercati obbligazionari, la giornata di ieri, iniziata su toni positivi, si è conclusa con rendimenti in linea con i livelli di martedì, sulla scia della comunicazione della Fed riguardo alla svolta dei tassi. Il Bund a 10 anni ha rendimenti a 0,6%, in rialzo dai minimi pre-FOMC a 0,4%, il BTP 10 anni è a 1,66%. Più significativi i rialzi dei Treasury, con il 2 anni a 0,82%, da 0,76% prima dell’intervento di Yellen, e il 10 anni a 2,23% (+3 pb dopo Yellen). La probabilità implicita di un rialzo dei fed funds a dicembre è oggi a 58%, da 50% di due giorni fa.

Sui mercati valutari, l’aumento di probabilità della svolta Fed in tempi brevi si trasmette al dollaro che si apprezza sia contro euro (euro a 1,084) sia contro yen (yen a 121,7).  

Area Euro

La seconda lettura del PMI composito per l’eurozona corregge di un decimo a 53,9 da 54,0 (e da 53,6 di settembre). Il PMI servizi in seconda lettura a sua volta cala di un decimo a 54,1 da 54,2, sulla scia della revisione al ribasso dell’indice tedesco a 54,5 da 55,2, più che compensando il rialzo di quello francese a 52,7 da 52,3. La prima lettura dell’indice servizi italiano è pressoché stabile rispetto a settembre a 53,4 da 53,3. Sembra quindi confermarsi a ottobre lo scenario visto nel terzo trimestre, con una ripresa guidata dall’espansione del terziario (PMI servizi attorno a 54,0 nel T3), mentre il comparto industriale cresce sì, ma a un ritmo inferiore (PMI manifatturiero attorno a 52,2 nel T3). Nel complesso, le indagini di fiducia di ottobre suggeriscono che la ripresa continua e che la debolezza estiva sta gradualmente rientrando grazie al supporto della domanda interna. Il recupero si conferma più diffuso anche ai Paesi della periferia. Per la Germania le indicazioni sono più incerte, è possibile che il paese stia risentendo maggiormente delle condizioni di domanda globale meno favorevoli.

I prezzi alla produzione sono calati meno del previsto a settembre -0,3% m/m. Si attenua il contributo negativo dall’energia (-0,8%m/m da -2,6%m/m). I prezzi al netto dell’energia calano di 0,2% m/m. Si accentua a causa di un effetto di confronto sfavorevole il calo dei prezzi su base annua a -3,1% a/a dopo -2,6%a/a. Le indicazioni dalle indagini di fiducia suggeriscono che le pressioni disinflazionistiche a monte della catena produttiva si vanno attenuando. Il passato deprezzamento del cambio (-10% in media 2015) dovrebbe contribuire ad una graduale risalita dei prezzi alla produzione da fine anno.

BCE. Secondo il Vicepresidente della BCE Constancio “il rischio di inflazione troppo bassa troppo a lungo  è salito” e questo nonostante la ripresa si sia rafforzata grazie alla dinamica della domanda interna. Constancio, come Draghi, ha sottolineato che i rischi per le stime BCE di crescita del PIL di 1,7% nel 2016 derivano dal contesto internazionale. Constancio ha aggiunto che non riscontra una generalizzata sopravalutazione delle attività finanziarie.

Stati Uniti

La stima ADP dei nuovi occupati non agricoli privati a ottobre è di 182 mila. Il livello è in linea con un aumento di circa 190 mila nuovi posti totali a ottobre, poco sopra l’attuale previsione nostra e di consenso.

Il saldo della bilancia commerciale a settembre cala a -40,8 mld di dollari, da -48 mld di agosto (rivisto da -48,3 mld). La chiusura del deficit è dovuta alla ripresa di esportazioni (+1,6% m/m) in presenza di un ampio calo di importazioni (-1,8% m/m). Il saldo reale cala a -57,2 mld, da -63 mld, confermando un contributo circa nullo del canale estero sulla crescita estiva.

L’ISM non manifatturiero composito a ottobre sale a 59,1 da 56,9. L’attività aumenta a 63 da 60,2, i nuovi ordini a 62 da 56,7, l’occupazione a 59,2 da 58,3, gli ordini all’export a 54,5 da 52,5. I dati sono indiscutibilmente forti e danno supporto alla valutazione secondo cui la stagnazione del manifatturiero non sta facendo deragliare la ripresa americana.

Focus Fed. Un diluvio di dichiarazioni dalla Fed mantiene vivo il messaggio della riunione di fine ottobre: un rialzo a dicembre è possibile, se i dati saranno in linea con lo scenario atteso. La “spunta” dei voti indica ora che Yellen e Fischer sono orientati ad alzare,  se i dati saranno in linea con le previsioni, anche prima di vedere un chiaro rialzo dell’inflazione.  Dudley è favorevole ma più preoccupato per l’inflazione, Brainard più aperta a un rialzo rispetto a metà ottobre, ma ancora preoccupata per l’inflazione e le risorse inutilizzate sul mercato del lavoro. Oggi sono in calendario altri cinque interventi, che dovrebbero essere sulla linea delle dichiarazioni di ieri.

Fonte: BondWorld.it


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