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Flash: Draghi ha ribadito la linea ufficiale della BCE riguardo alla riunione di dicembre

Da seguire: Area Euro: Germania. La produzione industriale è calata di -1,1% m/m, abbassando la variazione del terzo trimestre a -0,2% t/t. L’andamento del comparto manifatturiero è stato anche peggiore…


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rispetto a quella dell’industria nel suo complesso: -1,3% m/m e -0,6% t/t. La variazione tendenziale rimane positiva (+0,2% a/a), ma è in netto rallentamento. Il calo è diffuso a tutte le categorie merceologiche, ma risulta più intenso per i beni capitali (-1,4% dopo -1,8% in agosto) e per i beni di consumi (-3,2% m/m dopo -0,2% in agosto). Negativo anche l’andamento delle costruzioni, scese di -0,9% m/m dopo l’aumento di agosto (+1,4%).

Stati Uniti

  • L’employment report a ottobre dovrebbe registrare un aumento di occupati non agricoli di 180 mila, dopo +142 mila di settembre. A ottobre si dovrebbe confermare la debolezza nei settori esposti agli effetti di cambio e materie prime, con un calo degli occupati nel Manifatturiero e nell’Estrattivo in linea con quanto visto a settembre (circa -10 mila). I Servizi dovrebbero invece riaccelerare dopo due mesi di rallentamento, con una crescita degli occupati distribuita fra istruzione e sanità, commercio, servizi professionali, settore pubblico, per un totale vicino a 190 mila, da 155 mila di agosto-settembre. A ottobre si dovrebbe registrare un rialzo della forza lavoro, dopo l’ampio calo di settembre: la partecipazione dovrebbe risalire a 62,5% da 62,4%. Tuttavia, grazie alla prevista ripresa dell’occupazione rilevata dall’indagine presso le famiglie, il tasso di disoccupazione dovrebbe calare a 5% da 5,1% di settembre. I salari orari sono previsti in ripresa, con una variazione attesa dello 0,2% m/m e probabili revisioni verso l’alto dei dati di settembre, che avevano registrato una variazione nulla. Nel complesso, l’employment report dovrebbe essere positivo e segnalare un ulteriore miglioramento del mercato del lavoro.

Ieri sui mercati

Area Euro

La Commissione Europea nelle Previsioni Economiche d’Autunno ha rivisto al rialzo le stime di crescita per l’eurozona quest’anno (a 1,6% da 1,5% nella scorsa primavera), abbassando però di altrettanto la previsione per il 2016 (da 1,9% a 1,8%); il PIL è visto poi accelerare assai lievemente nel 2017, a 1,9%. Il minor ottimismo sull’anno prossimo è dovuto essenzialmente al minor dinamismo della domanda mondiale (rivista da 3,9% a 3,5%). Anche la previsione di inflazione 2016 è stata significativamente riletta al ribasso, dall’1,5% all’1%; il CPI resterebbe al di sotto del target BCE (all’1,6%) anche nel 2017.

Nel Bollettino Economico la Banca Centrale Europea segnala che la crescita economica mondiale nel terzo trimestre sembra aver perso slancio. Nell’eurozona la ripresa dovrebbe continuare, supportata dalla domanda interna, ma ci sono rischi verso il basso. L’inflazione è vista risalire dal 2016, mentre le condizioni del credito alle imprese stanno migliorando.

Draghi ha ribadito la linea ufficiale della BCE riguardo alla riunione di dicembre, confermando che si discuterà se aumentare lo stimolo monetario. Constancio nel suo discorso a una conferenza organizzata dalla BCE, ha indicato che la banca centrale ha ancora strumenti per intervenire nonostante i tassi ufficiali siano a zero, citando la forward guidance e le misure di stimolo quantitativo; tuttavia, ha concluso che tali strumenti “non possono sostituire le riforme strutturali”.

Italia. Nel report semestrale “Prospettive per l’economia italiana”, l’Istat ha rivisto al rialzo le stime sul PIL italiano nel triennio in corso, a 0,9% da 0,7% nel 2015, a 1,4% da 1,2% nel 2016 e a 1,4% da 1,3% nel 2017. La previsione è spiegata da un apporto crescente della domanda domestica.

Area euro. Le vendite al dettaglio di settembre sono calate contro le attese di -0,1% m/m dopo aver stagnato ad agosto. Il consumo di generi alimentari è stato il principale contributore negativo (-0,6% m/m da 0,6% m/m), mentre il consumo degli altri beni è aumentato (+0,3% m/m da -0,2% m/m).

Stati Uniti

I nuovi sussidi di disoccupazione nella settimana conclusa il 5 novembre aumentano a 276 mila da 260 mila della settimana precedente, ma restano nell’intervallo visto da fine settembre in poi (256-276 mila), sempre in linea con un mercato del lavoro vicino al pieno impiego.

La crescita della produttività nel 3° trimestre sorprende verso l’alto, con una variazione di 1,6% t/t ann., dopo +3,5% t/t ann. del 2° trimestre. La sorpresa verso l’alto (il consenso prevedeva un calo di -0,3% t/t) è dovuta alla combinazione di crescita dell’output di 1,2% t/t in presenza di un calo di -0,5% t/t delle ore lavorate. Il costo del lavoro per unità di prodotto aumenta di +1,4% t/t, dopo -1,8% t/t del trimestre precedente.

Lockhart (Atlanta Fed) ha detto che la svolta dei tassi “sarà presto appropriata”. Bullard (St Louis Fed) ha detto che una dinamica dei nuovi occupati intorno a 200 mila al mese è insostenibile ed è fisiologico che si registri in questo fase della ripresa un rallentamento, senza peraltro modificare le probabilità di svolta della Fed alla prossima riunione.

Fonte: BondWorld.it


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