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Il Punto: FED : L’employment report di ottobre sorprende ampiamente verso l’alto

L’employment report omogeneamente forte dà il via libera alla svolta della Fed a dicembre….


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Primi segnali di stabilizzazione dell’economia cinese.

Dati macroeconomici europei in chiaroscuro.

La Commissione Europea prevede che le regole di correzione fiscale non saranno rispettate nel 2016 da diversi paesi.

L’employment report di ottobre sorprende ampiamente verso l’alto, con dati omogeneamente positivi: non ci sono nubi nascoste, tutti gli indicatori sono in miglioramento. Gli occupati non agricoli aumentano di 271 mila, e i dati dei 2 mesi precedenti sono rivisti di +12 mila. La variazione media negli ultimi 3 mesi è decisamente solida, a 187 mila, modestamente al di sotto della media da inizio anno (+206 mila). La crescita occupazionale è diffusa nei servizi privati (+241 mila), in ripresa nelle costruzioni (+31 mila) e nulla nel manifatturiero. Il settore pubblico crea 3 mila posti. L’occupazione rilevata con l’indagine presso le famiglie, tipicamente volatile, registra un aumento di 320 mila. La partecipazione è stabile a 62,4%, ma la forza lavoro è in rialzo di 313 mila unità. Il tasso di disoccupazione cala a 5%, sui minimi da aprile 2008, e il tasso di occupazione risale a 59,3%. Il tasso di disoccupazione allargatoscende a 9,8%, minimo da maggio 2008, con un ampio calo degli occupati part-time permotivi economici. I salari orari sono in aumento di 0,4% m/m, dopo la stagnazione di settembre. Le ore lavorate aggregate crescono di 0,3% m/m. Questo è il sesto anno di ripresa e l’occupazione cresce ancora a un ritmo poco sotto 200 mila posti al mese: i dati di ottobre sono chiaramente un semaforo verde per una svolta dei tassi Fed a dicembre.

La tornata di ottobre delle indagini congiunturali ha mostrato i primi segnali di miglioramento dell’economia cinese: un incremento trainato dagli ordini esteri del PMI manifatturiero, che però rimane ancora debole, e un rafforzamento della crescita di quello relativo ai servizi. Per quanto sia imprudente riporre troppa fiducia in un singolo mese di dati, l’indicazione è coerente con la teoria che la situazione sarebbe migliorata nei mesi finali dell’anno, anche per il superamento delle distorsioni legate alla festa nazionale. Nel complesso, il PMI manifatturiero globale è risalito da 50,7 a 51,4, riassorbendo circa metà del calo avvenuto dall’autunno 2014. Considerando che la reazione di politica economica in Cina è ancora in corso, non vi sono motivi per mettere in dubbio lo scenario che vede nel 2016 una riaccelerazione della crescita del commercio mondiale.

Nel frattempo, i dati europei evidenziano luci e ombre. Da una parte, l’andamento dei dati tedeschi su ordinativi e produzione è stato negativo a settembre, considerando che il calo della produzione non è confinato al solo comparto dei beni capitali ma ha interessato anche i beni di consumo. D’altro canto, le indagini di fiducia presso le imprese continuano a dipingere un quadro di crescita stabile, sebbene con una ricomposizione in atto dai beni ai servizi che anche le indagini congiunturali stanno riportando. A questo punto diventano ancora più interessanti i dati italiani e francesi sulla produzione industriale in agenda la prossima settimana.

Un cauto ottimismo ispira le previsioni pubblicate ieri dalla Commissione Europea, che continua a vedere un’accelerazione della crescita del PIL fra 2015 e 2016, anche se modesta (da 1,6% a 1,8%). Il nodo spinoso che emerge dalle stime della Commissione è quello legato alla credibilità delle regole fiscali: a legislazione invariata, il saldo strutturale peggiorerebbe ulteriormente in Spagna (da -2,5 a -2,6%) e in Italia (da -1,0 a -1,5%), mentre migliorerebbe soltanto di 0,3 punti in Francia (da -2,7% a -2,4%). D’altro canto, le autorità europee devono fare i conti con il rischio che l’imposizione delle regole fiscali destabilizzi l’assetto politico dell’Unione. Una rivoluzione è già avvenuta in Grecia e Portogallo, il governo finlandese è sull’orlo di una crisi, a dicembre si voterà in Spagna e nella primavera 2016 in Italia si terrà una serie di elezioni amministrative importanti per il governo.


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