Da seguire: Area Euro: – Francia. La produzione industriale è cresciuta dello 0,9% m/m in luglio, recuperando soltanto in parte il calo del mese precedente (-1,7% m/m). La serie è stata caratterizzata nei mesi recenti da un’ampia ….
Se vuoi ricevere le principali notizie pubblicate da BONDWorld iscriviti alla Nostra Newsletter settimanale gratuita.
Clicca qui per iscriverti gratuitamente.
volatilità. La componente produzione dell’indagine PMI manifatturiero per la Francia segnala una lieve flessione nel mese di luglio; nonostante ciò, l’indicatore si colloca in terreno espansivo e su livelli storicamente sostenuti.
– ltalia. La produzione industriale potrebbe crescere dell’1% m/m a luglio, circa in linea con gli incrementi mensili dagli ultimi tre mesi. Su base annua l’output rallenterebbe a 4,8% da 8,1% a/a – ciò anche per via di un giorno lavorativo in meno rispetto all’anno precedente: infatti, la variazione rettificata rallenta solo lievemente a 7,9% da 8,2% a/a. La componente output delle indagini congiunturali ancora non segnala un’inversione di tendenza. In ogni caso, il livello della produzione risulterebbe superiore di oltre il 10% rispetto ai minimi toccati nel marzo del 2009, ma ancora lontano (-19%) dai massimi pre-crisi.
– Italia. La lettura definitiva sulla crescita del PIL nel 2° trimestre dovrebbe confermare la stima preliminare di una crescita di +0,4% t/t (come nel trimestre precedente), per una crescita annua in ripresa a 1,1% da 0,5% a/a precedente (ai massimi da quasi tre anni). La crescita dovrebbe venire da esportazioni nette e investimenti delle imprese, mentre consumi delle famiglie, spesa pubblica e investimenti in costruzioni potrebbero aver frenato il PIL. In sostanza, la ripresa si conferma trainata dall’export. Ci aspettiamo per la seconda metà dell’anno un rallentamento solo lieve rispetto al +0,4% t/t dei primi due trimestri. Ne risulterebbe confermata la nostra stima di un PIL in crescita dell’1% quest’anno.
– Aste – L’Italia colloca 3,5 miliardi del BOT a 91 giorni e 7 miliardi del BOT a 365 giorni.
Ieri sui mercati
Nuove sorprese positive dai dati statunitensi causano rialzi dei rendimenti obbligazionari e degli indici azionari. Il rendimento del decennale statunitense è balzato di altri 9pb, al 2,75% e la curva si è fatta più ripida. Più contenuto, e limitato alle scadenze corte e medie, è stato il rialzo dei rendimenti sui titoli di stato tedeschi; spread Btp-Bund in calo. L’Irlanda ha limitato a 400 milioni (150 sul febbraio 2011 e 250 sull’aprile 2011) la vendita di T-Bill, per abbassare i tassi pagati (1,925% sul febbraio 2011, 2,19% sull’aprile 2011); il prefinanziamento operato nei mesi scorsi consente per il momento di non fare concessioni agli investitori nei periodi di stress del mercato. Apprezzamento dello yuan, fissato a 6,7625 contro dollaro. Il dollaro è in lieve rialzo contro euro (minimo a 1,2645) e yen (oscillante fra 83,8 e 84,2).
Area Euro
Secondo Mersch (Presidente della Banca del Lussemburgo, membro BCE) il fatto che il boom del 2° trimestre sia legato non solo alla ricostituzione delle scorte, ma anche ad un recupero della domanda interna è un segnale che la ripresa economica nell’Eurozona può essere su vasta scala e appare sostenibile. Mersch, echeggiando le dichiarazioni fatte nelle ultime settimane da Weber e Nowotny, ha confermato che la decisione sui prossimi passi della exit strategy è rimandata a dicembre. Dal bollettino mensile della BCE non sono arrivate novità di rilievo rispetto a quanto annunciato nella conferenza stampa di giovedì scorso da Trichet. Una nota moderatamente positiva viene dal giudizio sul mercato del lavoro: secondo la BCE le aspettative per l’occupazione sono migliorate dai loro minimi, suggerendo che la disoccupazione non dovrebbe aumentare ulteriormente nei prossimi mesi rispetto all’attuale 10%. Una nota moderatamente positiva viene dal giudizio sul mercato del lavoro: secondo la BCE le aspettative per l’occupazione sono migliorate dai loro minimi, suggerendo che la disoccupazione non dovrebbe aumentare ulteriormente nei prossimi mesi rispetto all’attuale 10%.
Stati Uniti
I nuovi sussidi di disoccupazione sono scesi a 451 mila nella settimana conclusa il 4 settembre, da 478 mila delle due settimane precedenti. I sussidi tornano così su livelli che non si vedevano da giugno. I sussidi esistenti scendono di 2 mila unità nella settimana conclusa il 28 agosto, a 4,478 milioni. I sussidi estesi con i fondi di emergenza aumentano di 29 mila, a 5,470 milioni.
Il deficit della bilancia commerciale a luglio scende a 42,78 miliardi di dollari, da 49,76 miliardi. Al netto del petrolio il deficit si chiude a 21,9 miliardi, da 28,5 miliardi di giugno. Le esportazioni aumentano di 1,8% m/m (dopo -1,3% m/m di giugno) e le importazioni calano di 2,1% m/m dopo il forte aumento di giugno (+3,1% m/m). In termini reali, il deficit delle merci si chiude a 47,7 miliardi, da 53,6 miliardi di giugno e indicherebbe un contributo nullo del canale estero nel 3° trimestre (dopo -3,6 pp nel 2° trimestre). Le esportazioni di beni aumentano di 2,7% m/m, con un incremento dei beni capitali di 6,2% m/m (anche grazie all’aeronautica civile); in calo di 0,1% m/m le esportazioni di beni di consumo, dopo due mesi positivi. Le importazioni di beni calano di 2,5% m/m, del 3% al netto del petrolio. I beni capitali vedono una contrazione di 1,5% m/m, mentre i beni di consumo calano di 4,4% m/m, con un forte contributo negativo di auto e prodotti farmaceutici, che avevano visto aumenti molto sostenuti nei due mesi precedenti. In marginale chiusura il deficit commerciale con la Cina, a 25 miliardi di dollari.
Certificazione degli analisti
Gli analisti finanziari che hanno predisposto la presente ricerca, i cui nomi e ruoli sono riportati nella prima pagina del documento dichiarano che:
Le opinioni espresse sulle società citate nel documento riflettono accuratamente l’opinione personale, indipendente, equa ed equilibrata degli analisti;
Non è stato e non verrà ricevuto alcun compenso diretto o indiretto in cambio delle opinioni espresse.
Comunicazioni importanti
La presente pubblicazione è stata redatta da Intesa Sanpaolo S.p.A. Le informazioni qui contenute sono state ricavate da fonti ritenute da Intesa Sanpaolo S.p.A. affidabili, ma non sono necessariamente complete, e l’accuratezza delle stesse non può essere in alcun modo garantita. La presente pubblicazione viene a Voi fornita per meri fini di informazione ed illustrazione, ed a titolo meramente indicativo, non costituendo pertanto la stessa in alcun modo una proposta di conclusione di contratto o una sollecitazione all’acquisto o alla vendita di qualsiasi strumento finanziario. Il documento può essere riprodotto in tutto o in parte solo citando il nome Intesa Sanpaolo S.p.A.
La presente pubblicazione non si propone di sostituire il giudizio personale dei soggetti ai quali si rivolge. Intesa Sanpaolo S.p.A. E le rispettive controllate e/o qualsiasi altro soggetto ad esse collegato hanno la facoltà di agire in base a/ovvero di servirsi di qualsiasi materiale sopra esposto e/o di qualsiasi informazione a cui tale materiale si ispira prima che lo stesso venga pubblicato e messo a disposizione della clientela. Intesa Sanpaolo S.p.A. e le rispettive controllate e/o qualsiasi altro soggetto ad esse collegato possono occasionalmente assumere posizioni lunghe o corte nei summenzionati prodotti finanziari.
Area Euro
– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.
– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.
– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.
Stati Uniti
– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati
L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.
Area Euro
La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.
L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.
Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.
Stati Uniti
Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.
Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.
Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.
Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it




