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Il Punto: Anche in Portogallo il Governo passa nelle mani della sinistra.

Lo spazio di manovra sarà limitato, considerando le ingenti scadenze debitorie del 2016…..


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Eurozona: in linea con le attese le stime preliminari del PIL nel terzo trimestre. Possibile una marginale riaccelerazione nel quarto trimestre.

In Portogallo, il primo ministro incaricato Passos Coelho ha perso il voto di fiducia. Il Presidente della Repubblica sarà ora obbligato a conferire l’incarico al leader dei socialisti, Costa, che ha recentemente siglato un patto di legislatura con due partiti di estrema sinistra, il Bloco de Esquerda e il Partido Comunista Português (PC), che garantisce alla coalizione la maggioranza parlamentare. Il cammino del nuovo Governo sarà difficile. Il patto di coalizione prospetta il blocco delle privatizzazioni, l’adozione di una serie di misure che portano all’aumento della spesa pubblica e il rifiuto di ulteriori misure di austerità. D’altro canto, nonostante i grandi progressi sul fronte fiscale (il deficit è sceso sotto il 3% e il debito quest’anno ha iniziato a calare come percentuale del PIL), l’anno prossimo il Governo deve far fronte a ingenti necessità di rifinanziamento (circa 20 miliardi di euro), dovute per metà al rimborso anticipato dei debiti verso il FMI. Questo significa che il nuovo esecutivo avrà assoluto bisogno di non alienarsi la fiducia degli investitori. Non a caso, il probabile nuovo ministro delle finanze, Mario Centeno, ha promesso in un’intervista di rimanere “nel solco del consolidamento fiscale fin qui tracciato dal precedente Governo, ma riducendo la velocità di crociera rispetto a prima”; anche il PC ha confermato il rispetto degli accordi con le Autorità europee. Il nodo è capire se, in fase di redazione del budget 2016, la maggioranza rimarrà compatta a fronte della necessità di individuare le misure necessarie al raggiungimento di tale obiettivo. Forse, l’esperienza drammatica del Governo guidato da Syriza in Grecia e la consapevolezza che lo spazio di manovra è limitato favorirà la compattezza della coalizione.

Il bilancio delle stime preliminari sulla crescita del PIL nell’Eurozona è stato abbastanza in linea con le nostre attese. Il PIL dell’Eurozona è cresciuto di 0,3% t/t; la stessa variazione si è registrata in Francia e Germania, mentre l’Italia si è fermata a 0,2% t/t e l’Olanda a 0,1%. La Spagna continua a registrare i tassi di crescita più sostenuti (+0,8% t/t, già comunicato nei giorni scorsi). La crescita tendenziale dell’Eurozona è ulteriormente accelerata da 1,5 a 1,6% a/a, con miglioramenti anche in Germania (1,7%), Francia (1,2%), Italia (0,9%) e Spagna (3,4%). Tuttavia, la dinamica congiunturale è rallentata gradualmente da inizio anno e i dati di produzione industriale del 3° trimestre sono stati deludenti. Nel 4° trimestre, la crescita potrebbe risalire a 0,4% t/t, con un’espansione un po’ più rapida in Italia, Francia e Germania.

Le indagini di fiducia rimangono orientate positivamente, ma sono apparse recentemente meno coerenti del solito rispetto all’andamento della produzione.

Riguardo all’Italia, la crescita acquisita nei primi tre trimestri è di solo 0,6%. Ciò implica che sarà necessaria una variazione molto robusta nel 4° trimestre (0,8% t/t) perché l’anno si possa chiudere con lo 0,9% previsto dal Governo italiano. Fatta salva la possibilità di revisioni al rialzo della stima preliminare, anche la nostra stima di 0,8% per il 2015 richiederà un buon 4° trimestre (+0,4-0,5% t/t). Anche se il clima di fiducia è molto migliorato e la domanda interna è in crescita, il ritmo della ripresa rimane modesto, penalizzato dal rallentamento della domanda globale. Su quest’ultimo fronte, i prossimi mesi saranno importanti per capire se l’andamento deludente della produzione industriale in Germania nel 3° trimestre è stato o no un episodio transitorio.


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