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Flash: Italia: La stima finale del PIL nel 3° trimestre dovrebbe confermare lo 0,2% t/t della prima lettura

Da seguire: Cina – Il PMI manifatturiero ufficiale è sceso a 49,6 in novembre, mentre il PMI Caixin è salito da 48,3 a 48,6. Le due indagini hanno fornito indicazioni contrastanti sugli ordini esteri: la rilevazione….


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  • Caixin mostra una ripresa, quella ufficiale un indebolimento. Il PMI non manifatturiero ufficiale è salito da 53,1 a 53,6, confermando che i servizi continuano a crescere e che l’attività edile si sta riprendendo.
  • Giappone – Il PMI del settore manifatturiero a novembre corregge modestamente a 52,6 da 52,8 della stima flash, ma è in rialzo rispetto a 52,4 di ottobre. Lo spaccato dell’indagine è modestamente positivo, con produzione, occupazione e ordini all’export in rialzo, pur in presenza di una modesta correzione degli ordini totali (a 54 da 54,2). Le indicazioni sono in linea con le aspettative delle imprese per la produzione industriale dei prossimi mesi, prevista in calo a dicembre.
  • Area euro – La seconda stima potrebbe mostrare il PMI manifatturiero circa stabile a 52,9 a novembre da 52,8 della stima preliminare. In Germania il PMI potrebbe essere ritoccato a 52,8 da 52,6 sulla scia della sorpresa dell’IFO a novembre, mentre quello francese dovrebbe confermare la prima stima a 50,8.
  • Area euro – La disoccupazione ad ottobre è attesa rimanere stabile al 10,8% dopo essere calata di un decimo a settembre: il lento calo iniziato nel 2013 proseguirà anche nel 2015, con la disoccupazione attorno all’11,0% dall’11,6% del 2014. Anche in Germania il livello della disoccupazione è atteso rimanere stabile a ottobre per l’ottavo mese consecutivo a 6,4% su quello che è il suo attuale livello di equilibrio: sul mese, il calo del numero dei disoccupati dovrebbe attestarsi sulle 3mila unità. In Italia, la disoccupazione a ottobre potrebbe stabilizzarsi a 11,8% (per trovare un valore più basso occorre risalire al 2012), anche se la recente accentuata volatilità nel numero di inattivi aggiunge rischi alla previsione.
  • Italia – La stima finale del PIL nel 3° trimestre dovrebbe confermare lo 0,2% t/t della prima lettura, in rallentamento dai trimestri precedenti. La crescita annua dovrebbe essere anch’essa confermata a 0,9%. La crescita è venuta interamente dalla domanda interna, a fronte di un contributo negativo (per il 3° trimestre consecutivo) del commercio con l’estero. Pensiamo possano essere cresciuti sia i consumi delle famiglie che gli investimenti delle imprese. Sulla base degli indicatori anticipatori, il PIL potrebbe riaccelerare a 0,4% t/t nel trimestre in corso.
  • Stati Uniti – L’ISM manifatturiero a novembre è previsto in rialzo a 50,8 da 50,2 di ottobre. L’indice dovrebbe interrompere la serie di contrazioni (4 consecutive) viste da luglio a ottobre. Le altre indagini del settore manifatturiero hanno registrato timidi rialzi, con l’indice della Philadelphia Fed tornato in territorio positivo dopo due mesi negativi. Il settore rimarrà in fase di quasi-stagnazione nel 4° trimestre, ma si dovrebbe gradualmente riprendere nella parte centrale del 2016, sulla base delle indicazioni delle aspettative delle imprese. Il PMI Markit di novembre (prel.) è calato a 52,6 da 54,1 di ottobre: questa correzione riavvicina l’indice PMI ai segnali degli altri indicatori e di per sé non è in contrasto con l’aspettativa di moderato miglioramento dell’ISM.
  • Stati Uniti – La spesa in costruzioni a ottobre è attesa in aumento di 0,7% m/m, che dovrebbe segnare l’undicesimo rialzo consecutivo. I dati dovrebbero mostrare incrementi solidi in tutti i segmenti, con la spesa privata in crescita di 1% m/m, spinta da solidi aumenti sia nel comparto residenziale sia in quello non residenziale. Il trend dovrebbe restare positivo anche nei prossimi trimestri.
  • Stati Uniti – Le vendite di autoveicoli a novembre dovrebbero stabilizzarsi a 18,1 mln, restando su livelli molto elevati (record dal 2005), spinti dai buoni fondamentali dei bilanci delle famiglie ma anche dalle condizioni finanziarie particolarmente espansive nel comparto dei prestiti al consumo.

Ieri sui mercati

  • Area euro – Nell’ottava del 27 novembre il portafoglio PSPP ha visto un incremento di 13,75 miliardi di euro ed è salito a 445,45 miliardi di euro. Il programma ha raggiunto il giro di boa, con acquisti totali per 598 miliardi a fronte di un obiettivo di 1195 miliardi da raggiungere entro il settembre 2016.
  • Germania – la stima preliminare mostra un aumento dei prezzi al consumo di 0,1% m/m sia sulla misura nazionale che su quella armonizzata. Il dato è in linea con le attese. L’inflazione sale di un decimo a 0,3% a/a.
  • Italia – La stima preliminare mostra un calo dei prezzi al consumo a novembre di -0,4% m/m. L’inflazione torna a frenare da 0,3% a 0,1% sia sulla misura nazionale che su quella armonizzata. Secondo l’Istat la sorpresa è in gran parte spiegata da un calo dei prezzi di alberghi e ristoranti. L’inflazione sottostante frena di ben due decimi a 0,6% da 0,8%.
  • Stati Uniti – Il Chicago PMI a novembre corregge scendendo a 48,7 da 56,2 di ottobre, con un calo delle componenti produzione, ordini e scorte, mentre l’occupazione e gli ordini inevasi sono aumentati. L’ampia volatilità dell’indice di Chicago ridimensiona le implicazioni del dato inferiore a 50 di novembre per la performance dell’ISM manifatturiero, in uscita oggi.
  • Stati Uniti – L’indice della Dallas Fed per il settore manifatturiero a novembre migliora a -4,9 da -12,7 di ottobre, con rialzi delle principali componenti (produzione, ordini, occupati).
  • Cina – Il FMI ritiene che il renminbi (CNY) sarà una divisa “liberamente utilizzabile” per il 1° ottobre 2016 e che soddisferà i criteri per essere incluso nel paniere dei diritti speciali di prelievo (SDR) da tale data. Dall’ottobre 2016, perciò, il paniere sarà costituito da USD (41,73%), EUR (30,93%), CNY (10,92%), JPY (8,33%) e GBP (8,09%). La riallocazione delle quote ha riguardato soprattutto l’euro (-6,5 punti), la sterlina (-3,2) e lo yen (-1,1).
  • Giappone – I dati su investimenti e utili delle imprese pubblicati dal Ministero delle Finanze mostrano un quadro più positivo delle attese per la spesa in conto capitale delle imprese nel 3° trimestre, con un incremento di 11,2% a/a.

Fonte: BondWorld.it


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