Australia: Il pil australiano è cresciuto nel 2Q 2010 dell’1,2% rispetto al 1Q 2010 e del 3,3% su base annuale, battendo il consensus degli analisti fermo a 0,9% su base trimestrale e 2,8% su base annuale e quello della Reserve Bank of Australia che stimava una crescita su base annua del 3% a metà anno. Si tratta….
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Deutsche Bank: Deutsche Bank sta per lanciare un aumento di capitale sino a 9,8 mld di euro, il più grande mai attuato dall’istituto tedesco, per reperire i capitali necessari ad acquisire il controllo della Deustche Postbank e soddisfare i più rigorosi requisiti di capitale richiesti a livello internazionale. La banca tedesca ha annunciato nel week-end che offrirà circa 24-25 euro in contanti per ciascuna azione Postbank, per acquisire le azioni rimanenti rispetto alla quota del 29,95% che attualmente detiene. Deutsche Bank ha anche precisato che nel terzo trimestre contabilizzerà oneri per 2,4 mld di euro per svalutazioni della quota che attualmente detiene. Tuttavia, secondo le stime degli stress test, DB avrà un Tier 1 del 10,3% a fine 2011, del 9,7% nello scenario peggiore. Valore ben distante dal minimo richiesto dalle nuove norme, pari al 7%. Anche il futuro consolidamento di Postbank non giustifica pienamente la ricapitalizzazione finalizzata anche alle nuove regole di Basilea 3. Secondo le stime degli stress test, Deustche Postbank avrà un Tier 1 del 7,1% a fine 2011, 6,6% nello scenario più negativo. Attualmente la market cap di PostBank è pari a circa 5,5 miliardi di euro, contro un aumento di capitale di DB pari a 9,8 mld.
Francia: La produzione industriale francese nel mese di luglio è aumentata dello 0,9% rispetto al mese precedente, dopo un calo dell’1,7% a giugno. La produzione del solo settore manifatturiero, che esclude l’attività mineraria e le costruzioni, è cresciuto dell’1,4%, dopo il -1,2% del mese precedente. Sul periodo maggio-luglio, la produzione è invece aumentata dello 0,8%. Il Paese sta vivendo un Paese di grande imbarazzo politico, per gli scandali che coinvolgono direttamente il Presidente, amplificato dall’ondata di scioperi che si sono allargati dopo la ferma dichiarazione Sarkozy che nulla cambierà sul piano di riforme del piano pensionistico, approvato infatti oggi dal Parlamento.
Norvegia: Lo stato scandinavo scommette sui titoli di stato greci. Il fondo sovrano norvegese, che con un portafoglio di oltre 355 miliardi di euro è il secondo fondo sovrano più grande al mondo, ha acquistato titoli ellenici negli ultimi mesi, nonostante le opinioni sfavorevoli di diversi operatori. Tale acquisto potrebbe avere senso perché il mercato già scontava il fallimento del debito ellenico nelle quotazioni, per la precisione una speculazione su una possibile ristrutturazione che poteva prevedere il rimborso del 70% circa del valore nominale dei titoli. Tuttavia, l’elemento più importante che emerge da tali operazioni è che gli stati membri dell’Ue cominciano ad aiutarsi a vicenda, fatto piuttosto strano se consideriamo che sino a qualche mese persistevano tensioni tra i Paesi europei per il salvataggio proprio della Grecia.
Cina: L’economia cinese torna a correre, spazzando via i timori di rallentamento di mezza estate. Ad agosto le esportazioni cinesi hanno registrato un aumento del 34% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Ma il dato più stupefacente, di gran lunga superiore alle attese, è quello dell’import ad Agosto del 35% su base annuale, mettendo a segno una crescita superiore del 13% rispetto a quella registrata a Luglio. Aldilà della domanda interna sono le componenti dei beni semilavorati destinati all’assemblaggio e delle commodities a stupire. Quest’ultima è destinata a ridimensionarsi drasticamente per l’impegno governativo a rientrare nei termini segnati dal 11° piano quinquennale che prevede una riduzione del 20% dei consumi di energia entro la fine del 2010. Il dato CPI al 3.5% in linea con le attese rafforza l’attesa di un mantenimento delle misure restrittive del Governo anche per il secondo semestre che potrebbero sfociare anche in un rialzo dei tassi previsto in 27 bp entro la fine dell’anno.
Slovacchia: La repubblica slovacca ha deciso di ridurre l’ammontare dell’emissione di 1,5 miliardi eur di bond governativi a 15 anni, precedentemente decisa, a solo 1 mld eur perché, sostiene la Debt and Liquidity Management Agency del Paese, la Slovacchia non ha necessità di ulteriori risorse finanziarie. L’emissione sarà lanciata in Ottobre utilizzando la formula del sindacato di banche per poi essere eventualmente riaperta anche con aste domestiche.
Cina: L’economia cinese torna a correre, spazzando via i timori di rallentamento di mezza estate. Ad agosto le esportazioni cinesi hanno registrato un aumento del 34% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Ma il dato più stupefacente, di gran lunga superiore alle attese, è quello dell’import ad Agosto del 35% su base annuale, mettendo a segno una crescita superiore del 13% rispetto a quella registrata a Luglio. Aldilà della domanda interna sono le componenti dei beni semilavorati destinati all’assemblaggio e delle commodities a stupire. Quest’ultima è destinata a ridimensionarsi drasticamente per l’impegno governativo a rientrare nei termini segnati dal 11° piano quinquennale che prevede una riduzione del 20% dei consumi di energia entro la fine del 2010. Il dato CPI al 3.5% in linea con le attese rafforza l’attesa di un mantenimento delle misure restrittive del Governo anche per il secondo semestre che potrebbero sfociare anche in un rialzo dei tassi previsto in 27 bp entro la fine dell’anno.
Ocse e Fmi: Le due organizzazioni sovranazionali restano prudenti sulla ripresa dell’Ue, soprattutto per quanto riguarda l’Italia. Secondo il Fmi, quest’anno l’Italia crescerà dello 0,9%, mentre nel 2011 il Pil non aumenterà di più dell’1%, stima rivista in ribasso dello 0,1%. Il Fondo monetario spiega di attendersi per l’Italia una ripresa più lenta che in Francia e Germania, dato un persistente problema di competitività che limita lo spazio per la crescita dell’export e il programmato consolidamento fiscale che indebolisce la domanda privata. In effetti, le stime dell’organismo basato a Washington attribuiscono alla Germania un tasso di crescita dell’1,6% per quest’anno e per l’anno prossimo, mentre in Francia l’attività economica aumenterà dell’1,5 % quest’anno e del’1,6% nel 2011 e quindi superiori a quelle del Governo, che parlano di un Pil in aumento dell’1,5% nel 2011. Anche secondo l’Ocse la ripresa internazionale sta perdendo slancio e tra i paesi del G7 l’Italia è quello che nella seconda parte del 2010 risulterà in maggiore affanno. Secondo l’Ocse il Pil italiano diminuirà dello 0,3% nel trimestre compreso fra luglio e settembre 2010 e per l’ultimo scorcio dell’anno stimano un aumento del Pil pari ad appena lo 0,1% annualizzato. Numeri diversi rispetto all’Istat che ha comunicato la settimana scorsa che, al termine del secondo trimestre, il Pil è aumentato dell’1,3% su base annua.
Dubai Word: La conglomerata pubblica di Dubai ha raggiunto l’accordo finale per la ristrutturazione dei 24,9 miliardi di dollari di debiti. Rientrano quindi le preoccupazioni che erano recentemente riemerse in merito alla sostenibilità del debito. Nel dettaglio, Dubai World ha raggiunto un accordo col 99% dei creditori in termini di valore e la ristrutturazione potrebbe concludersi già nelle prossime settimane. Il governo dell’Emirato rimarrà comunque azionista attivo e di lungo termine del gruppo. Per quanto riguarda il fronte del debito bancario, Dubai World è indebitata per 14,4 miliardi di dollari nei confronti degli istituti di credito e, in base all’accordo, la società si è impegnata a rimborsare 4,4 miliardi in cinque anni e gli altri 10 in otto anni.
Anglo Irish Bank: Dopo le forti tensioni sull’Irlanda a causa delle speculazioni che le perdite della nazionalizzata Anglo Irish Bank possano minare il rischio di default del Paese, lo scorso mercoledì il governo irlandese ha deciso di fare chiarezza sul futuro della banca annunciando che verrà divisa in due entità: la cosiddetta good bank o funding bank, che avrà esclusivamente funzione di deposito e sarà totalmente garantita dal governo, e la cosiddetta bad bank o asset recovery bank che invece sarà venduta o dismessa nel tempo. La Banca Centrale Irlandese renderà noti i costi di ristrutturazione ad ottobre e la sensazione è che siano pesanti ma gestibili e, stando alle parole del Ministro delle Finanze Lenihan, è assurdo pensare che possano mettere a rischio il default dell’intero Paese. Questo potrebbe quindi essere il primo importante passo nel tentativo di risolvere quella che sembra la prima causa dei problemi dell’Irlanda insieme alla bolla del mercato immobiliare domestico, e cioè le difficoltà del suo sistema bancario.Se questi 2 problemi verranno gestiti in maniera positiva allora potrebbero esserci buone prospettive per il paese, dato che sul fronte del deficit pubblico sembra plausibile il raggiungimento di un livello inferiore al 3% entro il 2014.
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