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Flash: L’euro continua a guadagnare terreno contro dollaro, franco svizzero e yen

Da seguire: Stati Uniti: – Il CPI ad agosto è previsto in aumento di 0,2% m/m (1,1% a/a). L’indice core dovrebbe aumentare di 0,1% m/m (stabile a 0,9% a/a). L’energia dovrebbe registrare un ampio aumento, dovuto soprattutto a effetti legati alla correzione stagionale. Nella componente core potrebbe esserci una ….


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correzione dell’abbigliamento, dopo tre ampi aumenti consecutivi, e in generale un insieme di variazioni modeste per gran parte delle voci, con l’esclusione di quelle influenzate dalla politica fiscale degli stati (trasporti pubblici, istruzione); l’aumento del tabacco a luglio (+1,6% m/m) risentiva delle variazioni delle imposte in molti stati, attuate con il nuovo anno fiscale. A luglio la componente abitazione, principale fattore disinflazionistico nell’indice, ha segnato un aumento di 0,1% m/m, che potrebbe segnalare finalmente una stabilizzazione del comparto su ritmi di crescita estremamente contenuti, ma non più negativi.

– La fiducia delle famiglie rilevata dall’Univ. of Michigan a settembre (preliminare) dovrebbe aumentare a 70 da 68,9 di agosto. L’indagine settimanale ABC è in rialzo dai minimi di inizio agosto: non c’è un trend verso l’alto, ma i livelli di settembre sono vicini a quelli di maggio e giugno. Gli indici mensili (Conference Board e Michigan) stanno segnalando una risalita dai minimi, ma sono ancora al di sotto dei livelli di aprile-maggio.

Ieri sui mercati

L’euro continua a guadagnare terreno contro dollaro, franco svizzero e yen, mentre si è stabilizzato rispetto alla sterlina. Nei confronti del dollaro è risultato in rialzo per il quarto giorno consecutivo, con massimi a 1,3117 che nelle ultime ore sono stati ritoccati a 1,3146; con lo yen, l’euro ha raggiunto 112,71. Il cambio con il franco svizzero è balzato da 1,3049 a 1,3303, massimo in queste ore viene ulteriormente spostato al rialzo. Il franco è stato penalizzato dal comunicato stampa della Banca Nazionale Svizzera, che si attende “un marcato rallentamento della crescita” come riflesso del “forte apprezzamento del franco svizzero e l’andamento cedente dell’economia mondiale”.

Rendimenti in rialzo sui mercati mondiali dei titoli di stato. L’aumento è stato forte in Europa, con rialzi da 6 a 9pb sui titoli tedeschi e un netto restringimento degli spread (Btp-Bund 141pb). Sugli UST, ha interessato soltanto le scadenze medie e lunghe. Netto aumento anche dei tassi impliciti nei futures monetari europei, che estendono il rimbalzo dai minimi di inizio mese.

Area Euro

A luglio, il deficit della bilancia commerciale dell’area euro (destagionalizzata) si è ridotto a -0,2 miliardi, dopo il passivo di 1,4 miliardi registrato a giugno. Sul mese sono calate sia le esportazioni (-0,6% m/m da un precedente +5,3% m/m) che le importazioni (-1,5% m/m da +4,3% m/m).

Stati Uniti

Il PPI ad agosto è aumentato dello 0,4% m/m (3,1% a/a), il secondo aumento consecutivo dopo tre mesi in calo. Il PPI core è aumentato dello 0,1% m/m (1,3% a/a). La componente energia è aumentata del 2,2% m/m (benzina, +7,5% m/m). I prezzi nel comparto sono in forte aumento nella prima parte della catena distributiva (+3,5% m/m ad agosto e 3,3% m/m a luglio per i prodotti freschi, +0,9% ad agosto per i beni intermedi), pertanto è solo questione di tempo perché si vedano aumenti sostenuti anche per i prodotti finiti. Sulla base di questi dati non ci sono indicazioni che aumentino le pressioni deflazionistiche.

I nuovi sussidi di disoccupazione scendono a 450mila nella settimana conclusa l’11 settembre, da 453mila della settimana precedente. La media mobile a 4 settimane scende a 464.750 da 478.250 della settimana precedente. I sussidi esistenti scendono a 4,485 mln nella settimana conclusa il 4 settembre e i sussidi estesi con le procedure di emergenza per la recessione scendono di 507mila a 4,960 mln nella settimana conclusa il 28 agosto. I dati danno supporto all’aspettativa di prosecuzione di un moderato trend verso l’alto dell’occupazione nel settore privato.

Gli acquisti netti di titoli a lungo termine a luglio sono stati di 61,2 mld di dollari, dopo +44,35 mld a giugno. Gli acquisti sono positivi per tutte le classi di asset, ma più forti per obbligazioni del Tesoro (+29,9 mld di dollari) che per quelle delle agenzie (+17,3 mld), corporate bonds (+13,94 mld) e azioni (+12,5 mld).

L’indice della Philadelphia Fed a settembre è risalito da -7,7 a -0,7. Al contrario di quanto visto con l’Empire, lo spaccato dell’indagine è più negativo dell’indice di attività. Per il 4° trimestre, il 48% delle imprese prevede decelerazione della crescita dell’output, e il 24% un’accelerazione. L’indagine è più negativa dell’Empire e dà supporto a un periodo protratto di rallentamento nel secondo semestre.


Certificazione degli analisti

Gli analisti finanziari che hanno predisposto la presente ricerca, i cui nomi e ruoli sono riportati nella prima pagina del documento dichiarano che:

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Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.


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