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Flash: Italia. Gli indici elaborati dall’Istat di fiducia di imprese e consumatori potrebbero calare ancora a gennaio

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Da seguire: Area Euro Francia. La fiducia dei consumatori a gennaio migliora a 97 da 96 dopo essere rimasta stabile negli ultimi due mesi e ritorna sul livello di novembre scorso. L’impatto degli attacchi terroristici sembra…


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  • essere stato ormai assorbito. In assenza di nuove situazioni di allarme,  nei prossimi mesi la fiducia dei consumatori è attesa continuare a migliorare.
  • Italia. Gli indici elaborati dall’Istat di fiducia di imprese e consumatori potrebbero calare ancora a gennaio. Il morale delle famiglie è visto a 117 da 117,6, su livelli ancora ben superiori alla media storica e coerenti con una prosecuzione della ripresa dei consumi. La fiducia delle imprese è vista a 103,9 da 104,1 nel manifatturiero e a 105,4 da 105,8 in base all’indice composito elaborato dall’Istat.

Stati Uniti

  • Le vendite di case nuove a dicembre sono previste in calo a 480 mila da 490 mila di novembre. Le vendite di case esistenti hanno subito una forte correzione a novembre per via di modifiche regolamentari ai documenti necessari per la chiusura dei contratti e questo fattore potrebbe influenzare anche il comparto delle case nuove. D’altra parte il clima particolarmente mite potrebbe invece dare un contributo positivo ai dati di fine 2015.
  • La riunione del FOMC dovrebbe concludersi senza novità e senza sorprese. Il Comitato approfitterà del fatto che non ci sono aspettative per questa riunione per mantenere un profilo basso, in attesa di avere maggiori informazioni sulle variabili domestiche (soprattutto l’inflazione), oltre che sull’evoluzione della turbolenza internazionale, e sul sentiero del dollaro. Il comunicato dovrebbe mantenersi cauto, sottolineando che la dinamica dell’inflazione verrà monitorata “da vicino” e che i rialzi dei tassi saranno attuati in modo graduale.  Maggiori informazioni sul sentiero dei tassi saranno disponibili con la pubblicazione dei verbali tra 3 settimane; qualche chiarimento in più ci sarà anche con la testimonianza di Yellen in Congresso il 10 febbraio.

Ieri sui mercati

Chiusure in rialzo ieri per tutti i mercati azionari e per il petrolio (S&P +1,4%, EuroStoxx +1%, Dax +0,9%, FTSE MIB +1,5%, WTI a 31,5 $, Brent a 30,2 $). In Asia questa mattina un segnale positivo dalla Cina (fiducia consumatori in rialzo a gennaio a 114,9 da 113,7) e  uno negativo dal Giappone ( fiducia piccole imprese a gennaio in calo a 47,2 da 48,3).

Una interpretazione per la svolta di ieri è che oggi la Fed potrebbe dare un segnale di interruzione dei rialzi in una fase di turbolenza dei mercati e di incertezza sull’evoluzione congiunturale. Dubitiamo che la Fed possa dare un messaggio così dovish: i segnali macroeconomici, sia in USA sia nel resto del mondo, restano coerenti con crescita moderata. A nostro avviso, la Fed si limiterà a segnalare che i rialzi dipendono dai dati e in particolare dalla velocità con cui l’inflazione si avvicina all’obiettivo, ma la valutazione complessiva dello scenario economico non dovrebbe essere alterata. Sul fronte del petrolio, il rimbalzo dei prezzi ha seguito anche dichiarazioni dall’Iraq  secondo cui l’Arabia Saudita potrebbe essere “flessibile” sulla produzione,  e del vice-presidente di Lukoil su un probabile calo dell’output quest’anno.

Mercati obbligazionari positivi, con marginali correzioni dei rendimenti per i paesi core (10 anni Treasury a 1,99%, Bund a 0,44%), e performance migliore per i periferici (BTP 10 anni intorno a 1,5%, -3 pb, spread a 105 pb). il Tesoro italiano ha dato il via alle aste di fine mese collocando l’intero ammontare offerto con un rendimenti a nuovi minimi storici. Oggi è la volta del comparto a brevissimo.

Poco variati i mercati valutari, in attesa della riunione della Fed di oggi e della BoJ di venerdì. Euro/dollaro in area 1,085, yen a 118,2.

Stati Uniti

La fiducia dei consumatori rilevata dal Conference Board a gennaio aumenta più di quanto atteso dal consenso, salendo a 98,1 da 96,3 di dicembre, e tocca il massimo da ottobre 2015.

L’indice PMI Markit dei servizi (preliminare) di gennaio registra un calo a 53,7 da 54,3 di dicembre         , e conferma un graduale trend verso il basso dal picco a 59,2 di marzo 2015. Il PMI Markit composito (prel. ) corregge a 53,7 da 54 di dicembre, e rimane in territorio espansivo, confermando che la frenata del 4° trimestre è probabilmente transitoria.

I prezzi delle case rilevati con l’indice S&P Case-Shiller a novembre aumentano di 0,9% m/m e di 5,3% a/a, dando ancora segnali di eccesso di domanda nel comparto e indicazioni di espansione del settore delle costruzioni residenziali e della ricchezza immobiliare delle famiglie.

Fonte: BondWorld.it


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