La riunione della BoJ si è conclusa a sorpresa con un taglio dei tassi sulle riserve in eccesso da +10 pb a -10 pb, e l’indicazione che ulteriori riduzioni saranno attuate “se giudicato necessario”. …
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Area Euro
Germania. Le vendite al dettaglio sono calate di -0,2% m/m a dicembre, per una variazione tendenziale di +1,5% a/a. La variazione trimestrale del 2015.T4 è così pari a -0,1% t/t. Tuttavia, le vendite di auto (+1,0% t/t) e la spesi in servizi dovrebbero aver compensato la debolezza delle merci, consentendo una crescita dei consumi di +0,4% t/t. Poiché il reddito da lavoro continua a registrare una forte crescita (2,5% a/a), i consumi privati continueranno a rappresentare il motore dell’espansione economica tedesca nel 2016.
Francia. Secondo la stima preliminare, il PIL nel quarto trimestre è cresciuto dello +0,2% t/t, in rallentamento da 0,3% t/t, in linea con le attese di consenso. La domanda interna contribuisce alla formazione del PIL nella misura di 0,1, contro 0,3 nel precedente trimestre, con un’accelerazione degli investimenti.
Francia. La stima preliminare mostra che i prezzi al consumo sono calati circa in linea con il consenso di -1,0% m/m a gennaio da 0,2% m/m su entrambe le misure. Il forte calo è spiegato dalla stagionalità dei prezzi. L’inflazione rimane a 0,2% sull’indice nazionale, mentre sulla misura armonizzata accelera solo di un decimo a 0,4% da 0,3%.
Francia. La spesa per consumi cresce oltre le attese di +0,7% m/m a dicembre da -1,4% m/m (dato rivisto l ribasso da -1,1% m/m), recuperando solo la metà del calo del mese precedente.
Spagna. La stima preliminare dovrebbe mostrare un ritorno dell’inflazione in territorio negativo a gennaio a -0,1% da 0,0% sulla misura nazionale e a -0,3% da -0,1% sull’indice armonizzato. La dinamica mensile è penalizzata da una stagionalità negativa dei prezzi interni e dall’ulteriore calo del prezzo del greggio. In media, nel 2016 l’inflazione spagnola rimarrà ancora intorno a zero.
Spagna. La stima preliminare dovrebbe mostrare il PIL in crescita di 0,7 t/t a fine 2015 da 0,8%t/t nei mesi estivi. I consumi dovrebbero ancora essere cresciuti ad un ritmo sostenuto, stando alle indicazioni dalla vendite al dettaglio e indagini di fiducia. Ci aspettiamo altresì un contributo meno positivo del commercio estero. Su base annua il PIL è visto in crescita di 2,7% dal 3,2% del 2015. Sul quadro macro pesa l’incertezza sulla situazione politica interna ed i maggiori rischi dal contesto internazionale.
Area euro. La dinamica di M3 dovrebbe accelerare di un decimo a dicembre al 5,2% a/a, per effetto di una crescita più sostenuta dell’aggregato M3-M2. Tra le controparti di M3 ci aspettiamo un ulteriore miglioramento della dinamica dei prestiti alle imprese.
Area euro. La stima preliminare di gennaio dovrebbe mostrare l’inflazione in aumento a 0,4% da 0,2% a gennaio. Il calo del prezzo del petrolio da novembre a metà gennaio è stato di circa il 18% e l’impatto sull’energia si è già trasmesso contribuendo a mitigare l’effetto base favorevole nel confronto annuo. L’inflazione tornerà calare già a febbraio a 0,2%. Il sentiero sarà determinato dalla dinamica dei prezzi core, dal momento che ci aspettiamo una risalita del prezzo del petrolio assai contenuta nella seconda metà di questo anno e in media un prezzo di 38 dollari al barile.
Belgio. La stima preliminare dovrebbe mostrare il PIL in aumento di 0,4% t/t nel quarto trimestre da 0,2% t/t. La variazione annua migliorerebbe così a 1,5% a/a da 1,3% a/a. Domanda interna ed esportazioni nette dovrebbero aver dato un contributo positivo. In media, nel 2015 il PIL sarebbe cresciuto di 1,4% da 1,3% del 2014.
Stati Uniti
L’Employment Cost Index nel 4° trimestre dovrebbe aumentare di 0,6% t/t ann., come nel 3° trimestre. La componente salari e stipendi dovrebbe accelerare modestamente a +0,7% t/t, da 0,6% t/t del 3° trimestre.
La stima advance della bilancia commerciale dei beni di dicembre dovrebbe mostrare un saldo di -59,5 mld da -60,3 mld di novembre. Gli indicatori preliminari degli scambi commerciali sono negativi sia in termini di volumi sia di prezzo. L’attività dei porti è in calo a ritmi simili in entrata e in uscita; anche i prezzi sono in ampio calo (a tassi simili per import ed export): questo implica una contrazione maggiore del valore dell’import, dato che il livello è più elevato, e quindi una probabile chiusura del deficit. La correzione delle importazioni dal lato dei prezzi è legata al trend negativo delle materie prime, mentre i volumi risentono del proseguimento della contrazione delle scorte.
La stima advance del PIL del 4° trimestre dovrebbe segnare un ulteriore rallentamento con una variazione prevista di 1,2% t/t ann., dopo +2% t/t ann. del 3° trimestre. La crescita dovrebbe rallentare in misura significativa nel 2° semestre rispetto al 1° semestre, quando il PIL era aumentato in media di 2,2% t/t ann. In parte la divergenza fra i due semestri è spiegata dall’andamento delle scorte, in aumento nella prima parte dell’anno e in ampio calo nella seconda metà. A fine 2015 i consumi dovrebbero rallentare segnando una variazione di 2% t/t ann., al di sotto della media recente e al di sotto delle previsioni per il 2016; riteniamo che il rallentamento di fine 20125 sia transitorio, in parte spiegato dal clima mite che ha frenato gli acquisti stagionali. Prevediamo che dal 1° trimestre 2016 i consumi tornino su un trend di poco superiore al 2,5% t/t ann., sostenuti dal mercato del lavoro e dal calo del prezzo della benzina. Anche la crescita del PIL dovrebbe riportarsi su ritmi più rapidi, per una media annua attesa intorno al 2,4%.
La fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan a gennaio (finale), a 93,5, dovrebbe essere vicina alla stima preliminare (93,3).
Ieri sui mercati
Petrolio in ulteriore risalita, con massimi infragiornalieri a $35,84 sul primo contratto future relativo al Brent e scambi questa mattina a $33,95-34,82. La Russia ieri ha prospettato nei giorni scorsi una propria disponibilità a discutere con l’OPEC interventi coordinati per stabilizzare i prezzi.
Le aste a medio/lungo termine del Tesoro italiano si sono chiuse positivamente: allocato l’ammontare massimo previsto di 7 miliardi, con rendimenti in lieve calo (0,42% sul BTP dic-2020, 1,44% sul BTP dic-2025). La forte pressione sui titoli bancari, però, ha condotto a una performance sul mercato secondario peggiore rispetto al mercato tedesco che, come quello americano, ha beneficiato anche dell’influsso di dati macroeconomici inferiori alle attese.
Il dollaro è salito a 120,67 yen dopo l’inatteso annuncio della BoJ. Chiusura in netto rialzo per il Nikkei 225.
Area euro
Area euro. L’indice di fiducia economica della Commissione Europea cala oltre le attese di consenso a gennaio da 106,7 (dato rivisto al ribasso di un decimo) a 105,0, minimo da agosto. Il miglioramento dell’ultimo trimestre è stato così annullato. La correzione è generalizzata tra i settori, con l’unica eccezione del commercio al dettaglio.
Germania. La stima preliminare vede i prezzi al consumo in netto calo a gennaio di -0,8% m/m da -0,1% m/m sulla misura nazionale e di -0,9% m/m da zero su quella armonizzata. Il calo è spiegato dalla nuova discesa della componente energetica. L’inflazione accelera di un decimo oltre le attese a 0,5% da 0,3% sulla misura nazionale e sulla misura armonizzata passa a 0,4% da 0,2%, in linea con il consenso.
Spagna. La disoccupazione nel quarto trimestre cala a sorpresa di tre decimi a 20,9% da 21,2%, scendendo ai minimi da cinque anni. Le attese erano per una stabilità dell’indice. Nel 2016 la disoccupazione potrebbe ulteriormente calare al 19,5% da 20,9% in media annua.
Spagna. Le vendite al dettaglio sono cresciute a dicembre di 0,2% m/m da -0,6% m/m, recuperando in parte il calo del mese precedente. Sono aumentati soltanto i consumi di alimentari, che hanno più che compensato il calo dei consumi degli altri beni. La variazione annua destagionalizzata rallenta a 2,2% a/a da 3,3% a/a. Nell’ultimo trimestre la spesa dei consumatori è aumentati di 3,4% t/t.
Stati Uniti
I nuovi sussidi di disoccupazione nella settimana conclusa il 23 gennaio calano a 278 mila da 294 mila della settimana precedente.
Gli ordini di beni durevoli a dicembre sorprendono verso il basso, calando di -5,1% m/m, dopo il
-0,5% m/m di novembre. Una parte consistente del calo è spiegata dall’aeronautica civile (-30% m/m): al netto dei trasporti, gli ordini correggono di -1,2% m/m, dopo -0,5% m/m a novembre (rivisto da 0). I dati sono generalmente deboli.
Fonte: BondWorld.it
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