Da seguire: Area Euro: – Aste – Offerta di carta a breve termine in Francia (8 miliardi), Germania (2 miliardi) e Olanda …
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– Nessun dato di rilievo
Stati Uniti
– Nessun dato di rilievo
I market mover della settimana
Negli ultimi giorni della settimana nell’area euro saranno diffusi gli importanti dati sull’andamento delle indagini di fiducia nel mese di settembre, dopo la prima indicazione negativa giunta dallo ZEW. PMI, IFO e INSEE dovrebbero mostrare una stabilizzazione dopo il deciso recupero avviatosi dai minimi di un anno e mezzo fa: tutti e tre gli indicatori sono visti in lieve calo, ma restano su livelli coerenti con una crescita economica ancora sostenuta. La disoccupazione in Italia mostrerà un ulteriore incremento nel 2° trimestre (che però non dovrebbe essere proseguito nel trimestre estivo).
I dati macroeconomici, negli Stati Uniti, dovrebbero mostrare un modesto rimbalzo delle vendite di case nuove ed esistenti ad agosto, dopo gli ampi cali seguiti alla fine degli incentivi; il trend rimane negativo. Gli ordini di beni durevoli ad agosto dovrebbero vedere un modesto calo, ed essere in aumento al netto dei trasporti. La riunione del FOMC non dovrebbe dare novità di rilievo dopo la svolta di agosto: il comitato è troppo spaccato per decidere nuovi interventi alla luce di una stabilizzazione dei dati macro più recenti.
Ieri sui mercati
Tornano a salire gli spread sovrani nella zona euro, con forti pressioni soprattutto sul debito irlandese (391pb sulla scadenza decennale) e su quello portoghese (373pb). Anche il debito italiano allarga, toccando 149pb sempre sulla scadenza decennale. I rendimenti sono stati in calo sul mercato tedesco e francese. L’euro continua a scambiare sopra 1,30 dollari.
Area Euro
Italia. Gli ordini all’industria sono calati assai più del previsto a luglio, di -3% m/m. Nonostante si tratti del secondo mese consecutivo di consistente calo (a giugno: -2,9% m/m), il livello degli ordini – dopo gli incrementi significativi di aprile e maggio (rispettivamente di +4,7% e +3,3% m/m) – resta superiore rispetto alla media del 1° trimestre. Nel mese, il calo è stato determinato da un crollo degli ordini nazionali (-4,5% m/m da +0,5% m/m di giugno), mentre gli ordini dall’estero si sono ridotti in misura più moderata, di -0,3% m/m (dopo il significativo calo di giugno: -8,2% m/m). Su base annua permane il maggior vigore degli ordini esteri (+3,7% a/a) rispetto agli ordini nazionali (-1,0% a/a). Il fatturato industriale è calato di -2,7% m/m dopo l’aumento significativo registratosi a giugno (+3,6% m/m, incremento mensile massimo da oltre due anni e mezzo). I dati corretti per gli effetti di calendario segnalano un aumento tendenziale del fatturato di +8,9% a/a, in rallentamento dal +16,1% a/a precedente.
Stati Uniti
Il CPI ad agosto registra un +0,3% m/m (1,1% a/a), mentre l’indice core è invariato su base mensile.(0,9% a/a). Come atteso, l’energia contribuisce al rialzo complessivo, con un aumento di 2,3% m/m (benzina .+3,9% m/m, secondo ampio rialzo consecutivo, dopo tre cali). Gli alimentari registrano +0,2% m/m: nei prossimi mesi ci saranno altri aumenti che per ora si osservano solo nel comparto delle materie prime e dei beni intermedi nel PPI. Per quanto riguarda l’indice core, si registra una estrema moderazione dei prezzi in tutti i settori di spesa discrezionale. I dati confermano lo scarso pricing power da parte dei venditori, come evidenziato dalle indagini presso le imprese, ma segnalano anche che le indicazioni positive delle vendite al dettaglio di agosto sono tali anche in termini reali, sostenendo la dinamica dei consumi attesa per il 3° trimestre.
La fiducia delle famiglie rilevata dall’Univ. of Michigan a settembre cala a sorpresa a 66,6 da 68,9 di agosto. Le condizioni correnti migliorano a 78,4, ma quelle future vedono un calo a 59,1 da 62,9. Da segnalare un forte calo delle aspettative di inflazione a 1 anno, a 2,2% da 2,7% del mese di agosto. I dati sono una sorpresa negativa, che potrebbe alimentare speculazioni di un allentamento della politica monetaria.
Certificazione degli analisti
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Area Euro
– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.
– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.
– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.
Stati Uniti
– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati
L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.
Area Euro
La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.
L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.
Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.
Stati Uniti
Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.
Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.
Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.
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