Italia: La ripresa continua, ma ha perso slancio nel corso del 2015

Il PIL italiano è cresciuto di appena lo 0,1% t/t nel 4° trimestre 2015. Il dato è risultato inferiore alle aspettative di consenso (0,3%) e anche alla nostra più cauta previsione (0,2%, sul quale peraltro segnalavamo rischi verso il basso dopo l’uscita del dato di dicembre sulla produzione industriale)…….…


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Commento di Paolo Mameli, Senior Economist – Macroeconomics and Fixed Income Research Department di Intesa Sanpaolo 


Su base annua l’attività economica, pur deludendo anch’essa le attese, mostra comunque un’accelerazione ai massimi da 4 anni e mezzo (all’1%, da 0,8% precedente).

Nell’insieme del 2015, l’economia italiana è cresciuta dello 0,7% (0,6% al netto degli effetti di calendario, visto che il 2015 ha avuto 3 giornate lavorative in più rispetto al 2014). E’ il primo anno di ripresa dal 2011. Tuttavia, la crescita in termini congiunturali ha perso slancio nel corso dell’anno (0,4% nel 1° trimestre, 0,3% nel 2°, 0,2% nel 3°, 0,1% nel 4°). Probabilmente, l’effetto netto addizionale degli “shock esogeni” che avevano innescato la ripresa a inizio 2015 è andato in parte scemando nel corso dell’anno.

Il dettaglio delle componenti non è ancora noto (verrà diffuso il prossimo 4 marzo), ma secondo quanto riportato dall’Istat si è registrato un aumento del valore aggiunto nei servizi e nell’agricoltura a fronte di un calo nell’industria. Inoltre, a differenza che nei trimestri precedenti, la crescita è venuta dal commercio con l’estero, a fronte di un contributo negativo dalla domanda interna (al lordo delle scorte).

La flessione della domanda domestica potrebbe essere dovuta almeno in parte alle scorte: mentre nei tre trimestri precedenti dell’anno si era avuto un contributo negativo dalla domanda estera (in media -0,3% t/t) compensato da un apporto positivo dai magazzini (in media +0,3% t/t), stimiamo che negli ultimi tre mesi dell’anno sia accaduto il contrario ovvero che il contributo positivo dal commercio con l’estero (che ci aspettavamo, vista la ripresa evidenziata dai dati mensili sull’export negli ultimi due mesi del 2015) sia avvenuto a fronte di un apporto negativo dalle scorte.I consumi privati potrebbero aver rallentato dopo lo 0,4% t/t dei due trimestri precedenti (che rappresentava un massimo da cinque anni). L’incertezza riguarda gli investimenti, che potrebbero non aver recuperato il calo dei due trimestri precedenti.

In prospettiva, pensiamo che nel 2016 la crescita possa essere più simile allo schema visto nei primi tre trimestri del 2015 che nell’ultima parte dell’anno: ci attendiamo una ripresa ancora guidata dalla domanda interna, anche se verosimilmente più dai consumi che dagli investimenti. Infatti, degli shock esogeni il più efficace sembra ancora essere quello sul prezzo dell’energia, che ha innescato già nel 2015 un visibile recupero di potere d’acquisto per le famiglie (dopo 7 anni consecutivi di contrazione), atteso anzi rafforzarsi nel 2016. Viceversa, ci aspettiamo un rallentamento per l’export, sulla scia della minore domanda dai Paesi extra-Ue. Le maggiori incognite riguardano la ripresa degli investimenti: le imprese hanno visto nel 2015 un miglioramento dei margini (grazie alla ripresa della domanda finale), ma rimangono assai caute nelle loro decisioni di investimento a causa delle crescenti incertezze sullo scenario (non tanto domestico quanto internazionale). Occorrerà una riduzione di tale incertezza, oltre al rafforzamento degli incipienti segnali di ripresa nel settore delle costruzioni, per innescare un vero recupero per gli investimenti.

In questo contesto, come abbiamo sottolineato di recente, sono in aumento i rischi verso il basso sulla nostra previsione di crescita del PIL 2016 (che, all’1,2%, è già da tempo nella parte bassa delle aspettative di consenso e al di sotto delle principali stime ufficiali sull’economia italiana).

Fonte : BondWorld.it


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