Da seguire: Area Euro: Area euro. La fiducia dei consumatori potrebbe scivolare ancora a febbraio a -6,6 da -6,3 per effetto del clima politico ed economico incerto. Sarà importante verificare la dinamica delle attese di prezzo per i prossimi mesi…..
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Stati Uniti
- Il CPI a gennaio è previsto in calo di -0,1% m/m, come a dicembre; l’inflazione è prevista a 1,3% a/a. L’indice core è atteso in rialzo di 0,2% m/m (2,1% a/a), dopo + 0,1% m/m di dicembre. Il sentiero dell’inflazione core nei prossimi mesi potrebbe rallentare modestamente per gli effetti transitori del comparto energia; ma la riduzione delle risorse inutilizzate dovrebbe mantenere le variazioni medie dell’indice core fra 0,1 e 0,2% m/m.
Ieri sui mercati
- Modesto arretramento delle quotazioni petrolifere. Il future sul Brent Crude Oil ha chiuso in ribasso di 63 centesimi a $34,28.
- Dopo aver trascorso gran parte della seduta in rialzo, i listini europei ripiegano nell’ultima parte della giornata in scia alla debolezza di Wall Street e quella del petrolio. Le vendite sono state convogliate soprattutto sul comparto Bancario e in particolare sui titoli domestici, che peraltro avevano registrato guadagni consistenti nel corso delle ultime sessioni. Chiusura in ribasso anche i mercati giapponesi, questa mattina.
- Andamento positivo per i titoli di stato. A trarre particolare beneficio risulta la parte lunga ed extra-lunga delle curve, con ribassi di 7-8pb sul mercato tedesco ed americano, di 5pb su quello italiano, di 4 su quello spagnolo.
- L’euro estende marginalmente il ribasso contro dollaro iniziato il 12/2, chiudendo la giornata a 1,1103 e segnando minimi infragiornalieri in area 1,10. Yen in rafforzamento, anche se rimane lontano dai massimi registrati contro dollaro l’11 febbraio.
Area Euro
Italia. La produzione nelle costruzioni, dopo il robusto incremento di novembre (+3% m/m), è tornata a flettere a dicembre, di -0,6% m/m. Nella media del 2015 l’indice è diminuito dell’1,9% (è l’ottavo anno consecutivo di contrazione). Tuttavia, le costruzioni hanno chiuso l’anno in ripresa, visto che l’output a dicembre, in termini tendenziali e corretti per gli effetti di calendario, è aumentato dello 0,6%, e nel trimestre è cresciuto al ritmo più alto da cinque anni e mezzo (+1,2% t/t, in controtendenza con il -0,1% t/t della produzione nell’industria).
BCE: i verbali della riunione di gennaio confermano che il Consiglio è pronto ad agire
I verbali della riunione dello scorso 22 gennaio confermano che il Consiglio, all’unanimità, “valutava opportuno riconsiderare e possibilmente aumentare il grado di stimolo monetario alla riunione del prossimo 10 marzo”.
Stati Uniti
I nuovi sussidi di disoccupazione nella settimana conclusa il 13 febbraio calano a 262 mila da 269 mila della settimana precedente. I dati sono riferiti alla settimana di rilevazione dell’employment report di febbraio e puntano a una solida crescita di occupati e a un tasso di disoccupazione stabile o in calo.
L’indice della Philadelphia Fed a febbraio aumenta marginalmente a -2.8 da -3,5 di gennaio. L’indagine mostra però peggioramento di tutte le componenti (ordini, consegne, ordini inevasi, prezzi pagati, occupati). Le aspettative a 6 mesi sono circa stabili (indice di attività a 17,3 da 19,1). Nelle domande speciali del mese, le imprese riportano aspettative di aumento mediano dei prezzi dei loro prodotti di 1,3%, e aumenti di retribuzioni complessive del 3% nell’anno.
Bullard (St Louis Fed, votante) ha detto che considera “non saggio proseguire una strategia di normalizzazione in un contesto di aspettative di inflazione di mercato in calo”. Le parole di Bullard danno ulteriore supporto alla previsione di tassi Fed fermi a marzo e, più in generale, non determinati da intervalli regolari. Williams (San Francisco Fed) ha detto che le recenti turbolenze dei mercati finanziari non hanno modificato il suo scenario di crescita per gli Stati Uniti e per il mondo; la sua previsione rimane di graduali aumenti dei tassi, modulati anche sulla base degli effetti di dollaro e materie prime.
Fonte: BondWorld.it
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