Che il futuro sia decisamente più roseo per il mondo dei Paesi Emergenti (EM), che esprimono una crescita economica 2009-2010 chiaramente inquadrata in una V-shape, rispetto ai Paesi core del G7 (DM) condizionati da una…
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Claudia Segre – Abax Bank – Fixed Income Area & OFP
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Perché un trader EM sottolinei situazioni come quelle del caso irlandese rispetto al ritrovato consenso su un Paese come l’Argentina (che fu protagonista di un fallimento storico, “la madre di tutti i default” nel dicembre 2001, contemporaneamente su debito domestico, estero e multilaterale) vuol proprio dire che il mondo si è rovesciato. Esattamente come sta a rappresentare il grafico del debito/ PIL che vede i Paesi EM in linea con un 60% o meno di Maastricht ed i Paesi DM veleggiare in media al di sopra del 90%.
Non c’è dubbio che questo sarà un semestre più debole e povero di aspettative gloriose dal punto di vista dei dati macroeconomici, ma l’Europa guidata dai Paesi core e del Nord UE sembra difendersi meglio, anche se persiste la necessità di trovare una soluzione nel medio termine per i Paesi periferici in maggiore difficoltà, come Irlanda e Grecia, onde riassicurare una stabilità finanziaria compatta e senza sfilacciature dannose. L’ipotesi Brady Bonds ribattezzata Trichet Bond piuttosto che altre vie di ristrutturazione indolore sono al vaglio dei tecnici e certamente il posticipo di Basilea 3 crea spazi interessanti di azione per le Banche Centrali. (Anche per il “consolidamento” del sistema bancario tedesco!).
Banche Centrali che restano protagoniste dunque con manovre di stimolo fiscale e QE che permarranno nel medio-lungo termine e che probabilmente vedranno la Fed nuovamente in pista a Novembre con 1 o 2 trl $ aggiuntivi in una mossa che sembra “too little too late”, e dopo aver rivisto mercoledì le previsioni di crescita al ribasso. I dati sul risparmio in Usa tornano a salire dopo 10 anni di credito facile e l’indebolimento del dollaro Usa farà gioco all’Amministrazione americana per dare fiato alla crescita economica, perché anche vederlo tornare a 1.40 in fondo non le dispiacerebbe.
Dal canto loro i real money sono a caccia di basi negative, dopo il parziale riassorbimento delle stesse all’inizio dell’anno su alcuni nomi bancari. Restano ancora opportunità, ora estese alle parti breve e medie della curva su alcuni nomi sovrani come Francia, Belgio e Austria, cioè i Paesi con maggiori problematiche politiche irrisolte e complicazioni sociali che influiscono sull’azione di Governo.
La Grecia, forte del rinvio degli stress test a dicembre e dell’appoggio incondizionato dell’IMF, vede nell’assegnazione unanime della AAA al nuovo EFSF (European Financial Stability Facility) una nuova opportunità per nuovi aiuti. (Per il nuovo organismo europeo, una garanzia esplicita ed un merito di credito dei Paesi partecipanti mediamente più alto della BEI, portano le proiezioni di rendimento a circa 10-15 bp in meno alle obbligazioni BEI, ma ad una valutazione di stretta correlazione in caso di effetto contagio). Per un mondo DM zoppicante e incerto sui suoi passi nella terra di mezzo di Paesi come Canada e Australia, il supporto degli investitori internazionali resta unanime. Mentre sugli EM è necessario fare i dovuti distinguo. É vero che in Europa i Corps hanno sovraperfomato i Sovereign ma lo scenario è ancora a favore dei titoli governativi del mondo emergente. Quindi tranne casi sempre a rischio come Messico e Venezuela, i BRIC ed i Paesi asiatici offrono ancora buone opportunità che si estendono anche ad alcune realtà molto outsider in Africa. (Il Brasile ha rivisto al rialzo le previsioni del PIL 2010 dal 6.5% al 7.2%…).
Le diffuse revisioni dei rating ed outlook delle province argentine proseguono, mentre il Segretario alle Finanze Lorenzino ha confermato che la crescita del PIL nel secondo trimestre ha raggiunto l’11,8% rispetto al dato dell’anno scorso, attestandosi al secondo posto tra i Paesi Latam dopo il Brasile. Il dato previsto per il 2010 sale a ridosso del 9% rispetto ad una previsione più modesta del 4.3% per il prossimo anno. A questo punto, cresce l’attesa di una nuova emissione, la prima dal 2001, attirando l’attenzione di quegli investitori che sempre più annoiati dal dibattito europeo e, dato lo scenario dei tassi, continueranno a scommettere sui nomi EM che son trainati da un solido trend di settore. Ora la parola passa alla Fed che, se si impegnerà a ridurre drasticamente i rendimenti sulla parte lunga, la domanda sui Corporates resterà forte. Ma è ovvio che se i dati sul mercato immobiliare dovessero pesantemente arretrare non ce ne sarà per nessuno, ciò nonostante la liquidità degli hedge fund e la relativa raccolta continui a mostrarsi forte e costante. È proprio la forte attività degli HF che ha spinto i Junk Bonds per la prima volta dal 2007 a recuperare mediamente quota alla pari! Oltre 170 upgrade su 111 downgrade dall’inizio dell’anno, uno scenario di tassi bassi a lungo termine e un’operazione massiccia di rifinanziamento sul mercato sono alla base di questo indubitabile successo per le performance dei fondi specializzati.
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