Da seguire: Spagna – Si tiene oggi il primo voto sull’investitura a primo ministro del leader socialista Sánchez, che nei giorni scorsi ha cercato di conquistare l’appoggio di un vasto schieramento comprendente…
Se vuoi ricevere le principali notizie pubblicate da BONDWorld iscriviti alla Nostra Newsletter settimanale gratuita. Clicca qui per iscriverti gratuitamente.
- Ciudadanos (che conta 40 deputati su 350) e diversi partiti di sinistra, incluso Podemos, in aggiunta al gruppo di deputati socialisti (89). Quest’ultimo proprio ieri ha annunciato che voterà contro sia oggi, sia venerdì (quando sarebbe sufficiente una maggioranza dei voti validi a garantire l’avvio del nuovo governo), dichiarando che l’accordo fra PSOE e Ciudadanos è “incompatibile” con il suo progetto. Senza almeno l’astensione di Podemos, non è possibile che il governo socialista passi.
- Stati Uniti – L’ADP pubblica la stima dei nuovi occupati non agricoli privati, prevista dal consenso a
185 mila dopo la stima di 205 mila di gennaio. - Stati Uniti – La Fed pubblica il Beige Book in preparazione per la riunione del FOMC di metà marzo. Il rapporto dovrebbe confermare una ripresa dell’attività a inizio anno, dopo il rallentamento di fine 2015. Il settore manifatturiero dovrebbe essere sempre debole e l’estrattivo in contrazione, mentre il settore costruzioni e i servizi dovrebbero riportare espansione dell’attività. Le informazioni sul mercato del lavoro dovrebbero restare positive. Alla luce della ripresa dei prezzi al consumo a gennaio (CPI core +0,3% m/m), sarà importante vedere la valutazione delle pressioni sull’inflazione. Il Beige Book non dovrebbe modificare il quadro di ripresa moderata della crescita nel 1° trimestre, con persistente debolezza dei settori esposti agli effetti del cambio e del prezzo del petrolio.
Ieri sui mercati
- Chiusura in netto rialzo per gli indici azionari mondiali, continuata oggi in Asia (Nikkei +4,25%).
- Moody’s ha portato a Negativo da Stabile l’Outlook sul rating della Cina, che per il momento rimane ad Aa3.
- Il PMI manifatturiero globale è calato in febbraio da 50,9 a 50,0, minimo dal novembre 2012.
- Le quotazioni petrolifere consolidano il rialzo degli ultimi giorni: la prima scadenza del Brent Crude ha chiuso la giornata in marginale rialzo a $36,81.
- Netto rimbalzo dei rendimenti sul debito tedesco (da 4 a 8pb) e statunitense (da 7 a 9pb), a partire dalle scadenze intermedie per gli UST, confinato a quelle lunghe per i Bund. I BTP hanno invece registrato modesti cali dei rendimenti su tutte le scadenze tranne quella trentennale, con il risultato di un nuovo restringimento degli spread.
- Il dollaro ha continuato il suo recupero sui mercati valutari, e a questo punto ha assorbito quasi interamente il calo della prima quindicina di febbraio. Ieri il cambio dello yen è rimbalzato a 113,98, mentre l’euro è rimasto pressoché stabile finendo la giornata a 1,0864. Lieve recupero della sterlina a 1,3946 dollari.
- Stati Uniti – L’ISM manifatturiero a febbraio aumenta a 49,5 da 48,2 di gennaio, e torna sui livelli di ottobre 2015. Il direttore dell’indagine, Holcomb, commenta in modo positivo i dati di febbraio, segnalando che questo potrebbe essere un punto di svolta per il settore.
- Stati Uniti – La spesa in costruzioni a gennaio sorprende verso l’alto con un aumento di 1,5% m/m, contro attese di +0,3% m/m.
- Stati Uniti – Le vendite di autoveicoli a febbraio si sono stabilizzate a 17,4 mln di unità ann., sul livello di gennaio, con un segnale positivo per i consumi del 1° trimestre.
- Italia – La disoccupazione è calata lievemente a gennaio, da 11,57% a 11,53%. Dopo essere calati a dicembre, gli occupati sono tornati ad aumentare a gennaio, di 70 mila unità (+0,3%).
- Italia – Il PIL è cresciuto di 0,8% nel 2015, battendo sia le aspettative di consenso (0,6%) che la nostra previsione (0,7%). La crescita è venuta essenzialmente dai consumi, che sono aumentati per il secondo anno (0,9%; contributo: 0,5%). Anche gli investimenti sono cresciuti, di 0,8%: è il primo aumento in 8 anni. Per quanto concerne la finanza pubblica, il rapporto deficit/PIL è risultato pari al 2,6%, in linea con il target governativo. Il rapporto debito/PIL è aumentato solo marginalmente, di un decimo (a 132,6%).
Fonte: BondWorld.it
Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it



