GIAPPONE 6

AW Paesi e Emittenti: il Giappone è intervenuto sul mercato dei cambi

Giappone. Mercoledì 15 il Giappone è intervenuto sul mercato dei cambi al fine di frenare la corsa dello yen sul dollaro che stava quotando ad un livello preoccupante per le esportazioni giapponesi. Il giorno precedente la moneta giapponese aveva toccato la quota record di 82,82 per dollaro, raggiungendo i….

Questo materiale è destinato unicamente ad Investitori Professionali Abax Bank


massimi livelli da 15 anni, dopo la vittoria del premier Naoto Kan nell’elezione interna al Partito democratico (Dpj) per la leadership della formazione, che attualmente è governo in Giappone. Si è trattato di un’affermazione di misura sul principale sfidante Ichiro Ozawa che si era presentato all’appuntamento con la promessa di una maggiore spesa pubblica, qualora le difficili condizioni dell’economia giapponese lo richiedessero. Contrariamente al programma di Kan, incentrato invece sul taglio della spesa e del credito. Il neo primo ministro in carica, ha deciso il giorno successivo la vendita di yen sul mercato attraverso la banca centrale nipponica e la moneta si è deprezzato del 3.26% in una sola seduta, con un cambio a quota 85,75. L’intervento è proseguito anche sul mercato FX per un totale di circa 20 miliardi di dollari. Il Governo giapponese non esclude altri interventi sulla stessa linea qualora fosse necessario. L’operazione non è stata esente da critiche, dettate soprattutto dal fatto che la decisione è stata presa unilateralmente dal Giappone in un momento in cui sono già presenti tensioni sulle valute.

Grecia. Lo stato ellenico ha annunciato di aver ricevuto la seconda tranche di aiuti da parte dell’Ue per 6,5 miliardi di euro e 2,5 miliardi dal Fmi. La Grecia è inoltre riuscita a ottenere nuove risorse per 1,17 miliardi dalla vendita di titoli governativi a sei mesi. Nonostante la raccolta sia stata superiore a quella stimata di 900 milioni, il costo è salito al 4,82% rispetto al 4,65% che aveva ottenuto in una emissione simile nel luglio scorso. La Debt Management Agency ha inoltre in programma un’altra emissione a tre mesi entro la fine di settembre per soddisfare l’esigenza di 4,7 miliardi di euro entro la fine novembre. Sarebbe poi allo studio un nuovo tipo di bond che verrà venduto solo alla popolazione greca residente all’estero, e che secondo il governo greco, potrà avere un discreto successo. L’obiettivo dei diaspora bond (così vengono chiamati) è quello di far rientrare i capitali greci presenti all’estero. Nel frattempo, secondo quanto ha dichiarato il ministro delle Finanze Papaconstantinou, il governo ha già ridotto il deficit a poco più della meta dell’obiettivo di 12 miliardi di euro stabiliti per il 201- 1. Non è propriamente d’accordo il Fmi che, sebbene ritenga la Grecia sulla buona strada per la riduzione del deficit, sostiene che lo stato ellenico dovrebbe far di più sul fronte della riscossione delle imposte e il controllo della spesa. Al contrario di quanto dichiarato da Papaconstantinou, secondo il Fmi il governo greco dovrà probabilmente spendere 4 miliardi di euro in meno rispetto a quanto inizialmente stimato quest’anno, al fine di compensare minori entrate fiscali e una maggiore spesa nel settore sanitario e della pubblica amministrazione.

Regno Unito.
Le vendite al dettaglio in Gran Bretagna sono inaspettatamente scese ad agosto, la prima volta dal mese di gennaio. Il dato comunicato la settimana scorsa ha evidenziato vendite al dettaglio in calo dello 0,5%, inferiore al +0,3% previsto e dello 0,8% del mese di luglio. Tale dato potrebbe essere un segnale di rallentamento dell’economia britannica dopo un secondo trimestre di forte crescita. Inoltre, il piano di riduzione della spesa pubblica finalizzato al contenimento del deficit potrebbe rallentare ulteriormente la crescita. Tuttavia, nonostante gli ennesimi dati negativi, ieri Moody’s ha confermato il rating Aaa per il Regno Unito con outlook stabile e questo implica, ha spiegato l’agenzia, che non prevede alcuna variazione del giudizio nell’immediato futuro.

Spagna. Nonostante la Spagna sia sulla buona strada per centrare il target di deficit di bilancio del 2010 le aste domestiche dei titoli di stato siano andate bene, permangono alcuni fattori di rischio. La crescita del Pil nel primo e nel secondo trimestre, rispettivamente +0,1% e 0,2%, è dovuto più a fattori straordinari che non a un vero e proprio ritorno alla crescita. Per esempio l’aumento dell’iva programmato per luglio potrebbe aver anticipato i consumi nei trimestri precedenti, eventualità che potrebbe far tornare in negativo la variazione del Pil nel 3° trimestre. La riduzione dei consumi potrebbe portare ad un’ulteriore aumento della disoccupazione già a livelli insostenibili (20% nel 1° trimestre contro una media Ue del 10%). Preoccupa inoltre l’andamento del settore immobiliare che nonostante un calo del 13% dei prezzi, vede ancora innumerevoli immobili invenduti. Tale congiuntura non favorisce le nuove costruzioni che rappresentano una parte importante del Pil spagnolo. A conferma della stagnazione dell’economia spagnola, in luglio i crediti incagliati delle banche sono saliti dal 5,35% di giugno al 5,47%.

Santander.
Prosegue il piano di espansione del gruppo bancario spagnolo che ha acquisito il 70% dell’istituto polacco Zachodni da Allied Irish Bank per 3,7 miliardi di dollari. Si tratta dell’ennesima acquisizione per Santander che da giugno ad ora ha speso circa 10 miliardi di dollari per le acquisizioni. Santander ha precisato che l’operazione dovrebbe concludersi nel 2011 e che dovrebbe generare un ritorno sugli investimenti dell’11% entro il terzo anno dall’acquisizione. Ha inoltre aggiunto di aspettarsi che l’operazione abbia un impatto positivo sull’utile per azione. La banca spagnola ha potuto fare acquisizioni per un ammontare così corposo grazie all’elevato grado di patrimonializzazione, pari al 10,1% a fine giugno. Valore ora ridottosi dopo le acquisizioni.

Turchia. Ha vinto il fronte del sì al referendum turco chiamato a ratificare la riforma costituzionale che, tra le altre novità, riduce il potere dei militari e crea le condizioni per una maggiore parità tra i sessi. Tale riforma era già stata approvata in Parlamento dalla maggioranza guidata dal premier Erdogan, che ne esce rafforzato in vista delle prossime elezioni. Il sì ha vinto con il 58% delle peferenze, con una percentuale di votanti che ha raggiunto il 77% dei 50 milioni di aventi diritto. Ma il buon esito del referendum è stato macchiato da alcune dichiarazioni di Erdogan riguardanti i rapporti con l’Iran. Il premier ha infatti dichiarato di voler triplicare il volume d’affari con l’Iran nei prossimi cinque anni, nonostante le tensioni esistenti tra lo stato Medio-Orientale e l’asse Europa-Usa. Erdogan ha affermato che i due Paesi sono vicini alla firma di un accordo commerciale preferenziale che potrebbe vedere il volume degli scambi toccare i 30 miliardi di dollari, contro i 10 miliardi dello scorso anno. Oltre alle dichiarazioni del premier, sono trapelate a mezzo stampa alcune indiscrezioni secondo le quali l’Akp, il partito guidato da Erdogan, riceverà 25 milioni di dollari dal primo ministro iraniano Ahmadinejad per sostenere la campagna elettorale per le elezioni del prossimo anno.

Cina. La Banca centrale cinese resta ottimista sull’andamento dell’economia, ma vede rischi per le banche. Nel Financial Stability Report della banca centrale si legge che nel 2010 ci saranno molti fattori positivi per l’economia inese. Secondo la PBOC, l’economia interna manterrà la sua stabilità e rapida crescita grazie al rafforzamento del vigore e della fiducia. Tuttavia, la banca centrale riconosce che il mantenimento di questa rapida crescita crea molte difficoltà, tra le quali una domanda interna senza basi solide e investimenti privati e fattori interni di crescita non abbastanza forti da garantire la sostenibilità dei consumi e promuovere le riforme. Per quanto riguarda le banche, la PBOC sostiene che devono aumentare la loro capitalizzazione. Tra i fattori che potrebbero condizionare la ripresa, la banca centrale ha citato la volatilità del dollaro statunitense. Secondo la PBOC, una rapida ascesa del dollaro potrebbe tradursi in pressioni inflazionistiche globali, speculazione su alcuni asset e instabilità finanziaria. Affermazioni che vanno a scontrarsi con le dichiarazioni di Geithner, secondo il quale il ritmo di apprezzamento dello yuan è troppo lento. La PBOC ha fissato venerdì 17 un tasso di cambio dollaro/yuan pari a 6,7172.

Irlanda. Venerdì 17 le dichiarazioni del leader dell’opposizione che ha proposto la ristrutturazione del debito di Anglo Irish Bank e, considerando che il debito dell’istituto è garantito dallo stato irlandese, si tratterebbe di una ristrutturazione implicita del debito pubblico. A rincarare la dose, un report di Barclays ha messo in discussione la sostenibilità del debito pubblico nel lungo periodo. Il mercato ha reagito con il CDS 5Y dell’Irlanda che ha chiuso a 422, in aumento del 7,5% rispetto alla seduta precedente. Lunedì 20, il governatore della banca centrale irlandese ha precisato che il costo del salvataggio delle banche rimane gestibile per le finanze pubbliche ma, secondo l’Ue, è necessario uno sforzo consistente per tagliare il deficit dell’Irlanda. Tra gli analisti comincia ad affiorare l’ipotesi di emissione dei cosiddetti Brady bonds, già adottata agli inizi degli anni ‘90 tra Usa e Paesi Latam. Tale soluzione comporterebbe la ristrutturazione del debito dell’Irlanda attraverso l’emissione di bond collateralizzati da altre obbligazioni governative con alta qualità creditizia. In tal modo il debito pubblico dell’Irlanda sarebbe garantito e si ridurrebbe il suo costo.

Svezia. La coalizione di centrodestra guidata dall’attuale premier Reinfeldt ha vinto le elezioni ma si trova davanti alla prospettiva di doversi accordare con altri partiti per formare un nuovo governo. Infatti, nonostante la vittoria sui socialdemocratici, il partito che è attualmente al governo ha perso la maggioranza a causa della crescita del partito anti-immigrazione che ha ottenuto per la prima volta seggi in parlamento e che rischia di rappresentare l’ago della bilancia. Il primo ministro uscente ha tuttavia escluso di collaborare tale partito, mentre è possibile un accordo con i verdi. La mancanza di un accordo per ottenere la maggioranza, potrebbe creare tensioni sul mercato azionario e sulla corona svedese, che ha messo a segno un rally che l’ha portata ai massimi degli ultimi 3 anni.


DISCLAIMER
Il presente materiale informativo non è destinato a clienti al dettaglio o potenziali clienti al dettaglio, ma è rivolto unicamente a investitori professionali quali: 1) banche; 2) imprese di investimento; 3) imprese d’assicurazione; 4) società di gestione collettiva del risparmio. In nessun caso il presente materiale informativo potrà essere distribuito a soggetti diversi da quelli sopra indicati.
Il presente materiale informativo è il prodotto di un desk di vendita/trading e non del dipartimento ricerca. Le opinioni espresse possono differire da quelle di altre divisioni di AbaxBank, incluso il dipartimento ricerca. AbaxBank può effettuare operazioni di trading su qualsiasi dei nominativi menzionati nel documento e potrebbe avere accumulato posizioni lunghe o corte negli strumenti stessi o in strumenti derivati.

Abaxbank pertanto non assume alcuna responsabilità nel caso in cui tale documento sia in qualunque modo messo a disposizione di un soggetto diverso da quelli sopra indicati. Le notizie di cui al presente documento hanno una finalità puramente informativa e non si propongono in alcun modo di sostituire l’autonomo giudizio degli investitori professionali cui le notizie medesime sono destinate. In particolare, tali notizie non costituiscono una proposta di contratto, né,
tantomeno, offerta o sollecitazione ad acquistare o vendere strumenti finanziari. Eventuali generiche indicazioni circa l’andamento dei tassi di cambio e/o di altri indicatori finanziari oggetto di analisi, benché siano fornite in buona fede sulla base dei dati disponibili, non costituiscono in alcun modo quotazioni operative ai fini della conclusione di operazioni su strumenti finanziari.
Il presente materiale informativo non costituisce, altresì, prestazione di attività di consulenza da parte di Abaxbank. L’opinione e le indicazioni espresse da Abaxbank nel presente documento potrebbero, infatti, variare nel tempo, senza necessità di comunicazione da parte di Abaxbank. Abaxbank non fornisce, dunque, alcuna garanzia sul risultato di eventuali investimenti negli strumenti finanziari/tassi di cambio che sono oggetto dell’analisi.

Pertanto né Abaxbank, né alcuno dei suoi rappresentanti, amministratori e dipendenti potrà essere ritenuto in alcun modo responsabile per le perdite o i danni a chiunque derivanti in conseguenza dell’uso, a qualsivoglia titolo, delle notizie contenute nel presente documento.

Fixed Income Area & OFP




Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it

Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it

Ho letto
l'informativa Privacy
e autorizzo il trattamento dei miei dati personali per le finalità ivi indicate.

Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it

Ho letto
l'informativa Privacy
e autorizzo il trattamento dei miei dati personali per le finalità ivi indicate.