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Italia: il deciso rimbalzo della produzione industriale a gennaio segnala una possibile riaccelerazione del PIL a inizio 2016

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Italia. La produzione industriale è rimbalzata di ben l’1,9% m/m a gennaio, dopo essere scesa nei due mesi precedenti (-0,6% m/m a dicembre). Ci aspettavamo un recupero, ma il dato è stato ben superiore alla nostra attesa (0,8%), sia pure più ottimistica rispetto alla media di consenso (0,7%)………


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Commento di Paolo Mameli, Senior Economist – Macroeconomics and Fixed Income Research Department di Intesa Sanpaolo


Su base annua corretta per gli effetti di calendario, l’output è salito a +3,9% (da -1% precedente). Sia per la variazione congiunturale che per quella tendenziale (corretta per i giorni lavorativi) si tratta di un record da agosto del 2011. In termini grezzi, la produzione è invece rallentata a +0,7% da +2,1% a dicembre.

Il recupero su base mensile si deve soprattutto ai beni strumentali (+5,7% m/m), nonché, in minor misura, ai beni intermedi (+2,5% m/m). Anche l’energia, dopo aver frenato la produzione negli ultimi cinque mesi, è tornata a contribuire positivamente (+1,8% m/m). Più modesta la crescita dei beni di consumo (+0,5% m/m): si nota anzi una correzione per i durevoli (che peraltro erano stati trainanti per tutto l’ultimo anno).

Migliora decisamente anche l’indice di diffusione: specularmente rispetto al mese precedente, solo 3 settori manifatturieri (su un totale di 13) risultano in calo su base annua: il tessile (1,6%), l’alimentare (-0,6%) e l’industria del legno, carta e stampa (-0,5%). I comparti decisamente più brillanti si confermano invece i mezzi di trasporto e il farmaceutico, entrambi in crescita tendenziale a due cifre (+10,9% e +10,3%, rispettivamente).

Il forte rimbalzo di gennaio è importante perché, pur ipotizzando una parziale correzione a febbraio, l’output potrebbe crescere all’incirca dell’1% t/t nel 1° trimestre 2016 (dopo la stagnazione di fine 2015): sarebbe un massimo dall’estate del 2010.

Ciò significa che il settore manifatturiero tornerà a contribuire positivamente al valore aggiunto a inizio 2016. Fermo restando che i servizi restano in espansione, pensiamo che, nonostante i rischi di un contributo negativo dal commercio con l’estero, il PIL possa riaccelerare nel 1° trimestre dopo il progressivo rallentamento evidenziato nel corso del 2015 (fino a un modesto 0,1% t/t a fine anno).

In altre parole, il dato conferma la nostra stima (precedente al dato di produzione industriale) di una crescita del PIL di 0,3% t/t nel trimestre corrente (già prima del dato eravamo più ottimisti rispetto alla previsione di 0,1% t/t comunicata dall’Istat nella nota mensile di febbraio sull’andamento dell’economia italiana). Non è escluso che i rischi al ribasso sullo scenario di crescita possano manifestarsi nel prosieguo dell’anno, tuttavia l’incoraggiante inizio di 2016 potrebbe mantenere la media annua di poco al di sopra dell’1%.

Il messaggio più incoraggiante del dato di produzione industriale di gennaio è l’aumento della produzione di beni strumentali (+5,7% m/m, +9,5% a/a; fabbricazione di macchinari e attrezzature: +3,9% m/m, +7,2% a/a). Potrebbe essere un segnale di ripartenza della parte “core” degli investimenti, che sinora è stato l’anello mancante della ripresa della domanda interna. In effetti il recupero per i consumi e per gli investimenti in mezzi di traporto era già cominciato nel 2015, quello delle costruzioni nella seconda metà dell’anno scorso, mentre era rimasta poco più che stagnante la spesa delle aziende in macchinari, appunto. Probabilmente le imprese hanno aspettato il nuovo anno (e l’entrata in vigore definitiva della Legge di Stabilità) per sfruttare il maxiammortamento sui beni strumentali inserito nel budget 2016 (che in teoria era valido sui nuovi investimenti effettuati già a partire da metà ottobre).

Fonte : BondWorld.it


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