Da seguire: Cina – La produzione industriale risulta in crescita di 5,4% a/a a gennaio, in rallentamento dal precedente 5,9%. Rallenta anche la crescita delle vendite al dettaglio: 10,2% a/a, da 11,1%….
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Area euro. – La produzione industriale nell’Eurozona dovrebbe essere cresciuta di 1,8% m/m a gennaio dopo il -1,0% m/m precedente, dimostrando che parte della debolezza di fine 2015 era da ascrivere a fattori transitori o a distorsioni di calendario. Nonostante il peggioramento del clima di fiducia la produzione è rimbalzata vigorosamente in Germania, Francia e Italia. Su base annua, la produzione dovrebbe tornare a crescere a gennaio (1,5% a/a da -1,3% a/a). Se confermato, il dato di gennaio lascerebbe la produzione impostata per un aumento di 1,0% t/t nel trimestre invernale, rispetto allo -0,1% t/t del 2015.T4. I dati sono coerenti con una crescita del PIL di 0,4% t/t a inizio anno.
Ieri sui mercati
Rimbalzo degli indici azionari mondiali, trainato dai mercati europei (EuroStoxx50 +3,47%). Il petrolio chiude la settimana sopra quota $40.
Netto calo dei rendimenti sulle curve europee dei titoli di stato, con riduzione della pendenza 5-2 anni (anche 10-5 anni sulla curva BTP). Tuttavia, la settimana si chiude con tassi più alti rispetto al venerdì precedente sul mercato tedesco (2 anni: +9pb, 10 anni: +4pb) ed americano (movimento parallelo di +8-9pb); relativamente meglio i periferici europei, con il rendimento del BTP decennale in calo di 13pb rispetto a una settimana prima.
L’euro rientra dai massimi di giovedì, ma rimane su livelli superiori a quelli pre-BCE: il cambio con il dollaro ha chiuso la settimana a 1,1150. Sterlina in ripresa contro dollaro (1,4385), stabile contro euro.
I risultati dell’ultima giornata delle aste di metà mese sono stati positivi per il Tesoro italiano, che ha collocato complessivamente l’importo massimo di 7,5 miliardi di euro di titoli, incluso il nuovo BTP a sette anni. Nel dettaglio il nuovo titolo marzo 2023 cedola 0,95% è stato assegnato per 4 miliardi al rendimento lordo di 0,79%, minimo da metà marzo 2015 mentre il tre anni ottobre 2018 è stato assegnato per 2 miliardi col rendimento che si è portato per la prima volta in territorio negativo a -0,05%; infine il 15 anni marzo 2032 ha registrato un rendimento di 1,84% in calo di quasi 20pb rispetto al precedente collocamento e al minimo da metà aprile 2015.
Constancio, Liikanen e altri esponenti BCE hanno difeso le scelte di giovedì 10.
Stati Uniti – I prezzi all’import a febbraio sorprendono verso l’alto, con un calo di -0,3% m/m, contro attese di -0,8% m/m; il dato di gennaio è rivisto a -1% m/m da -1,1% m/m. Il recente rialzo del prezzo del petrolio e il deprezzamento del dollaro hanno contribuito a ridurre il ritmo di calo dei prezzi all’import; a marzo si dovrebbe vedere un effetto anche più ampio.
Italia –La produzione industriale è rimbalzata di ben l’1,9% m/m a gennaio, dopo essere scesa nei due mesi precedenti (-0,6% m/m a dicembre). Su base annua corretta per gli effetti di calendario, l’output è salito a +3,9% (da -1% precedente). Migliora decisamente anche l’indice di diffusione: specularmente rispetto al mese precedente, solo 3 settori manifatturieri (su un totale di 13) risultano in calo su base annua. Pur ipotizzando una parziale correzione a febbraio, l’output potrebbe crescere all’incirca dell’1% t/t nel 1° trimestre 2016.
Fonte: BondWorld.it
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