Da seguire: Area Euro: Area euro. La seconda stima dovrebbe confermare l’inflazione dell’Eurozona a febbraio in calo a -0,2% da +0,3% di gennaio. Sul mese, i prezzi dovrebbero essere saliti di 0,1% m/m da -1,4% m/m….
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precedente. L’inflazione core (al netto di energia, alimentari, alcol e tabacchi) potrebbe essere rivista al rialzo di un decimo a 0,8% da 0,7% (ma comunque in rallentamento da +1,0% di gennaio). Febbraio dovrebbe segnare un minimo per l’inflazione dell’area euro, a meno di ulteriori cali del prezzo del greggio e/o di effetti di seconda battuta sulla dinamica sottostante.
Stati Uniti
- L’indice della Philadelphia Fed a marzo dovrebbe risalire a -2 da -2,8 di febbraio. L’ISM a febbraio è aumentato a 49,5; il Beige Book ha riportato un leggero miglioramento dell’attività nel distretto di Philadelphia, con persistente debolezza del manifatturiero. L’indagine di marzo dovrebbe quindi restare debole e continuare a indicare assenza di una svolta in positivo per il manifatturiero.
Ieri sui mercati
La conclusione dovish della riunione del FOMC ha dato un nuovo sprint ai mercati azionari americani che hanno chiuso in rialzo (S&P 500 +0,6%); gran parte dei mercati asiatici sono saliti, mentre il Nikkei è rimasto debole, con un calo di -0,2%.
I mercati obbligazionari hanno festeggiato la cautela del FOMC con riduzione dei rendimenti del T-note a 10 anni da 2% a 1,9%, e del 2 anni a 0,8% da 1%. I fed funds scontano ora un solo rialzo non prima dell’autunno (e non con probabilità piena). I mercati europei seguono gli USA questa mattina, con una correzione dei rendimenti sul Bund 10 anni di circa 6 pb a 0,25% e sul 2 anni a -0,47% da -0,45%. Apertura positiva anche per i periferici, con il BTP 10 anni a 1,26% e lo spread BTP-Bund a 100.
Sui mercati valutari, lo spostamento verso il basso del grafico a punti della Fed ha determinato un netto deprezzamento del dollaro. L’euro/dollaro è balzato oltre 1,12 e lo yen è crollato a 111,7.
Stati Uniti
Il CPI a febbraio sorprende verso l’alto con la seconda variazione consecutiva di +0,3% m/m per l’indice core; la variazione annua dell’indice core, a 2,3% a/a, tocca il massimo da aprile 2012. L’indice headline cala di -0,2% m/m (1% a/a), per via della contrazione di -6% m/m della componente. I dati confermano che la chiusura dell’output gap sta mettendo pressioni verso l’alto sui prezzi dei servizi, non influenzati dal dollaro e dal prezzo del petrolio; inoltre, il lieve aumento dell’indice dei beni core è un segnale che gli effetti di cambio ed energia cominciano a ridursi.
La produzione industriale a febbraio cala di -0,5% m/m, dopo +0,8% m/m. Nel manifatturiero l’output sorprende verso l’alto, con una variazione di +0,2% m/m, nonostante il calo di -0,1% m/m nel comparto auto. Il calo dell’output complessivo è dovuto alla correzione delle utilities (-4 m/m, dopo +4,2% m/m di gennaio) e all’ulteriore contrazione dell’estrattivo (-1,4% m/m). I dati sono positivi, perché danno supporto a una previsione di modesta ripresa nel manifatturiero.
I nuovi cantieri a febbraio aumentano a 1178 mila da 1120 mila (rivisto da 1099 mila), le licenze a febbraio calano a 1167 mila da 1204 mila dei due mesi precedenti, ma restano in linea con i livelli di fine 2015. Le unità in costruzione aumentano di 0,9% m/m. Le unità completate calano a 1016 mila da 1060 mila di gennaio, ma si mantengono ben al di sopra della media del 4° trimestre, puntando a una solida espansione degli investimenti residenziali nel 1° trimestre.
Focus Fed – Il FOMC procederà con cautela su un sentiero di rialzi ancora più graduali
La riunione del FOMC si è conclusa riaffermando la fiducia che i due obiettivi di massima occupazione e inflazione al 2% possano essere raggiunti con un sentiero appropriato di rialzi graduali dei tassi. L’informazione principale emersa dalla riunione è contenuta nel grafico a punti, che riduce i rialzi previsti nel 2016 (da 4 a 2), sposta verso il basso anche gli anni successivi e abbassa il livello del tasso neutrale a 3,25% da 3,5%. La decisione sui tassi di marzo ha avuto il voto contrario di George (Kansas City Fed), che avrebbe voluto alzare i tassi di 25pb.
Fonte: BondWorld.it
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