Flash: Il dato di inflazione tedesca più forte delle attese

Da seguire: Germania –  In febbraio le vendite al dettaglio sono calate di -0,4% m/m, dopo la flessione di -0,1% m/m ora indicata per gennaio (la prima stima era stata positiva, +0,7%). Nonostante la revisione…


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  • del dato di gennaio e la sorpresa negativa su quello di febbraio, la variazione tendenziale passa da -1,2% a/a a +5,4% a/a. Le indicazioni per i consumi tedeschi rimangono più che positive. La fiducia rimane su livelli elevati, il reddito disponibile reale cresce di circa il 2% grazie alla dinamica di occupazione, salari e prezzi al consumo bassi sulla scia del calo dei prezzi energetici.
  • Francia –  La spesa per consumi è attesa in aumento a febbraio di 0,3% m/m da 0,6% m/m precedente. Stando ai dati sulle immatricolazioni, le vendite di auto dovrebbero essere aumentate dopo il lieve calo di gennaio, mentre i consumi di energia sono attesi solo in lieve crescita nonostante il mese bisestile, in parte compensato dalle temperature nettamente più alte della media stagionale. La variazione annua migliorerebbe a 0,9% a/a da 0,6% a/a, lasciando i consumi in rotta per un aumento dell’1,1% t/t da -0,5% t/t di dicembre.
  • Area euro –  Il dato di inflazione tedesca più forte delle attese (vedi sotto), alza la nostra previsione per l’inflazione di marzo dell’Eurozona di due decimi, a 0,0%. La dinamica mensile dovrebbe essere sostenuta dai prezzi sottostanti e dal rimbalzo dell’energia, ma anche dalla dinamica dei prezzi interni. L’inflazione core è vista recuperare a 0,9% da 0,8% di febbraio. Comunque, la dinamica dei prezzi al consumo rimarrà vicino a zero fino a fine estate. In Francia, i prezzi al consumo sono attesi in aumento di 0,8% m/m a marzo sulla misura nazionale e di 0,9% m/m su quella armonizzata. L’inflazione passerebbe a -0,1% da -0,2% sull’indice nazionale (a zero da -0,1% su quello armonizzato). Stimiamo che marzo potrebbe essere il punto di minimo per il CPI francese. In Italia, i prezzi al consumo dovrebbero essere cresciuti di 0,1% m/m a marzo dopo il calo del mese precedente (2,2% m/m sull’armonizzato). L’inflazione dovrebbe rimanere in territorio negativo ma è attesa stabile sui livelli di febbraio a -0,3% sul NiC e a -0,2% secondo l’IAPC. In Spagna l’inflazione è attesa in recupero di un decimo a 0,7% a/a sulla misura nazionale e di due decimi sulla misura armonizzata a -0,8% per effetto del recupero dell’energia. Marzo dovrebbe segnare l’inizio di un trend di graduale recupero per l’inflazione area euro ma fino a fine estate il ritmo di aumento sarà molto lento e l’inflazione resterà vicina a zero o in territorio marginalmente negativo nei principali paesi.
  • Stati Uniti – Il Chicago PMI a marzo dovrebbe risalire sopra 50, passando a 50,5 da 47,6 di febbraio. L’indice è stato particolarmente volatile negli ultimi trimestri, e a marzo dovrebbe segnalare espansione dell’attività in linea con le altre indagini regionali del settore manifatturiero (Philly Fed, Empire).

Ieri sui mercati

  • I listini europei hanno registrano rialzi superiori al punto percentuale, nonostante il freno dei titoli bancari. Sempre positiva, per quanto con variazioni inferiori al punto percentuale, è stata anche la chiusura degli indici statunitensi.
  • Petrolio in flessione per il terzo giorno consecutivo, con fine giornata a $39,22 per il Brent Crude.
  • Assegnato l’intero ammontare di titoli di stato italiani in offerta (8 miliardi) con il nuovo BTP 5 anni e la riapertura del decennale entrambi collocati con tassi ai nuovi minimi storici. Il tasso sul nuovo BTP giugno 2021 è sceso al minimo assoluto di 0,34% e il rendimento sul vecchio decennale usato come benchmark all’1,24% (1,5% nell’asta precedente). Meno brillante il risultato dell’emissione tedesca, che ha visto collocare 3,2 miliardi di Bobl a 5 anni, con un tasso medio a -0,34% dal precedente -0,36% e con un rapporto di copertura in calo.
  • Dollaro debole sui mercati valutari, penalizzato dalle minori attese di rialzo dei tassi. Il dato ADP degli occupati negli USA sopra le attese ha solamente in parte ridimensionato la perdita della mattinata. L’euro ha toccato un massimo infragiornaliero di 1,1364.
  • Germania – I prezzi al consumo sono cresciuti di 0,8% m/m a marzo, due decimi al di sopra delle stime di consenso. L’inflazione è tornata in territorio positivo a 0,3%.
  • Area euro – L’indice di fiducia economica elaborato dalla Commissione Europea è calato a sorpresa a 103 da 103,8 in precedenza. Il dettaglio per settore mostra il morale stabile nell’industria a -4,2 (livello superiore alla media di lungo termine) ma in calo nei servizi a 9,6 da 10,8. Nel commercio al dettaglio, invece, la fiducia è rimbalzata a 0,1 da -1,6. Anche nelle costruzioni la fiducia peggiora a -20,8 da -17, tornando al di sotto della media di lungo termine. Nel 1° trimestre l’indice sintetico della Commissione ha un valore di 103,9, contro il 106,2 del 2015.T4,  suggerendo, quindi, una crescita più debole del PIL eurozona rispetto al +0,3% t/t di fine 2015.
  • Area euro – Coeuré (membro del comitato esecutivo BCE) ha dichiarato che la BCE non sta al momento considerando la possibilità di usare strumenti eterodossi quali l’accredito diretto sui conti correnti di famiglie e imprese. Tale misura, come anche quella ipotizzata di un maxi-prestito alla BEI, dovrebbe essere valutata in rapporto ai vincoli del mandato BCE.
  • Stati Uniti – La stima ADP degli occupati non agricoli privati a marzo è di 200 mila, dopo 205 mila di febbraio (rivisto da 214 mila). È un’indicazione positiva per l’employment report in uscita venerdì 1° aprile.

 

Fonte: BondWorld.it


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