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Flash: L’indice ISM non manifatturiero a marzo è atteso in rialzo

Da seguire: Area Euro: Germania. Gli ordini all’industria sono calati di -1,2% m/m in febbraio, dopo un aumento di +0,5% m/m a gennaio. Il dato dello scorso mese era stato inizialmente segnalato in calo di..


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  • -0,1%. Risultano in netto calo gli ordinativi di beni durevoli di consumo (-7,3% m/m dopo +3,8%) e di beni capitali (-2,1% dopo +1,9%), mentre sono saliti gli ordini di beni intermedi (+1,7% dopo -2,5%). La flessione riguarda la componente estera (-2,7%), mentre gli ordini domestici hanno parzialmente recuperato il calo di gennaio (+0,9% da -1,4%). Le indagini di fiducia IFO e PMI hanno segnalato un calo degli ordini dall’estero nei primi mesi del 2016.
  • Area euro. La seconda stima dovrebbe confermare il PMI composito in recupero a marzo da 53,0  a 53,7, grazie all’andamento dell’indice per i servizi in aumento da 53,3 a 54,0. Le stime preliminari hanno mostrato un recupero, in particolare in Francia, a 51,2. Il PMI composito suggerisce un graduale miglioramento dell’attività economica da marzo dopo il rallentamento tra fine 2015 e inizio 2016. Le indicazioni andranno confermate con le indagini di aprile dal momento che l’indice di fiducia economica elaborato dalla Commissione Europea ha inviato un messaggio meno positivo la scorsa settimana, in particolare nei servizi. La prima lettura del PMI servizi per l’Italia è attesa a 53,6 da 53,8.
  • Area euro. Le vendite al dettaglio dovrebbero essere circa invariate a febbraio dopo l’aumento di 0,4% m/m del mese di gennaio. I consumi sono calati in Germania ma sono cresciuti in Francia. La fiducia nel commercio al dettaglio rimane su livelli elevati ma il morale delle famiglie è peggiorato negli ultimi tre mesi. I fondamentali per i consumi privati nella zona euro rimangono ancora moderatamente positivi: la dinamica del reddito disponibile dovrebbe essere sostenuta dal recupero di potere d’acquisto associata al calo del prezzo del petrolio e dal lieve miglioramento del mercato del lavoro, ma l’elevata incertezza geopolitica potrebbe aver frenato le vendite tra febbraio e marzo dopo la forte crescita a ridosso della fine dello scorso anno. Le vendite di auto dovrebbero essere di nuovo aumentate a febbraio dopo il calo di gennaio. Nel complesso, il nostro indicatore sulla spesa per consumi nella zona euro indica una crescita di 0,4%t/t dopo il +0,2%t/t di fine 2015.

Stati Uniti

  • L’indice ISM non manifatturiero a marzo è atteso in rialzo a 54,5, dopo due mesi di quasi stabilità intorno a 53,4. Le prime indagini del settore dei servizi di marzo sono state positive: la Business Leaders Survey della NY Fed è salita a 12,6 da -11,1 di febbraio, con indicazioni positive da quasi tutte le componenti; anche il PMI Markit è risalito dopo una correzione modesta a febbraio. I servizi dovrebbero essere in moderata crescita nel 2016.

Ieri sui mercati

  • Le quotazioni petrolifere hanno esteso il calo dal picco del 18 marzo, chiudendo la giornata di ieri a $37,69 (Brent Crude future).
  • Chiusura in rialzo per l’EuroStoxx50, mentre hanno ceduto terreno sia i listini americani sia  (questa mattina) quelli asiatici.
  • Sui mercati valutari, l’euro è arretrato rispetto al picco di venerdì, ma la variazione è minima contro dollaro (1,1390). Continua il rialzo dello yen, scambiato questa mattina a 110,79 contro dollaro.
  • Praet, capo economista BCE, tra i membri del comitato esecutivo più interventisti ha detto che “la BCE continuerà ad intervenire con determinazione se necessario”.  Praet ha spiegato che le mosse BCE erano più che giustificate e al permanere delle attese di inflazione su livelli non coerenti con l’obiettivo della banca centrale e ha aggiunto che il disancoraggio delle aspettative rischia di minacciare la credibilità della BCE e di essere dannoso per l’economia. Le dichiarazioni confermano che il Consiglio manterrà una postura fortemente accomodante per il futuro prevedibile.
  • Sul mercato secondario dei titoli di stato si registra un significativo allargamento dei differenziali BTP-Bund, pari a 2pb sulla scadenza quinquennale e a 5pb su quelle più lunghe. Il BTP ha marginalmente allargato anche rispetto al Bono spagnolo, per quanto il differenziale decennale a suo favore rimanga elevato rispetto alla media di inizio 2016. Il movimento, associato a un calo dei tassi sul debito tedesco, potrebbe dipendere anche dalle tensioni sul debito greco.
  • Nella prima giornata di collocamento presso la clientela privata, gli ordini per il nuovo BTP Italia aprile 2024 hanno raggiunto i 2,3 miliardi di euro.
  • Area euro – Il tasso di disoccupazione è calato a 10,3% a febbraio da 10,4% del mese precedente.
  • Italia –  Il reddito lordo disponibile delle famiglie è diminuito di -0,6% t/t in termini nominali e di -0,7% t/t se corretto per il deflatore dei consumi nel 4° trimestre 2015. Tuttavia, la variazione tendenziale a fine anno resta ampiamente positiva (+1,1% nominale, +0,9% reale), così come la media annua (+0,9% il reddito lordo, +0,8% il potere d’acquisto): il 2015 è stato il primo anno di aumento del potere d’acquisto delle famiglie dopo 8 anni.
  • Italia –  I prezzi delle abitazioni sono diminuiti ancora nell’ultimo trimestre del 2015, tuttavia è proseguito il trend di progressiva riduzione dell’ampiezza della flessione. I prezzi delle abitazioni totali sono scese di -0,2% t/t e di -0,9% a/a (da -2,3% a/a del trimestre precedente).
  • Italia –  I dati trimestrali diffusi dall’Istat hanno confermato che nel 2015 l’indebitamento delle amministrazioni pubbliche è stato pari al 2,6% del PIL (dal 3% dell’anno precedente).
  • Stati Uniti –  Alla vigilia della pubblicazione dei verbali della riunione di marzo (in uscita mercoledì sera) proseguono le dichiarazioni da parte dei partecipanti (Evans, Rosengren, Kashkari, Mester), con  opinioni generalmente caute, ma in linea con un sentiero di rialzi meno piatto di quello scontato dai mercati.

Fonte: BondWorld.it


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