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Flash: Stati Uniti: Le opinioni riguardo alla tempistica del prossimo rialzo sono ampiamente diversificate

Da seguire: Area euro – I verbali della riunione BCE del 10 marzo potrebbero offrire indicazioni sul dibattito all’interno del consiglio direttivo alla riunione di marzo ed in particolare se insieme all’allargamento del programma di acquisto ai titoli corporate non finanziari e alle TLTRO II, sono state discusse misure più eterodosse...


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  • Spagna. La produzione industriale dovrebbe essere cresciuta di 0,4%m/m a febbraio dopo lo stallo dei due mesi precedenti, in linea con le indicazioni di recupero dall’indagine PMI a febbraio. Se confermato, il dato lascerebbe la produzione in rotta per un aumento di solo 0,2%t/t a marzo dopo +0,5%t/t a dicembre, coerente con una crescita meno vivace del PIL a inizio 2016.

Ieri sui mercati

  • Lo yen giapponese sta continuando a rafforzarsi sui mercati valutari. I cambi contro dollaro e contro euro sono scesi rispettivamente a 108,86 e 124,29 questa mattina, ritoccando ulteriormente al ribasso i livelli di ieri (109,78 e 125,13). Bisogna risalire al 2014 per trovare un cambio USD/JPY così basso. Da allora, la Federal Reserve ha iniziato ad aumentare i tassi ufficiali, mentre la Banca del Giappone ha portato i tassi ufficiali a livelli negativi e ha continuato ad attuare un aggressivo programma di acquisto di attività finanziarie.
  • Anche la sterlina è sotto pressione. Ieri ha toccato minimi infragiornalieri di 1,4004 USD, chiudendo però a 1,4120. Il cambio con l’euro ha chiuso a 0,8066. Due sondaggi pubblicati ieri (ICM, YouGov) hanno dato margini risicati, di circa un punto percentuale, a vantaggio della permanenza nell’UE; gli indecisi risultano ancora molti, 13-23% a seconda del sondaggio.
  • Un netto rimbalzo delle quotazioni petrolifere ha riportato i futures sul Brent sopra $40. Il movimento è stato attribuito a una varietà di fattori (dollaro debole, calo delle scorte americane di greggio, ripresa del PMI manifatturiero globale).
  • Chiusura al rialzo per gli indici azionari europei ed americani. Chiude in positivo anche il Nikkei, malgrado il freno rappresentato dall’apprezzamento dello yen.
  • I rendimenti dei titoli di stato europei sono rimasti stabili, registrando al più marginali incrementi sulle scadenze lunghe. Più significativo il rimbalzo dei tassi sugli UST, che ha superato i 4pb sulle scadenze lunghe. Il collocamento del BTP Italia presso gli investitori individuali si è chiuso con ordini totali di 4,23 miliardi di euro. Il Portogallo ha collocato 1,5 miliardi in titoli con scadenza 2022 e 2045, di cui il 70% acquistato da investitori esteri.
  • Stati Uniti – Il messaggio principale dei verbali della riunione del FOMC del 15-16 marzo è che la politica monetaria continuerà a essere gestita innanzi tutto con cautela, in linea con le indicazioni del discorso di Yellen di fine marzo. Lo scenario economico condiviso dal Comitato rimane positivo a livello domestico, anche se si sottolineano i persistenti freni delle esportazioni e del settore estrattivo, e i rischi verso il basso esercitati dagli sviluppi dell’economia e dei mercati globali. I verbali evidenziano che le opinioni riguardo alla tempistica del prossimo rialzo sono ampiamente diversificate.

Fonte: BondWorld.it


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