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Flash: Francia. La produzione industriale potrebbe calare di -1,0% m/m

Da seguire: Germania. In febbraio, esportazioni e importazioni sono salite rispettivamente di 1,3% e 0,4%, portando l’avanzo destagionalizzato della bilancia commerciale a 19,8 miliardi....


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   Francia. La produzione industriale potrebbe calare di -1,0% m/m a febbraio dopo il +1,4% m/m precedente. Nel mese, le indagini di fiducia nazionali hanno indicato una battuta d’arresto per il manifatturiero francese e anche l’indice PMI segnalava una contrazione della produzione. La produzione di energia dovrebbe anch’essa essere arretrata, stando al livello delle temperature mensili, al di sopra delle media stagionale di circa mezzo grado e di ben 2,4 gradi rispetto a febbraio 2015 (compensando così il giorno in più dovuto all’anno bisestile). La variazione annua dovrebbe quindi passare a 1,1% a/a da 2,1% a/a, lasciando l’output in rotta per un avanzamento di 0,3% t/t nel 1° trimestre dopo il -0,2% t/t del 2015.T4. Il manifatturiero francese sta comunque avanzando da inizio anno a un ritmo in linea con le nostre previsioni.

   Italia. Il governo dovrebbe esaminare questa sera il Documento di Economia e Finanza, da presentare al Parlamento entro il 10 aprile. La previsione sul PIL 2016 dovrebbe essere rivista al ribasso rispetto all’ambizioso 1,6% programmatico a 1,2-1,3% (la nostra stima è da circa un anno all’1,2%, ma a nostro avviso è soggetta a rischi verso il basso). Il deficit 2016 dovrebbe essere confermato a 2,4% (dal 2,6% del 2015), con un possibile “aggiustamento” dei conti sull’anno in corso per tenere conto dei rilievi da Bruxelles. Per il 2017, il governo potrebbe chiedere ulteriore flessibilità alla UE portando il deficit all’1,8% (da 1,1% nell’ultimo DEF). Le proiezioni dovrebbero anche confermare una prima lieve riduzione del rapporto debito/PIL nel 2016. Sarà importante verificare quale sia la riduzione del deficit strutturale che il governo propone per il 2017, e se oltre a ciò intende mantenere le promesse di piena copertura delle clausole di salvaguardia e di ulteriori tagli fiscali.

Ieri sui mercati

   Area euro – Constancio e Praet, negli interventi odierni, hanno riaffermato la determinazione del Consiglio “a fare tutto ciò che è necessario per assicurare il ritorno dell’inflazione verso l’obiettivo nel medio periodo”. Praet ha fornito delle stime riguardo agli effetti delle misure adottate fino a marzo dalla BCE. Constancio è tornato a sollecitare il completamento dell’unione bancaria, lamentando che si sia arenato il progetto di introdurre una garanzia europea sui depositi, e ha appoggiato l’iniziativa della Commissione Europea per la Capital Markets Union. Infine, ha dichiarato che nella revisione del trattamento regolatorio del rischio sovrano sarà adeguatamente considerata la funzione che i titoli di stato svolgono nella gestione della liquidità.

   Area euro -I verbali della riunione BCE di marzo indicano che i membri, votanti a marzo, erano generalmente concordi sul fatto che le prospettive per la dinamica dei prezzi al consumo fossero peggiorate rispetto a dicembre e che i rischi fossero ancora verso il basso e quindi valutavano opportuno un “intervento importante” di politica monetaria. Il livello di dissenso sul pacchetto e sulle singole misure è stato contenuto.

   Francia – Il saldo di bilancia commerciale peggiora inaspettatamente a febbraio a -5,17 mld da -3,91 mld contro attese di un saldo in lieve miglioramento a -3,7 mdl.

   Stati Uniti – I nuovi sussidi di disoccupazione nella settimana conclusa il 2 aprile calano a 267 mila da 276 mila della settimana precedente, confermando che il mercato del lavoro rimane solido.

   Stati Uniti – Bullard (St Louis Fed) ha detto che la debolezza del 1° trimestre non modifica lo scenario dell’economia americana. Bullard ha anche segnalato timore per la divergenza fra le aspettative di mercato sui tassi e le proiezioni del FOMC, indicando che una correzione repentina del mercato verso l’alto potrebbe essere rischiosa. Per Kaplan ci si sta avvicinando al momento appropriato per un altro rialzo. Yellen, in un intervento sulla politica monetaria, ha detto che la Fed ha quasi raggiunto l’obiettivo della piena occupazione; per quanto riguarda l’inflazione, il presidente della Fed ha detto che il 2% è un obiettivo, non un limite invalicabile.

Fonte: BondWorld.it


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