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Flash: Stati Uniti L’indice Empire della NY Fed ad aprile è atteso in rialzo

Da seguire: Cina. La crescita del PIL nel 1° trimestre 2016 rallenta a 6,7% a/a, da 6,8% a/a del 4° trimestre 2015, in linea con le aspettative di consenso……...


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Il rallentamento è più marcato nel settore dei servizi (7,6% a/a, da 8,2% a/a), e più contenuto nell’industria e nelle costruzioni (5,8% a/a da 6,1% a/a). Gli altri dati di attività relativi al mese di marzo sono più incoraggianti, con segnali di stabilizzazione e/o ripresa del ritmo di crescita. Per il periodo gennaio-marzo, la produzione industriale è in aumento di 5,8% a/a (da 5,4% a/a di febbraio), gli investimenti fissi accelerano a +10,7% a/a (da +10,2%), mentre le vendite al dettaglio sono poco variate a 10,3% a/a da 10,2% a/a.

Stati Uniti

   L’indice Empire della NY Fed ad aprile è atteso in rialzo a 5 da 0,62 di marzo. A marzo l’indagine ha segnato un ampio rimbalzo, dopo sette mesi consecutivi in territorio ampiamente negativo. L’ISM è oltre 50 da inizio anno e dà segnali positivi per il settore manifatturiero, grazie anche al costante deprezzamento del dollaro che prosegue da febbraio.

   La produzione industriale a marzo è prevista in calo di -0,3% m/m, con contributi negativi di estrattivo e utility. L’output nel manifatturiero dovrebbe essere invariato.

   La fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan ad aprile (prel.) è prevista in marginale aumento a 91,5 da 91 di marzo. Le aspettative di inflazione potrebbero aumentare modestamente almeno sull’orizzonte a 1 anno, da 2,7% di marzo.

Ieri sui mercati

Chiusure dei mercati azionari poco variate negli USA (S&P 500 invariato), e in moderato rialzo in Europa (Euro Stoxx +0,7%, Dax +0,7%, FTSE MIB +0,9%). La pubblicazione dei risultati societari domina i movimenti di questi giorni e prevale sui dati macro.

Il mercato obbligazionario USA registra una limatura di un paio di punti base sul 10 anni (1,79%), anche per via di un dato di CPI inferiore alle attese. Seduta negativa per i mercati obbligazionari europei, e in particolare per i periferici, in particolare sul segmento lungo ed extra-lungo, forse anche sulla scia della ripresa della discussione a livello europeo della possibilità di limitare l’esposizione delle banche ai titoli di Stato. A fine giornata il BTP a due anni torna a quotare intorno allo 0%, con un rialzo solo marginale, mentre il decennale si riporta in area 1,35% (+5pb).

Sui mercati valutari, modestissima correzione dello yen a 109,6. Kuroda ha detto che il recente apprezzamento dello yen è stato “eccessivo”, ma c’è stata una marginale correzione negli ultimi giorni (dal massimo recente intorno a 107). L’euro prosegue sul sentiero di correzione dai massimi oltre 1,14 di inizio settimana, scambiando in area 1,1260.

Area Euro

BCE Il Vicepresidente Constancio ha ribadito che la BCE farà tutto ciò che è necessario per riportare l’inflazione in linea con il target. Constancio ha ventilato una pausa ricordando che l’effetto delle misure annunciate a dicembre e marzo si materializzerà con l’usuale ritardo. Constancio ha anche indicato che l’effetto dei tassi negativi è positivo per la zona euro anche tenendo conto dell’effetto dei tassi negativi sui bilanci e profittabilità delle banche. Constancio ha però aggiunto che la BCE è ben consapevole che l’uso di tassi negativi non è illimitato. Constancio ha anche detto che “non vi è un legame inesorabile tra il livello del tasso sui depositi e tasso di cambio”.

La seconda stima mostra l’inflazione area euro a 0,0% a marzo da una precedente stima di -0,1%.Sul mese i prezzi al consumo sono cresciuti dell’1,2% m/m in parte per effetto di un recupero dell’indice energia dopo nove mesi di continui cali, ma anche per effetto di un aumento die prezzi sottostanti di 1,6% m/m. L’inflazione core è stata quindi confermata in aumento a +1,0% da 0,8%. Tuttavia, il rimbalzo della dinamica sottostante non necessariamente segna l’inizio di un trend di graduale recupero dell’inflazione dal momento che l’aumento di marzo è in larga misura spiegato dai prezzi dei pacchetti vacanza in Germania dovuto alla cadenza della Pasqua anticipatamente rispetto allo scorso anno.

Italia. A marzo, i prezzi al consumo secondo l’indice nazionale sono stati confermati in aumento di due decimi su base mensile (dopo essere calati di altrettanto il mese precedente), per un’inflazione annua a -0,2% da -0,3% precedente. L’indice armonizzato è stato invece rivisto al rialzo di un decimo sia per quanto riguarda la variazione mensile (a +2,1% m/m dopo il -0,4% m/m di febbraio) che quella tendenziale (a -0,2%, stabile rispetto al mese precedente).

Stati Uniti

Il CPI a marzo aumenta di 0,1% m/m; anche l’indice core è in rialzo di 0,1% m/m (consenso: +0,2% m/m) dopo due incrementi consecutivi di 0,3% m/m. Su base tendenziale, l’indice headline aumenta di 0,9% a/a, quello core di 2,2% a/a (da 2,3% a/a dei due mesi precedenti). La frenata dei prezzi core a marzo è in parte una correzione dopo due mesi di aumenti di 0,3% m/m. Il trend per ora rimane ancorato intorno a variazioni medie mensili di 0,2% m/m.

I nuovi sussidi di disoccupazione nella settimana conclusa il 9 aprile calano a 253 mila, (-13 mila) rispetto la settimana precedente, sui minimi dal 1973, dando ulteriori conferme del contino miglioramento del mercato del lavoro.

Lockhart (Atlanta Fed) ha detto che alla luce dei dati recenti pensa sia opportuno rimanere fermi questo mese e seguire un approccio cauto e paziente, per raccogliere maggiori informazioni dato che il PIL del 1° trimestre appare debole e c’è “ancora lavoro da fare sull’inflazione”.

Fonte: BondWorld.it


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