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Flash: Area euro. Le stime preliminari dovrebbero mostrare una modesta accelerazione del PIL

Da seguire: Area euro In Francia, il PIL è cresciuto di +0,5% t/t dopo il +0,3% t/t di fine 2015, facendo meglio delle previsioni……...


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La variazione annua rallenta comunque da 1,4% a 1,2% a/a. Il principale vettore di crescita è stata la domanda interna, e in particolare i consumi privati (+1,2%), ma anche gli investimenti fissi sono cresciuti (+0,9% t/t) per il terzo trimestre di fila. Le esportazioni nette invece hanno tolto lo 0,2%, così come il calo delle scorte. Nel corso del 2016 il PIL francese dovrebbe accelerare all’1,6-1,7% dall’1,4% del 2015.

   Germania. Le vendite al dettaglio a marzo sono calate di -1,1% m/m. Il dato di febbraio è stato rivisto al rialzo da -0,4% a 0,0% m/m.

   Francia. La spesa per consumi potrebbe avanzare di 0,4% m/m, in lieve rallentamento rispetto a febbraio (+0,6% m/m), lasciando i consumi a +1,8% t/t da -0,4% t/t del 4° trimestre 2015.

   Area euro. Le stime preliminari dovrebbero mostrare una modesta accelerazione del PIL nel 1° trimestre di quest’anno. Se le indagini di fiducia hanno segnalato un rallentamento del manifatturiero sulla scia della debolezza del commercio industriale, i dati di produzione manifatturiera sono coerenti con una crescita del PIL area euro di 0,4-0,5% t/t dopo il +0,3% t/t di fine 2015, su cui aveva pesato il rallentamento del commercio estero. Su base annua il PIL potrebbe rallentare marginalmente a 1,5% a/a da 1,6%. La Spagna è attesa mantenere il più alto tasso di crescita tra i principali paesi anche se su base congiunturale il PIL è atteso avanzare di 0,7% t/t dopo lo 0,8% t/t della seconda metà del 2015, la crescita dovrebbe essere ancora trainata dalla domanda interna e progressivamente più dalla spesa aziendale.

   Area euro. I dati più deboli delle attese da Spagna e Germania suggeriscono che l’inflazione potrebbe calare a -0,2% ad aprile anziché stabilizzarsi o salire a zero come da stime di consenso. Non escludiamo, quindi che l’inflazione core possa tornare indietro di un decimo a 0,9%.

   In Italia, i prezzi al consumo sono attesi in calo di un decimo sull’indice nazionale e in salita di altrettanto sull’armonizzato. L’inflazione annua si attesterebbe a -0,5% (da -0,2% di marzo), ovvero tornerebbe ai minimi storici toccati nel gennaio dell’anno scorso. Sull’andamento dei prezzi nel mese peserà il sensibile calo delle tariffe di luce e gas.

   In Francia i prezzi al consumo dovrebbero essere cresciuti dello 0,2% m/m da 0,7% sull’indice nazionale e da 0,8% m/m sull’armonizzato per effetto del rallentamento della componente core, in parte compensato dalla risalita dei prezzi dell’energia nel mese. L’inflazione è attesa portarsi a zero da -0,1% di marzo sulla misura nazionale e su quella armonizzata.

   Area euro. Il tasso di disoccupazione a marzo dovrebbe rimanere stabile al 10,3% sul livello di febbraio. Nel corso del 2016 il calo potrebbe proseguire al ritmo di uno/due decimi al trimestre, ma molto dipenderà dalla velocità della ripresa e dal grado di incertezza che circonda lo scenario internazionale. In Italia. Il tasso di disoccupazione è atteso stabile all’11,7% a marzo.

Stati Uniti

   La fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan ad aprile (finale) dovrebbe aumentare modestamente rispetto alla stima preliminare, salendo a 91.

   La spesa personale a marzo è prevista in aumento di un modesto +0,2% m/m, sulla scia di dati deboli dalle vendite al dettaglio, e in particolare dell’ampio calo nel comparto auto. La variazione positiva della spesa è in parte dovuta all’aumento del prezzo della benzina e in parte sostenuta dai servizi. Il reddito personale dovrebbe aumentare di 0,4% m/m, alla luce dei dati positivi del reddito da lavoro, con un solido contributo di ore lavorate, salari orari e numero di occupati. Il tasso di risparmio dovrebbe quindi aumentare ancora, portandosi al 5,6% da 5,4% di febbraio. Il deflatore core dei consumi è atteso in aumento di 0,1% m/m, come a febbraio, sulla base delle indicazioni viste con il CPI di marzo che ha registrato rallentamento nel comparto sanità e abbigliamento, dopo alcuni mesi di aumenti molto solidi. La variazione tendenziale del deflatore core dovrebbe rallentare marginalmente a 1,6% m/m dopo due mesi consecutivi a 1,7% a/a; nei prossimi mesi il tendenziale dovrebbe restare intorno a 1,6% a/a; l’inversione del trend di apprezzamento del dollaro e la ripresa del prezzo del petrolio dovrebbero contribuire a spingere gradualmente la dinamica dell’inflazione core da metà 2016 in poi.

Ieri sui mercati

   Nuovo passo avanti dello yen, che questa mattina ha toccato il picco infragiornaliero a 107,05 contro dollaro.

   Chiusura in netto ribasso sui mercati azionari statunitensi. Marginale la flessione dei listini europei, con il mercato italiano in controtendenza. Petrolio di nuovo in rialzo, a marcare il nuovo massimo dell’anno a $48,19 (Brent Crude future).

   Il dollaro è arretrato per il quarto giorno consecutivo anche rispetto all’euro (1,1388), che però rimane sotto i picchi del 12 aprile; anche la sterlina si è rafforzata.

   Si è conclusa, con una raccolta di 7,75 miliardi di euro (intero ammontare offerto) l’ultima giornata di aste italiane di fine mese, dedicata ai titoli a medio e lungo termine. I titoli hanno incontrato una buona domanda ma con rendimenti in rialzo; in particolare il BTP a 5 anni ha visto salire il tasso di 15pb allo 0,49% mentre il decennale è stato collocato all’1,51%, in crescita di 27pb. Sul mercato secondario, rendimenti in calo su tutti i mercati.

Area euro

   L’indagine di fiducia economica, pubblicata ieri dalla Commissione UE, ha mostrato un recupero ad aprile (103,9 da 103,5) superiore alle attese ma rimane comunque al di sotto del livello della seconda metà del 2015. In ogni caso l’indagine traccia un quadro moderatamente più positivo rispetto alle indagini nazionali. Stando alle indicazioni dall’indagine i servizi continuano a spingere la ripresa anche se nell’ultimo mese si è visto un miglioramento delle condizioni di domanda dall’estero e delle attese di produzione.

   Italia. Le retribuzioni contrattuali sono rimaste ferme a marzo (dopo essere cresciute di un decimo su base congiunturale a febbraio), per una variazione annua invariata allo 0,8% (appena sopra il minimo storico di 0,7% a/a toccato a gennaio).

   Italia. Le convenzioni notarili per trasferimenti immobiliari a titolo oneroso sono aumentate del 9,1% a/a nell’ultimo trimestre del 2015.

Stati Uniti

   I nuovi sussidi di disoccupazione nella settimana conclusa il 28 aprile aumentano a 257 mila dal livello straordinariamente basso (248 mila) della settimana precedente, mantenendosi comunque sui minimi degli ultimi 40 anni. I dati aggiungono indicazioni di prosecuzione del miglioramento del mercato del lavoro, nonostante la debolezza della crescita.

   La stima advance del PIL nel 1° trimestre mostra una crescita di 0,5% t/t ann. (2% a/a), dopo +1,4% t/t ann. I consumi crescono di 1,9% t/t ann. una performance debole dovuta alla contrazione dei beni durevoli, probabilmente transitoria. Gli investimenti residenziali accelerano ampiamente e segnano una variazione di 14,8% t/t ann. Gli investimenti fissi non residenziali sono il vero neo del rapporto: il calo, -5,9% t/t ann., è il secondo consecutivo. Il canale estero dà un contributo di -0,3 pp, con una contrazione delle esportazioni (-2,6% t/t ann.) e un aumento marginale dell’import (+0,2% t/a ann.). Sul fronte dei prezzi, è da notare l’accelerazione del deflatore core dei consumi, in aumento di 2,1% t/t ann., sui massimi da inizio 2012.

Fonte: BondWorld.it


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