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Flash: Lo yen continua ad avanzare contro dollaro

Da seguire: Cina – Il PMI manifatturiero ufficiale è arretrato marginalmente da 50,2 a 50,1, consolidando la ripresa del mese di marzo. Anche il PMI non manifatturiero ufficiale è calato, in questo caso da 53,8 a 53,5, livello in linea con la media dell’ultimo anno....


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  • Giappone – Il PMI manifatturiero di aprile è poco variato a 48,2, da 48 di marzo. L’indagine dà un chiaro segnale di debolezza con un ulteriore calo delle componenti ordini (nuovi ordini a 45 da 48, ordini dall’estero a 45,3 da 46,2) e produzione (47,8 da 49,8). L’unica indicazione positiva viene dall’occupazione, in modesto aumento a 51,7 da 50,8. Il quadro del manifatturiero peggiorerà ancora, sulla scia dell’ulteriore apprezzamento del cambio dopo il nulla di fatto della BoJ ad aprile: lo yen  si è portato sotto 107 dalla fine della settimana scorsa.

Area Euro

  • Area euro. La seconda lettura del PMI manifatturiero di aprile per l’Eurozona dovrebbe confermare la stima preliminare a 51,5, circa stabile sul livello di marzo (51,6). Il PMI tedesco dovrebbe altresì essere confermato in recupero a 51,9 della stima preliminare da 50,7, mentre l’indice francese potrebbe vedere una marginale correzione al rialzo da 48,3 del preliminare. La prima lettura del PMI manifatturiero italiano è attesa in crescita a 53,7 da 53,5 di marzo.

Stati Uniti

  • L’ISM manifatturiero ad aprile è previsto in calo a 51,4 da 51,8 di marzo. Le indagini regionali sono state miste, con il Philly Fed in calo a -1,6 e l’Empire in ampio aumento a 9,6. Le indicazioni del Beige Book erano positive e segnalavano aspettative di espansione anche nel manifatturiero, ma il PMI Markit (prel.) ha segnato una correzione a 50,8 da 51,5 di marzo. L’ISM di marzo mostrava uno spaccato generalmente buono, con ordini, ordini all’export, consegne e ordini inevasi in miglioramento. Difficilmente ci sarà una significativa accelerazione, ma è probabile che prosegua un moderato aumento di attività.
  • La spesa in costruzioni a marzo è attesa in aumento di 0,6% m/m, dopo il calo di -0,5% m/m di febbraio. Dall’employment report sappiamo che la crescita degli occupati a marzo è stata positiva per il 3° mese consecutivo, e in accelerazione. I dati dei nuovi cantieri segnalano possibile rallentamento nel comparto residenziale, ma la spesa non residenziale privata e pubblica dovrebbe essere solida dopo una recente correzione a febbraio.

I market mover della settimana

Nell’area euro, sono pochi i dati in uscita: la seconda lettura dei PMI di aprile per l’Eurozona dovrebbe confermare le stime preliminari per composito (53,0), manifatturiero (51,5) e servizi (53,2). Le vendite al dettaglio invece sono attese in calo di -0,3% m/m a marzo dopo la stagnazione di febbraio. Infine, i prezzi alla produzione a marzo dovrebbero risalire sulla scia del recupero del prezzo dell’energia.

La settimana ha molti importanti dati in uscita negli Stati Uniti. Le informazioni principali usciranno con l’employment report di aprile, che dovrebbe mostrare crescita solida degli occupati (>200 mila), correzione del tasso di disoccupazione a 4,9% e aumento rapido dei salari orari (+0,3% m/m). Sempre per aprile, gli indici ISM dovrebbero confermare espansione moderata, ma diffusa, dell’attività; le vendite di auto dovrebbero rimbalzare, segnalando riaccelerazione dei consumi. La spesa in costruzioni a marzo dovrebbe recuperare dopo la correzione di febbraio.

Venerdì sui mercati

  • Lo yen continua ad avanzare contro dollaro: oggi ha segnato il picco a 106,14 contro dollaro, correggendo poi verso 106,5; su base settimanale, il guadagno è nell’ordine del 4%. Anche l’euro continua la sua ascesa contro dollaro: venerdì aveva chiuso a 1,1454 USD, e questa mattina ha ritoccato i massimi infragiornalieri a 1,1480. Il cedimento del dollaro è ad ampio raggio, interessando anche le divise dei paesi emergenti: il real ha guadagnato circa il 4% nell’ultima settimana, e il rublo il 2,2%.
  • Secondo IIF, in aprile gli investitori esteri hanno riversato circa $26 miliardi di dollari sotto forma di flussi di portafoglio, dato positivo che segue l’afflusso record di marzo ($37 miliardi sempre secondo la stima IIF). Gli investimenti hanno interessato per la gran parte il comparto obbligazionario. Sia l’America Latina, sia l’Asia hanno beneficiato del migliorato clima di fiducia.
  • La debolezza del dollaro riflette anche il calo (-6/7pb) dei tassi di interesse su tutta la curva, a fronte di un prevalente movimento di rialzo dei tassi europei a medio e lungo termine. A sua volta, ciò risente delle sorprese negative offerte dal flusso dei dati economici negli Stati Uniti.
  • Il petrolio ha guadagnato circa il 4,6% la scorsa settimana, ma oggi il future sul Brent Crude cede l’1,2% a $46,79. La settimana passata, invece, è stata nel complesso negativa per i mercati azionari, soprattutto in Europa e Giappone.

Area euro

La stima flash indica che l’inflazione ad aprile è scesa da zero a -0,2%. La stagionalità sfavorevole, dovuta anche all’effetto della Pasqua sui pacchetti vacanza, ha portato la componente core a rallentare anch’essa di due decimi a 0,8% da 1,0%. La variazione tendenziale del CPI rimarrà in territorio negativo fino alla fine dell’estate.

La disoccupazione è calata a 10,2% da 10,4% a marzo contro attese che la davano stabile, toccando i minimi di agosto 2011: complessivamente i senza lavoro sono ora 16,4 milioni. La distribuzione dei senza lavoro continua però a essere disomogenea, con livelli molto bassi in Germania (4,2%) e Austria (5,6%), mentre in Grecia (24,4%), Spagna (20,4%), Portogallo (12,1%) e Italia (11,4%) il livello continua a essere superiore alla media eurozona.

Francia. La spesa per consumi è cresciuta di 0,2% m/m a marzo da 0,5% m/m (rivisto al ribasso di un decimo). La variazione annua migliora quindi oltre le attese a 2,7% da 1,6% (rivisto al ribasso di due decimi). Nel primo trimestre i consumi sono aumentati dell’1,7% t/t da -0,5% t/t in linea con le nostre stime e segnando uno dei migliori trimestri in oltre un decennio, dando un forte contributo alla formazione del PIL (+0,5% t/t da +0,3% t/t) in particolare grazie all’accelerazione delle vendite di automobili e alle spese per la casa, ma in generale tutte le voci hanno visto un miglioramento rispetto ai cali di fine anno. I consumi rimarranno un forte vettore di crescita per tutto il 2016 anche se sarà probabile vedere un rallentamento nel T2.

Italia. Il tasso di disoccupazione è sceso a sorpresa all’11,4% a marzo, dall’11,6% dei tre mesi precedenti (il dato di febbraio è stato rivisto al ribasso di un decimo). Si tratta di un minimo dal novembre del 2012. Il tasso di disoccupazione nella fascia d’età 15-24 anni è diminuito in misura consistente, a 36,7% dal 38,2% di febbraio. Si tratta di un minimo da quasi tre anni e mezzo. Si nota sia un aumento degli occupati (+14 mila unità) che un calo degli inattivi (-13 mila). Dopo il dato di marzo abbiamo rivediamo marginalmente al ribasso la nostra stima sul tasso dei senza-lavoro quest’anno, all’11,2% dall’11,4% precedente (dopo l’11,9% del 2015). Vediamo una disoccupazione sotto l’11% (al 10,8%) solo nel 2017.

Italia. Ad aprile, i prezzi al consumo sono rimasti stabili secondo l’indice nazionale e sono aumentati di tre decimi in base all’armonizzato Ue. L’inflazione annua è scesa in territorio ancor più negativo, a -0,4% sul NIC e a -0,3% sull’armonizzato (da -0,2% di marzo su entrambi gli indici). Si tratta di un minimo da gennaio dell’anno scorso. I dati sono risultati decisamente inferiori al consenso, che si aspettava un’inflazione annua stabile sul NIC e in salita sull’armonizzato (mentre la nostra previsione era per una flessione di entrambi gli indici). L’inflazione “di fondo” (al netto di energetici e alimentari) è scesa a 0,5% da 0,6% a/a (+0,2% m/m), quella al netto della sola energia a 0,3% da 0,4% a/a (+0,2% m/m). Il dato è coerente con il nostro scenario di inflazione, che vede un CPI ancora in territorio lievemente negativo per tutti i mesi centrali dell’anno e poi una risalita solo negli ultimi mesi del 2016. La nostra previsione è per una media annua pari a 0,1% quest’anno e a 1,3% il prossimo. C’è anche il rischio che l’inflazione core tocchi ulteriori minimi nei prossimi mesi.

Stati Uniti

La spesa personale a marzo aumenta di  0,1 % m/m, dopo 0,2% m/m di febbraio (rivisto da 0,1% m/m). La spesa reale è invariata, dopo +0,3% m/m di febbraio. Il rallentamento dei consumi nel 1° trimestre è spinto dalla correzione dei beni durevoli (per via del calo nel comparto auto); ad aprile dovrebbe esserci un ampio rimbalzo, sulla base delle informazioni dei concessionari. Il reddito personale è in rialzo di 0,4% m/m; il dato di febbraio è rivisto verso il basso a 0,1% m/m da 0,2% m/m. Fra le componenti del reddito, spicca l’incremento delle retribuzioni da lavoro (+0,4% m/m); il reddito disponibile reale aumenta di 0,3% m/m e il tasso risparmio, a 5,4%, tocca  il massimo da febbraio 2015. I deflatori dei consumi (sia totale sia core) aumentano di 0,1% m/m; l’indice core di febbraio è rivisto verso l’alto e registra ora una variazione di 0,2% m/m da 0,1% m/m; su base tendenziale la variazione è di 1,6% a/a. Il continuo aumento del risparmio e del reddito disponibile, insieme all’ininterrotto miglioramento del mercato del lavoro, fanno prevedere riaccelerazione dei consumi nel 2° trimestre.

L’Employment Cost Index nel 1° trimestre aumenta di 0,6% t/t ann., dopo +0,5% t/t del 4° trimestre 2015.

La fiducia dei consumatori ad aprile (finale) scende a 89 da 89,7 della stima preliminare. Le condizioni correnti aumentano a 106,7 da 105,4, mentre le aspettative correggono a 77,6 da 79,6. Le aspettative di inflazione a 1 anno sono in rialzo di 1 decimo a 2,8%, quelle a 5-10 anni sono stabili a 2,5%. I dati non modificano il quadro per i consumi, che dovrebbero continuare ad espandersi grazie allo scenario favorevole del mercato del lavoro.

Il Chicago PMI ad aprile corregge a 50,4 da 53,6 di marzo. L’indagine mostra un miglioramento per la componente produzione, ma correzioni per ordini, ordini inevasi e occupazione. Il settore manifatturiero rimane in modesta espansione. 

Inizia oggi il torrente di interventi dalla Fed dopo la riunione del FOMC di fine aprile; la prossima settimana sono in programma dieci discorsi, con cui si darà maggiore corpo al messaggio del comunicato. Kaplan (Dallas Fed) ha detto che gli obiettivi su occupazione e inflazione si stanno avvicinando: le risorse inutilizzate sul mercato del lavoro stanno diminuendo e c’è motivo per essere fiduciosi che l’inflazione aumenti verso il 2%. Kaplan, se i  dati del 2° trimestre saranno in ripresa, sarà a favore di un altro rialzo.

Fonte: BondWorld.it


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