I mercati azionari aprono oggi con una prosecuzione della generalizzata debolezza vista la scorsa settimana…..
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Monte dei Paschi di Siena
Il Nikkei segna una perdita oltre il 3%, dopo la chiusura del mercato giapponese venerdì. I mercati europei segnano al momento lievi perdite, ad eccezione del FTSEMIB, che registra un calo superiore all’1%, determinato da un nuovo round di ribassi sul settore bancario. Nonostante una settimana di debolezza, il mese di aprile si chiude con performance positive per quasi tutte le asset class ad eccezione dei titoli obbligazionari governativi dell’area euro. La classifica è guidata dal complesso delle commodities (con petrolio, argento, mais in doppia cifra), da alcuni indici di mercati azionari emergenti (Brasile) e dall’indice delle banche europee.
Il 28 di aprile il bull market dello S&P500 è diventato il secondo più lungo della storia, dopo quello quasi decennale iniziato nell’ottobre 1990 e finito nel marzo 2000. L’attuale fase è iniziata il 9 marzo 2009 quando lo S&P500 ha segnato un minimo a 676; da allora l’indice è salito del 209%, o un rispettabilissimo 17% annualizzato. Visto da questa angolazione, la performance della settimana passata (-1,3%), condizionata dalla caduta di Apple (-10%) a seguito del rilascio di brutti numeri trimestrali, costituisce solo un vago rumore di fondo.
Sempre in tema di celebrazioni, il 20 di aprile di un anno fa il rendimento decennale del bund ha toccato il suo minimo storico (0,075%), prima di imbarcarsi in una drastica risalita che lo portò a raggiungere livelli prossimi all’1% nel giro di sole sei settimane. Poco più di una curiosità statistica, ma quest’anno il rendimento ha toccato un minimo il 7 aprile (0,089%) e da lì è salito di circa 20 punti base, con una traiettoria notevolmente più dolce, come mostra il grafico a lato.
La settimana è stata ricca di notizie sul fronte crescita/inflazione. In chiusura di settimana Eurostat ha rilasciato per la prima volta la stima flash del Pil dell’area euro che verrà da ora in poi diffusa a nemmeno un mese dalla chiusura del trimestre. Eurostat ha reso noto che la crescita nel primo trimestre è stata pari allo 0,6% rispetto al 2015 Q4; le aspettative erano per un incremento dello 0,4%. Solo due paesi hanno pubblicato i loro numeri: in Francia e Spagna la crescita è stata rispettivamente dello 0,5% e dello 0,8%. Germania e Italia rilasceranno i loro numeri il 13 maggio e sulla base del fatto che le due economie hanno un peso combinato del 45% sul Pil dell’area (ed escludendo andamenti radicalmente difformi tra i due paesi), vi è da attendersi numeri abbastanza robusti per entrambi i paesi.
Queste buone notizie sul fronte della crescita sono sicuramente benvenute dalla BCE dal momento che bilanciano gli sviluppi negativi sul fronte dell’inflazione. Ad aprile Italia, Germania e Spagna hanno registrato numeri inferiori alle aspettative, con variazioni rispetto ad un anno fa pari a 0.3%, -0.1% e -1.2% rispettivamente. In Francia la variazione è stata pari al -0.1%, in linea con le attese. Il risultato è stato una stima flash per l’inflazione dell’area euro dello -0.2% rispetto all’aprile 2015. I quattro grandi paesi dell’eurozona registrano inflazione negativa nonostante il balzo del 50% del prezzo del petrolio dai minimi di febbraio.
In chiusura di settimana è arrivata la decisione di DBRS di mantenere un rating Investment Grade sul Portogallo. La decisione dell’agenzia di rating canadese era attesa a motivo del fatto che DBRS è l’unica agenzia che mantiene un rating Investment Grade sul paese, permettendo ai titoli portoghesi di essere oggetto di acquisto da parte della BCE. Ad esclusione di Cipro e Grecia, il decennale portoghese è quello che mostra il rendimento più elevato dell’area euro (circa 3,15%) e sinora nell’anno l’indice dei bond portoghesi è il peggior performer nell’area euro (circa -2,3%).
Il meeting del FOMC della Federal Reserve ha lasciato molto bassa, attorno al 12%, la probabilità che il mercato associa ad un rialzo dei tassi nel meeting del 15 giugno. I cambiamenti semantici rispetto al meeting di marzo suggeriscono che le preoccupazioni per il quadro globale non sono completamente scomparse, ma che la situazione è certamente migliore rispetto ai primi mesi dell’anno. Dopo il meeting del FOMC è stato rilasciata la prima stima del Pil del primo trimestre, che è stata pari allo 0,5% (la modalità in cui viene rilasciato il dato USA sul Pil è la variazione trimestrale annualizzata) contro aspettative di un incremento dello 0,7%. In sostanza la media della crescita del Q4 2015-Q1 2016 è stata attorno all’1%, nettamente inferiore al 3% registrato nei due trimestri precedenti. La debolezza dell’economia USA nel primo trimestre dell’anno rimane il tema ricorrente degli ultimi anni; nel 2014-2015 la crescita media nel Q1 è stata del -0,2% contro un 3% medio degli altri tre trimestri. Indipendentemente dal fatto che questo sia dovuto a qualche difetto del processo di aggiustamento stagionale o a qualche nuova caratteristica intrinseca dell’economia, il FOMC sembra orientato a guardare oltre la debolezza del primo trimestre, attendendosi un rimbalzo della crescita che gli permetta di attendere il momento opportuno per ritoccare i tassi al rialzo.
La settimana appena iniziata non vede dati economici rilevanti nell’area euro meeting di politica monetaria. Negli USA l’indice ISM di aprile, in uscita oggi, fornirà qualche indicazione su come è iniziato il Q2 e su cosa ci possiamo aspettare dopo il debole Q1; il focus della settimana sono i dati sul mercato del lavoro, in uscita venerdì. Un qualche interesse presenta la situazione politica in Spagna, con il lento ed apparentemente inesorabile cammino verso nuove elezioni politiche il 26 giugno (non è affatto chiaro che queste servano a restituire una maggioranza di governo), e gli sviluppi sul fronte Grecia-FMI-UE, dove pare si configuri un accordo sulla prima revisione del programma di aiuti del luglio 2015, con conseguente rilascio di una tranche di aiuti essenziali per evitare un default a luglio, quando scadono delle obbligazioni detenute dalla BCE.
Fonte: BONDWorld.it
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