Da seguire: Cina – Il PMI Caixin in aprile segna un lieve calo a 51,8 da 52,2, ma si segnala un deciso rimbalzo della componente occupazionale, a 50,9 da 48,9 precedente….
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L’indice composito cala in misura maggiore, a 50,8 da 51,3 precedente.
Ieri sui mercati
Nuovo calo dei listini azionari europei ieri, con lo spread BTP-Bund ai massimi da oltre due mesi a 131 punti-base, sul nuovo aumento dell’avversione al rischio degli investitori legato tra l’altro ai timori legati al settore bancario.
Sui mercati valutari, il dollaro, pur rimanendo in termini di cambio effettivo ai minimi da inizio 2015, fa segnare un lieve recupero a 1,1487 contro euro, 107,1 sullo yen e 1,4518 sulla sterlina. Per quel che riguarda lo yen, Abe ha ribadito che Tokyo guarda con attenzione alle oscillazioni sul mercato dei cambi, pronta a intervenire qualora fosse necessario.
Il greggio è tornato stamane in prossimità dei massimi di ieri a 44,7 sul WTI e 45,4 sul Brent: il movimento è guidato sia dall’incendio divampato nella regione canadese di Alberta, sia dalla recrudescenza degli scontri in Libia; non è bastato il nuovo record toccato dalle scorte USA secondo i dati settimanali Eia.
Ieri dopo la chiusura del mercato il Tesoro ha annunciato per domani una nuova operazione di concambio: verranno offerti fino a 2 mld di BTP agosto 2034 in cambio di tre BTP, un BTPEu e un CCTEu (sulle scadenze 2017 e 2018).
Area euro
La seconda stima per aprile conferma il PMI composito euro zona a 53,0 pressoché invariato rispetto ai due mesi precedenti ma di circa un punto al di sotto del livello di ottobre-gennaio. L’indice per i servizi è stato rivisto al ribasso di un decimo a 54,5 e compensa quindi la revisione verso l’alto per il PMI manifatturiero (pubblicato lunedì). Il PMI composito negli ultimi due mesi suggerisce un rallentamento della crescita del PIL euro zona dopo la forte spinta di inizio anno che potrebbe essere stata influenzata da effetti stagionali (inverno eccezionalmente mite) e dalla volatilità della produzione industriale.
Le vendite al dettaglio suggeriscono un rallentamento dei consumi a inizio primavera (-0,5%m/m): il dato segna un’uscita piuttosto debole dal 1° trimestre e condiziona negativamente la dinamica dei mesi primaverili. Le indicazioni dalle indagini di fiducia e dinamica del reddito da lavoro rimangono, però, positive al di là della volatilità trimestrale.
Stati Uniti
Il deficit della bilancia commerciale a marzo si reduce a -40,4 mld di dollari da -47 mld di febbraio, per via di un ampio calo delle importazioni (-3,6% m/m), che più che compensa la contrazione dell’export (-0,9% m/m). E’ possibile che ci sia un problema di destagionalizzazione dei flussi legato alla data del capodanno cinese, dato che le importazioni di beni di consumo a marzo sono crollate di -9,9% m/m, dopo un aumento di 7,4% m/m a febbraio; questa volatilità mensile si registra anche nei dati relativi al commercio con la Cina. In termini reali, il saldo si contrae a -57,4 mld, da -63,2 mld di febbraio, ma non modifica il modesto contributo negativo del canale estero già ipotizzato con la stima preliminare del PIL del 1° trimestre.
La stima ADP dei nuovi occupati non agricoli privati ad aprile è di “solo” 156 mila, dopo 194 mila di marzo. L’indagine mostra aumento di occupati diffuso a tutte le dimensioni di impresa. Per quanto riguarda i settori, si registra una contrazione di -11 mila nell’industria (manifatturiero e costruzioni) e un aumento di 166 mila nei servizi. Prevediamo che gli occupati nel manifatturiero siano in modesto calo ad aprile, ma riteniamo che il settore delle costruzioni dovrebbe più che compensare la debolezza attesa nel manifatturiero.
L’ISM non manifatturiero ad aprile sorprende verso l’alto, con un aumento a 55,7 (consenso: 54,8), sui massimi da dicembre 2015, da 45,5 di marzo. L’indagine mostra un indice di attività ancora molto elevato (a 58,8 da 59,8), aumento di nuovi ordini (a 59,5 da 56,7), occupazione (53 da 50,3) e prezzi (a 53,4 da 49,1). Gli ordini dall’estero correggono a 56,5 da 58,5, ma restano in territorio espansivo per il secondo mese consecutivo. Il direttore dell’indagine, Nieves, sottolinea che il settore continua a espandersi stabilmente e che una causa del rialzo dell’indice prezzi e l’aumento del costo del lavoro. I dati sono incoraggianti per la previsione di un rimbalzo della crescita del PIL nel 2° trimestre.
La produttività nel 1° trimestre cala di -1% t/t ann. (+0,6% a/a), dopo -1,7% t/t ann. del 4° trimestre 2015. Nel 1° trimestre l’output è in crescita di 0,4% t/t ann., a fronte di un aumento delle ore lavorate di 1,5% t/t ann.. Le retribuzioni orarie sono in crescita di 3% t/t ann., e le retribuzioni reali crescono di 3,4% t/t ann. Il costo del lavoro per unità di prodotto accelera con una variazione di 4,1% t/t ann. (2,3% a/a). Nei prossimi trimestri si dovrebbe vedere un’accelerazione della crescita e un rallentamento della dinamica occupazionale, con un probabile aumento della crescita della produttività.
Fonte: BondWorld.it
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