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Flash: Stati Uniti: Il tasso di disoccupazione dovrebbe essere in calo

Da seguire: Germania Gli ordini all’industria sono visti in aumento di 0,5% m/m a marzo dopo il calo di febbraio. Le indagini di fiducia hanno segnalato un modesto recupero di ordini e produzione negli ultimi due mesi. Tuttavia, la domanda dall’estero rivolta alla Germania rimane per ora debole…


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Oggi alle 15 si riunisce in seduta straordinaria l’Eurogruppo finanziario, per discutere “lo stato di avanzamento della prima revisione del programma di aggiustamento economico della Grecia”. Secondo l’agenda ufficiale, oltre all’informativa sulle misure richieste per il completamento della revisione, l’Eurogruppo “discuterà anche possibili misure di alleggerimento del debito, finalizzate ad assicurare che il fabbisogno finanziario della Grecia rimanga a livelli sostenibili”. Nello scenario più favorevole la riunione potrebbe concludersi con decisioni importanti, dato che la presidenza segnala che c’è “l’idea di raggiungere un accordo politico”, ma non è per nulla scontato che ciò accada; anche in caso affermativo, potrebbe trattarsi di una decisione condizionata, dato che il servizio del debito tornerà a proporre delle criticità soltanto dal 2023. Nel fine settimana, il parlamento greco ha approvato con 153 voti a favore un nuovo pacchetto di misure (riforma previdenziale e aumenti di imposte) che dovrebbe garantire risparmi per 5,4 miliardi. Riguardo al conseguimento di un avanzo primario del 3,5% nel 2018, il governo di Atene propone delle clausole di salvaguardia basate su tagli lineari, mentre il FMI richiede o una revisione dell’obiettivo associata a misure finanziarie sostitutive, o tagli più focalizzati.

I market mover della settimana

Nell’area euro, il focus sarà sulle stime di crescita del PIL in Germania (0,5% t/t dopo 0,3% t/t) e Italia (0,3% t/t dopo 0,1% t/t) e nei Paesi Bassi (0,6% t/t): La seconda stima sulla crescita del PIL Eurozona dovrebbe confermare la sorprendente espansione di 0,6% t/t (1,6% a/a) e farà luce sui contributi relativi di consumi e investimenti, mentre il canale estero dovrebbe aver fatto da freno. In pubblicazione anche i dati di produzione di marzo da Germania (-0,1% m/m), Italia (+0,2% m/m), Francia (+1,5% m/m). I dati nazionali dovrebbero essere coerenti con una crescita della produzione area euro di 0,2% m/m, ma un aumento dell’output nell’Eurozona (+0,2% m/m). Si riunisce anche l’Eurogruppo per discutere la prima revisione del programma di assistenza alla Grecia, in netto ritardo rispetto alle scadenze.

La settimana ha pochi dati in uscita negli Stati Uniti. Il focus sarà sulle vendite al dettaglio di aprile, che dovrebbero essere in solida ripresa, grazie a un rimbalzo nel comparto auto e al contributo positivo dei prezzi della benzina. I prezzi all’import e il PPI ad aprile dovrebbero essere in rialzo sulla scia del deprezzamento del dollaro e dell’aumento dei prezzi energetici. La fiducia dei consumatori a maggio dovrebbe registrare una modesta variazione positiva.

Ieri sui mercati

Rendimenti dei titoli di stato in moderato aumento sul mercato americano e in calo su quelli europei. Lieve chiusura dei differenziali sovrani, che però risultano significativamente più larghi rispetto a una settimana prima (+11pb per il BTP-Bund decennale).

Gli indici azionari hanno chiuso in ribasso sui mercati europei, in rialzo su quelli americani.

Il dollaro ha chiuso la giornata pressoché invariato come cambio effettivo; il cambio con l’euro  (1,1402) ha consolidato l’arretramento dei tre giorni precedenti; marginale cedimento contro yen a 107,10, già recuperato oggi. Debole la sterlina, che ha inanellato 4 giornate consecutive di ribasso per chiudere la settimana a 1,4428 USD e 0,7907 contro euro.

In aprile le riserve valutarie della Cina sono salite per il secondo mese di fila (+7,1 mld di USD). Le esportazioni hanno registrato una flessione di -1,8% a/a, mentre le importazioni sono calate di -10,95 a/a; in entrambi i casi, i dati sui flussi commerciali sono stati peggiori delle previsioni.

Stati Uniti. L’employment report di aprile ha deluso le aspettative su due fronti: la dinamica occupazionale (+160mila) e la partecipazione (in calo da 63% a 62,8%). Tuttavia, il ritmo di crescita dell’occupazione è ancora solido (1,9% a/a), le ore lavorate sono salite da 34,4 a 34,5 e i salari orari sono aumentati di +0,3% m/m e 2,5% a/a. Comunque, anche le informazioni di venerdì vanno ad aumentare la probabilità che un eventuale rialzo estivo sia a luglio piuttosto che a giugno.

Fonte: BondWorld.it


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