Ieri il greggio ha esteso i guadagni a New York, perché il calo dell’eccesso di offerta è passato in primo piano dopo mesi di preoccupazioni per la saturazione del mercato…….
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Analisi di : Swissquote
Il parametro USA, il West Texas Intermediate, è salito fino a 49,35 USD al barile, mentre il riferimento internazionale, il Brent, ha testato la soglia a 49,26 USD. Prevediamo che i prezzi del petrolio continueranno a salire dopo mesi di investimenti praticamente inesistenti nel petrolio e nel gas. Ci vorrà del tempo per tornare alla normalità, pertanto il greggio dovrebbe continuare a rafforzarsi.
Sul forex, l’USD ha cancellato i guadagni di ieri e l’indice del dollaro, che misura la forza del biglietto verde contro un paniere di valute, ha ceduto lo 0,20%, attestandosi a 95,48 dopo aver toccato quota 95,78. Fra le valute G10, il dollaro australiano ha fatto registrare i guadagni maggiori contro l’USD, apprezzandosi dello 0,30% e tornando sopra la soglia a 0,72. Nelle ultime settimane, l’AUD ha sofferto per il rafforzamento dell’USD, sostenuto dalle crescenti aspettative su un rialzo del tasso della Fed, ma anche dal crollo dei prezzi del minerale di ferro. Infatti, i contratti future più liquidi sulla borsa delle materie prime di Dalian hanno ceduto più del 30% dalla fine di aprile, il prezzo è passato da circa 500 CNY a 342 CNY per tonnellata stamattina. Non si può escludere un ulteriore indebolimento del dollaro australiano, perché prevediamo che i prezzi del minerale di ferro continueranno a scendere; tuttavia, ci aspettiamo anche che il biglietto verde cambi direzione, non appena il mercato inizierà a escludere un rialzo del tasso a giugno, sviluppo che fornirebbe supporto all’AUD/USD.
Il dollaro neozelandese ha trovato richieste migliori dopo che il surplus commerciale del paese ha sorpreso in forte rialzo. Le esportazioni sono salite a 4,30 mld di NZD, superando i 4,08 mld di NZD previsti e il rilevamento del mese precedente, pari a 4,20 mld. Nello stesso periodo le importazioni sono salite a 4,01 mld di NZD, rispetto ai 3,98 mld di NZD previsti, dato invariato rispetto a marzo. Il surplus commerciale si è perciò attestato a 292 mln di NZD a fronte dei 25 mln previsti; il dato riferito al mese precedente è stato rivisto al rialzo, dai 117 mln della prima stima a 189 mln di NZD. La coppia NZD/USD ha guadagnato lo 0,18% a Tokyo, toccando quota 0,6764.
L’EUR/USD è rimasto sotto pressione, non riuscendo a invertire con convinzione il momentum negativo, sebbene il rally del dollaro stia perdendo slancio. La coppia di valute ha testato il supporto a 1,1144 (minimo 24 marzo), ma poi è riuscita a resistere sopra questo livello. Continuiamo a prevedere che la moneta unica invertirà il momentum, soprattutto contro l’USD. A maggior ragione dopo che, stamattina, i ministri delle Finanze dell’Eurozona e l’FMI hanno raggiunto un accordo sul debito greco. Ciò dovrebbe permettere ai mercati finanziari di trascorrere un’estate tranquilla, senza doversi preoccupare della Grecia. Ora il mercato si concentrerà sulla Brexit che, tuttavia, stando agli ultimi sondaggi, sembra quasi scongiurata.
Fonte: BONDWorld.it
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