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Eurozona: CPI Flash Estimate di settembre

Dalla stima preliminare del CPI armonizzato per settembre emerge una modesta accelerazione delle pressioni inflazionistiche in Eurozona a 1.8% yy da 1.6% yy di agosto. Si tratta del ventesimo mese consecutivo in cui la crescita tendenziale …


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Aletti Gestielle SGR – Laura Cavallaro -Ufficio Studi


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dei prezzi al consumo si assesta al di sotto del 2% yoy. Il risultato tendenziale implica una crescita della dinamica mensile dei prezzi al consumo dello 0.2% mom, pari a quella di agosto. Al dato di settembre hanno contributo il CPI armonizzato tedesco (-0.2% mom, 1.3% yoy) e il CPI armonizzato italiano (0.5% mom, 1.6% yoy). A questo si aggiungono lo 0.32% mom del CPI nazionale belga a giugno e il +2.0% yoy del CPI armonizzato spagnolo (dato preliminare di settembre, a cui corrisponde una variazione congiunturale di 0.0% secondo le nostre stime).

Eurostat non fornisce breakdown con la pubblicazione del flash-estimate, ma dall’analisi del dettaglio dei CPI dei Laender tedeschi diffusi in settimana emerge una forte riduzione dei prezzi degli hotel, dei ristoranti e dei pacchetti turistici imputabile alla fine della stagione delle vacanze estive, in parte compensata dall’aumento dei prezzi dei beni di vestiario dovuta all’introduzione della nuova collezione autunnale. Un andamento più variabile è stato invece registrato dalla componente food, in modesto rialzo in alcuni Laender e in modesto calo in altri.

Rimane l’idea di fondo che le pressioni inflazionistiche in Eurozona dovrebbero rimanere moderate nel medio periodo, in linea con una lenta ripresa economica.

E’ da ricordare che il flash estimate è calcolato sulla base delle informazioni disponibili al momento della sua diffusione relative all’inflazione dei vari Paesi di Eurozona e all’andamento del prezzo dell’oil. Il dato odierno del flash estimate, in buona accelerazione nonostante l’inflazione italiana al di sotto delle attese, potrebbe essere quindi spiegato con un dato di inflazione francese che dovrebbe essere più forte delle nostre attese (tenendo presente l’elevato peso del dato francese in quello di Eurozona, circa 21%). Questo dato sarà diffuso solamente il 13 ottobre e di conseguenza non è stato incorporato nella stima odierna di Eurostat.

E’ stato contemporaneamente diffuso il dato nazionale italiano, che ha registrato un calo congiunturale di -0.2% mom (da 0.2% mom di agosto) e una stabilizzazione delle pressioni inflazionistiche a livello tendenziale rispetto al mese precedente (1.6% yoy). L’indice armonizzato congiunturale ha visto invece una crescita dello 0.5% mom, dopo lo 0.2% mom di agosto. L’indice armonizzato tendenziale ha rallentato quindi a 1.6% yoy da 1.8% yoy di agosto. Dal breakdown del dato nazionale emerge come su base mensile sia stata registrata una forte crescita solamente dalla componente Education, imputabile principalmente al rincaro dei “back to school items” che mostrano sempre un aumento dei prezzi nel mese di settembre. Sono invece stati registrati dei forti cali nelle componenti Transportation (-1.7% mom), Communication (-1.3% mom) e Leisure & Culture (-1.0% mom). La riduzione dei prezzi del Transportation è imputabile al calo del prezzo della benzina nel mese (-0.8% mom in media a settembre) e a probabili sconti effettuati nelle tariffe ferroviarie. Il calo delle pressioni inflazionistiche della componente Leisure è invece legato alla riduzione dei pacchetti vacanze in atto da settembre dopo la fine della stagione delle vacanze estive.


Disclaimer: La source dei dati è Bloomberg e/o Datastream. Il presente documento è destinato esclusivamente al soggetto destinatario ed ha quale unico scopo quello di illustrare dati e/o pensieri ritenuti degni di nota. Pertanto tale documento ha finalità esclusivamente informative, e non può essere in alcun modo inteso o interpretato quale offerta, invito, consiglio, suggerimento o indicazione di investimento. In nessun caso il presente documento può essere diffuso al pubblico senza preventiva autorizzazione da parte della SGR. Inoltre, anche se la SGR intraprende ogni ragionevole sforzo per ottenere informazioni da fonti ritenute affidabili, non assicura in alcun modo che le informazioni, i dati, le notizie, o le opinioni contenute nel materiale siano esatte, affidabili o complete. Inoltre, la SGR non può essere ritenuta responsabile dell’utilizzo che ne viene fatto.

Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.


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