Da seguire: Area Euro Il saldo di bilancia commerciale, aggiustato per gli effetti stagionali, è atteso a 22 miliardi ad aprile da 22,3 del mese precedente…….
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Le esportazioni in valore dovrebbero aver recuperato dello 0,6% m/m dopo il calo del mese precedente, ma l’import potrebbe essere cresciuto più dell’export. Le indicazioni disponibili fino a maggio sono di crescita modesta dell’export. Il recente apprezzamento del tasso di cambio effettivo contribuirà a deprimere la dinamica nel trimestre primaverile.
Stati Uniti
Il PPI a maggio è previsto in aumento dello 0,3% m/m, dopo +0,2% m/m ad aprile. L’indice core dovrebbe crescere dello 0,2% m/m. I servizi dovrebbero registrare un incremento di 0,2% m/m, dopo diversi mesi deboli. I prezzi dei beni dovrebbero essere sostenuti dall’aumento dell’energia.
L’indice Empire della NY Fed a giugno è atteso in rialzo a -4 da -9 di maggio. L’indagine dovrebbe indicare che il settore rimane in marginale contrazione e correggere il segnale ampiamente negativo di maggio. Il Beige Book indica che le imprese riportano un calo dell’attività, ma restano ottimiste sull’orizzonte a 6 mesi, con aspettative di rialzo dell’attività, degli ordini e degli occupati.
La produzione industriale a maggio dovrebbe calare di -0,2% m/m, dopo + 0,7% m/m ad aprile, spinta verso il basso da utilities ed estrattivo. La produzione nel manifatturiero dovrebbe aumentare di 0,1% m/m: l’employment report ha registrato un calo di occupati ma un aumento di ore lavorate. L’estrattivo dovrebbe essere in contrazione, come indicato dalla correzione degli occupai nel settore.
La riunione del FOMC di giugno sarà importante in termini di comunicazione, e non in termini di livello dei tassi correnti. Dopo la delusione dell’employment report di maggio, è ampiamente probabile che i tassi restino fermi. La nostra previsione è che la comunicazione sia neutrale e lasci aperte tutte le opzioni future. È probabile che il comunicato e la conferenza stampa mantengano una valutazione generalmente positiva dell’economia, e citino i dati del mercato del lavoro di maggio come una delusione inattesa, e forse solo transitoria, che richiede comunque “stretta vigilanza”. Le proiezioni dovrebbero incorporare inflazione e crescita a fine 2016 un po’ più alte rispetto a quanto indicato a marzo. Le proiezioni dei tassi potrebbero invece vedere uno scivolamento verso il basso, non tale però da modificare la mediana attesa di due rialzi nel 2016. La guidance è sempre più labile, se si eccettua il messaggio che il sentiero dei tassi sarà graduale. La nostra valutazione è che il dato del mercato del lavoro di giugno sia il risultato in parte di volatilità mensile e in parte di un rallentamento fisiologico. Se questa interpretazione è corretta, il prossimo rialzo potrà venire a luglio o a settembre, a seconda dei dati e delle reazioni dei mercati al referendum inglese.
Ieri sui mercati
La GBP ha chiuso la giornata di ieri in ribasso a 1,4114, nei pressi dei minimi infragiornalieri, ma questa mattina registra un marginale rimbalzo. Il sondaggio telefonico ComRes ha dato un piccolo vantaggio al Remain (46% contro 45%), pur confermando che il Leave è ora molto più forte rispetto un mese fa. Netto calo anche per l’euro, che è sceso transitoriamente in area 1,11 USD per poi chiudere a 1,1206.
L’adattamento dei mercati al rischio UK ha portato a una nuova netta flessione degli indici azionari europei. Contenuto il calo degli indici americani, mentre il Nikkei questa mattina è risalito.
Ulteriore ribasso dei rendimenti sulla curva Bund, e ulteriore allargamento dei premi al rischio sul debito della periferia. Lo spread Btp-Bund è salito da un minimo di 7 a un massimo di 11pb in base alle scadenze e il movimento del debito spagnolo è stato analogo.
Area euro – In aprile, la produzione industriale è cresciuta di +1,1% m/m e 2,0% a/a dopo il calo di -0,7% registrato in marzo. Il comparto industriale dovrebbe contribuire positivamente alla crescita del PIL anche nel secondo trimestre, anche se in misura ridotta rispetto al primo: la crescita della produzione dovrebbe infatti rallentare da 1,0% t/t a 0,5% t/t.
Yves Mersch, membro del comitato esecutivo BCE, ha riconosciuto che serve maggiore stabilità sul fronte regolamentare, oltre a maggiore attenzione per i costi delle riforme in ambito regolatorio.
Italia – I prezzi al consumo sono stati confermati in crescita di +0,3% m/m a maggio, per un’inflazione annua a -0,3%.
Stati Uniti – Le vendite al dettaglio a maggio registrano una variazione di +0,5% m/m, al di sopra delle aspettative di consenso (0,3% m/m). Al netto delle auto la variazione è di 0,4% m/m.
Fonte: BondWorld.it
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