Germania – L’indice ZEW potrebbe segnare ancora un calo a giugno per effetto della crescente turbolenza sui mercati nelle settimane precedenti il referendum sull’uscita della Gran Bretagna, dall’Unione Europea…
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L’indice sulle attese è visto calare ulteriormente al di sotto della media di lungo termine a 0 da 6,4. L’indice sulla situazione corrente potrebbe essere rimasto invariato a 53,1. Anche l’indice ZEW sulle attese per la zona euro è previsto ancora in calo a 10 da 16,8.
Area euro – Questo pomeriggio si terrà l’usuale audizione di Draghi al Parlamento Europeo.
Stati Uniti – Yellen presenta il Monetary Policy Report nell’audizione alla Commissione bancaria del Senato. L’audizione segue a poca distanza la riunione del FOMC e il messaggio del presidente dovrebbe essere simile a quello della conferenza stampa del 15 giugno. I temi chiave saranno: 1) previsione di prosecuzione della ripresa, ma con caratteristiche diverse dai cicli precedenti (“nuova normalità”, con crescita e produttività basse, inflazione scarsamente reattiva); 2) incertezza sullo scenario di medio-lungo termine, che rende meno affidabile la stima del punto di arrivo dei tassi; 3) conseguente totale dipendenza dai dati, che porterà a una politica monetaria che segue l’evoluzione dello scenario, invece di cercare di anticiparla come avveniva in passato. In termini di sentiero dei tassi, Yellen dovrebbe ancora sottolineare che la previsione centrale è di rialzi graduali, scanditi dall’andamento dei dati, ma soggetti a grande incertezza sia nel breve sia nel medio-lungo termine.
Ieri sui mercati
Un nuovo sondaggio YouGov ha mostrato il ‘Leave’ avanti di due punti e un aumento degli indecisi (13%) di 4 punti rispetto a due giorni prima. Tuttavia, i mercati hanno continuato anche ieri a scommettere su una vittoria di ‘Remain’, forse confidando nella maggiore probabilità che i molti indecisi votino per lo status quo: la sterlina è balzata a 1,4694 USD e a 0,7695 contro euro. Netto calo dei rendimenti sui periferici europei e netto aumento sulla curva tedesca, con il risultato di una compressione dei differenziali che sulle scadenze lunghe è stata di oltre 10pb. Netto rialzo anche degli indici azionari, con l’EuroStoxx50 che ha chiuso a +3,3%. A questo punto il bilancio dei rischi torna a essere fortemente sbilanciato, con una reazione che si prospetta molto violenta in caso di vittoria del voto anti-UE.
Sui mercati statunitensi, la chiusura dei listini azionari è stata sì positiva, ma meno che in Europa; il rialzo dei rendimenti sulla curva è stato però relativamente ampio (da 4 a 7pb, con la massima variazione sulla scadenza decennale).
Nell’ottava del 17 giugno il portafoglio PSPP ha visto un incremento di 16,92 miliardi di euro ed è salito a 851,67 miliardi di euro. Gli acquisti di titoli covered sono stati pari a 1,22 miliardi di euro, che aumentano il portafoglio a 181,07 miliardi, gli acquisti settimanali di ABS al netto dei titoli scaduti sono stati pari a 267 milioni di euro, portando il totale dei titoli in portafoglio a 19,558 miliardi di euro mentre gli acquisti di titoli nell’ambito del CSPP sono stati circa pari a 1,90 miliardi con un aumento del portafoglio fino a 2,25.
Italia. La produzione nelle costruzioni è aumentata di 2,5% m/m ad aprile: è l’aumento più pronunciato dallo scorso novembre. Su base annua l’indice è in calo di -0,6% in termini grezzi, ma accelera a +3% se corretto per i giorni lavorativi (uno in meno rispetto ad aprile 2015). La media mobile a 3 mesi della variazione annua è ai massimi dal 2008. Il dato segnala che il settore potrebbe tornare a contribuire positivamente al PIL nel trimestre in corso.
Fonte: BondWorld.it
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