Da seguire: Area Euro: – Il tasso di disoccupazione per l’area euro è visto rimanere per il quinto mese consecutivo fermo al 10% ad agosto. Si tratta del massimo da 12 anni. La situazione sul mercato del lavoro è molto diversa per i …
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Paesi core (in particolare la Germania, dove il numero dei disoccupati continua a calare) e alcuni Paesi periferici, dove il tasso di disoccupazione, già su livelli assai elevati, potrebbe continuare a salire nei prossimi mesi. Ma per l’intera area euro ci aspettiamo una stabilizzazione e non un’ulteriore salita del tasso dei senza-lavoro, sulla base del miglioramento in atto del ciclo.
– Italia. Il tasso di disoccupazione mensile su base destagionalizzata è visto stabile all’8,4% ad agosto. Anche in Italia, sulla base della ripresa del ciclo, riteniamo che il tasso dei senza-lavoro possa stabilizzarsi e non peggiorare ulteriormente. La maggiore flessibilità del mercato del lavoro italiano rispetto al passato potrebbe ridurre il ritardo con cui i miglioramenti del ciclo si riflettono sull’occupazione.
Stati Uniti
– La spesa personale ad agosto dovrebbe aumentare di 0,4% m/m, alla luce dei dati soddisfacenti delle vendite al dettaglio e di un deflatore in aumento su base mensile di 0,2% m/m. Il reddito personale dovrebbe registrare un incremento di 0,3% m/m, con il proseguimento del reintegro dei sussidi di disoccupazione che erano stati bloccati fino a luglio e la crescita positiva di salari e occupati evidenziata dall’employment report.
– La spesa in costruzioni ad agosto è prevista in calo di 0,3% m/m, un calo relativamente contenuto dopo tre contrazioni consecutive più ampie. L’occupazione nel settore ad agosto è aumentata, coerente con una correzione contenuta dell’attività, in linea anche con i dati dei cantieri che segnalano stabilizzazione. Il calo dovrebbe essere dovuto alle costruzioni pubbliche e dell’edilizia residenziale.
– L’ISM del settore manifatturiero dovrebbe scendere a settembre a 54,4, dopo il sorprendente rialzo segnato ad agosto (a 56,3). La componente ordini dovrebbe stabilizzarsi sui livelli di agosto (53,1). A settembre, l’indice produzione e quello occupazione dovrebbero scendere da livelli eccessivamente sostenuti di agosto, alla luce dei dati effettivi di occupazione e di output. Le indicazioni delle indagini regionali sono state più negative dell’ISM ad agosto, pertanto difficilmente l’indice nazionale potrà riprodurre il miglioramento visto con il Philly Fed a settembre.
– La fiducia delle famiglie rilevata dall’Univ. of Michigan (finale) a settembre è vista risalire a 68 dalla rilevazione preliminare del mese (66,6), ma dovrebbe restare al di sotto del livello di agosto. Nei mesi recenti la seconda rilevazione dell’indagine ha generalmente dato luogo a revisioni verso l’alto dei dati preliminari. Da guardare le aspettative di inflazione che nell’indagine preliminare erano scese ampiamente sull’orizzonte a 1 anno.
– Le vendite di autoveicoli a settembre sono previste in aumento a 11,6 milioni di unità ann. da 11,5 milioni di agosto, sulla base di indicazioni dei concessionari di ripresa delle vendite nella seconda parte del mese dopo un inizio debole.
Ieri sui mercati
La piccola tempesta sul mercato monetario dell’Eurozona alzato i tassi di mercato monetario e fatto salire di 3-5pb i tassi impliciti nei futures. Netta chiusura degli spread sovrani nella zona euro dopo i chiarimenti sul costo dei salvataggi bancari in Irlanda: quello decennale fra Btp e Bund è calato di 8pb, ma sono calati anche i premi al rischio sui titoli greci, irlandesi, portoghesi e spagnoli. Rialzo dei rendimenti sui titoli tedeschi, più marcato sulle scadenze corte. L’euro rimane ben sostenuto: minimo a 1,3558, ma a fine giornata era marginalmente più forte che all’inizio, e oggi è intorno a 1,3650. Continua il graduale rientro dello yen sui livelli precedenti l’ondata di interventi da parte della banca centrale.
Area Euro
La bassa domanda di fondi alle aste BCE di mercoledì e giovedì ha causato un forte calo dell’eccesso di riserve, sceso sotto la soglia che rende i tassi a breve termine di nuovo sensibili alle condizioni di liquidità. L’Eonia è stato rilevato ieri a 0,878%, movimento che ha trascinato violentemente al rialzo anche la struttura dei tassi a termine. Anche se la tensione sull’Eonia si raffreddasse un po’, è probabile che nei prossimi giorni le rilevazioni dei tassi Euribor continuino a salire, dopo l’incremento già occorso negli ultimi due giorni. L’evento (che però potrebbe rivelarsi transitorio) rafforza la posizione di chi ritiene che la BCE potrebbe proseguire la normalizzazione delle sue procedure operative.
Sulla base della stima preliminare per il mese di settembre, l’inflazione area euro ha accelerato all’1,8% dall’1,6% a/a di agosto, in linea con le attese. Lo spaccato non è ancora disponibile, tuttavia parte dell’incremento su base annua dovrebbe essere dovuto ad una crescita dei prezzi di energia ed alimentari.
Italia. Sulla misura nazionale i prezzi al consumo sono calati di -0,2% m/m a settembre da +0,2% m/m di agosto e l’inflazione è rimasta stabile all’1,6% a/a. Sull’armonizzato i prezzi hanno accelerato a +0,5% m/m da un precedente +0,2% m/m mentre l’inflazione è calata a sorpresa a 1,6% da 1,8% a/a. Il CPI al netto delle componenti più volatili è sceso di -0,3% m/m da +0,2%m/m di agosto e l’inflazione core ha rallentato di un decimo all’1,4% a/a. Nel complesso, il dato sorprende verso il basso e segnala la scarsa presenza di pressioni inflazionistiche. Secondo il nostro scenario di previsione, l’inflazione è vista all’1,7% a fine anno sia sulla misura nazionale che su quella armonizzata.
Germania. Il tasso di disoccupazione è sceso a sorpresa al 7,5% a settembre dal 7,6% di luglio ed agosto. Si tratta di un minimo dal marzo 1992. Per il quindicesimo mese consecutivo il numero dei senza lavoro si è ridotto: i disoccupati sono calati di 40 mila unità dopo la discesa di -20 mila ad agosto. In prospettiva, il numero dei disoccupati in Germania potrebbe calare ancora come indicato anche dal recente miglioramento della componente occupazione secondo l’indagine PMI.
Il Governo del Portogallo ha proposto nuove misure correttive per garantire il conseguimento degli obiettivi di deficit 2010 e 2011, rispettivamente fissati a 7,3% e 4,6% del PIL. In Grecia il Governo ha lanciato un controverso condono tributario per rilanciare la crescita delle entrate.
Stati Uniti
La terza revisione del PIL del 2° trimestre ha portato diverse variazioni ai dati visti con la seconda stima. La crescita complessiva passa a 1,7% t/t, da 1,6% t/t annualizzato. I dati però non modificano lo scenario di crescita moderata, con consumi positivi se pure contenuti.
I nuovi sussidi di disoccupazione nella settimana conclusa il 25 settembre sono scesi a 453 mila da 469 mila della settimana precedente. I sussidi esistenti scendono di 83 mila a 4,457,000 nella settimana conclusa il 18 settembre. I sussidi estesi con le procedure di emergenza scendono di 292 mila unità nella settimana conclusa il’11 settembre.
Il Chicago PMI a settembre è salito a 60,4 da 56,7 di agosto, contro attese di consenso per un calo. I dati indicano più una stabilizzazione dell’indice sui livelli medi da inizio anno, che l’instaurarsi di un trend verso il basso definito dai picchi della primavera. Nonostante il miglioramento dell’indice complessivo, lo spaccato dell’indagine dà segnali misti, ma non compatibili con una possibile ricaduta recessiva.
I discorsi dalla Fed degli ultimi giorni hanno confermato la divergenza di opinioni sull’ulteriore stimolo quantitativo. Secondo Bernanke l’economia si sta muovendo nella direzione giusta, ma resta un atteggiamento di cautela che frena la crescita. Con riferimento alla politica monetaria, Bernanke ha detto che la Fed deve garantire la stabilità dei prezzi e deve fare la sua parte per contribuire alla ripresa dell’economia.
Il Senato ha confermato la nomina di J. Yellen e S. Bloom Raskin a membri del Board della Fed, con Yellen vice-presidente. Il terzo candidato proposto dall’amministrazione Obama (P. Diamond, professore di economia al MIT) non era stato giudicato idoneo da alcuni membri della Commissione del Senato che doveva dare un parere prima della discussione e del voto in aula. Pertanto alla riunione di novembre il Board potrà contare su due voti in più rispetto ai 4 attuali, dando sostegno alla posizione di Bernanke. In particolare, Yellen, fino a oggi presidente della San Francisco Fed, è su posizioni vicine a quelle di Rosengren e Bernanke.
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Area Euro
– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.
– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.
– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.
Stati Uniti
– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati
L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.
Area Euro
La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.
L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.
Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.
Stati Uniti
Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.
Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.
Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.
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