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I market mover della settimana 04-08 ottobre

Nell’area euro, oltre alla seconda lettura dei dati di contabilità nazionale del 2° trimestre e del PMI composito di settembre, l’attenzione sarà rivolta soprattutto agli indicatori sull’industria in Germania (ordini e produzione), che, dopo la volatilità dei mesi scorsi, dovrebbero mostrare un incremento …


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(ma tutto sommato modesto) ad agosto, evidenziando come il ciclo nell’industria stia perdendo vigore, ma rimanga espansivo. Le vendite al dettaglio di agosto nell’area euro potrebbero deludere le attese sulla scia della flessione registrata nei due maggiori Paesi.

La settimana ha pochi dati in pubblicazione negli Stati Uniti, ma di rilievo. Nell’employment report di settembre, i nuovi occupati non agricoli dovrebbero finalmente stabilizzarsi, con la fine degli effetti negativi del censimento 2010, ma il tasso di disoccupazione dovrebbe aumentare ancora a 9,7%. L’ISM non manifatturiero è previsto in rialzo moderato a settembre.

Martedì 5 ottobre

Area euro

La lettura definitiva del PMI composito per l’area dell’euro per il mese di settembre potrebbe vedere una lieve revisione verso l’alto a 53,9 da 53,8 della stima flash, comunque in calo rispetto al 56,2 registrato ad agosto. Non è da escludere una rilettura al rialzo anche dell’indice dei servizi, dopo quella vista sul manifatturiero (coerentemente con il miglioramento della fiducia registrato dall’indagine della Commissione UE nei due settori a settembre). La prima lettura del dato italiano potrebbe vedere un calo a 50,4 da 51,4 del mese precedente. In generale, il livello degli indici PMI per l’area euro segnala che il ciclo espansivo sta mostrando un minor vigore, ma non è ancora nella sua fase terminale.

Le vendite al dettaglio nell’area euro sono viste in calo di -0,3% m/m ad agosto, dopo l’incremento di un decimo registrato a luglio. Sull’anno, le vendite rallenterebbero lievemente a 0,9% da 1,2% a/a. Tra i maggiori paesi che hanno già diffuso i dati, si nota il recupero in Spagna, più che compensato però dalla flessione sia in Germania che in Francia. In prospettiva, riteniamo che il miglioramento, già in atto, della fiducia dei consumatori (l’attuale livello dell’indice della Commissione è coerente con un tasso di crescita annuo di consumi vicino al 2%) e il fatto che il peggio per il mercato del lavoro sia alle spalle, potrebbero indurre un sia pur graduale miglioramento dello scenario per le vendite tra la fine del 2010 e il 2011.

Stati Uniti

L’ISM del settore non manifatturiero a settembre dovrebbe essere in aumento a 52,5 da 51,5 di agosto. L’indice resterebbe al di sotto del livello di luglio (54,3) e rimarrebbe su un trend discendente dal picco ciclico della primavera (a 55,4 per tre mesi di seguito fra marzo e maggio 2010). I nuovi ordini dovrebbero risalire dopo l’ampio calo di agosto (-4,3 punti a 52,4), mentre l’indice di attività dovrebbe vedere una nuova correzione da 54,4 di agosto). La componente occupazione dovrebbe ritornare marginalmente sopra 50 dopo essere scesa a 48,2 ad agosto (da 50,9 di luglio).

Mercoledì 6 ottobre

Area euro

La lettura finale dei dati di contabilità relativi al 2° trimestre potrebbe confermare la crescita eccezionalmente elevata comunicata con la prima lettura (+1% t/t), con qualche rischio anzi di una revisione al rialzo di un decimo. Il dettaglio dovrebbe confermare che la crescita è stata in un certo senso “sana”, in quanto non condizionata in misura determinante né dal commercio con l’estero, né dalle scorte, né dalla spesa pubblica.

Germania. Gli ordini all’industria potrebbero tornare a crescere ad agosto, di 0,4% m/m dopo il calo di -2,2% m/m a luglio (si tratterebbe della crescita mensile media registrata nei 3 mesi precedenti, al di là della volatilità che li ha caratterizzati). Sull’anno, le commesse fletterebbero lievemente da 17,6% a 16,8% a/a. Le componenti ordini degli indici di fiducia rimangono improntate a ottimismo: la valutazione sulle commesse nell’indice IFO per il settore manifatturiero è cresciuta nel mese di settembre e la componente ordini dell’indagine PMI per la Germania, pur calando rispetto al mese precedente, si colloca ancora in territorio espansivo. In ogni caso, si dovrebbe assistere, nei prossimi mesi, ad un “fisiologico” allentamento del ritmo di crescita annuo (la componente ordini del PMI è coerente con un tasso di crescita degli ordini di 10% a/a).

Stati Uniti

La stima ADP dei nuovi occupati non agricoli del settore privato è prevista in aumento di +23 mila, dopo il calo di 10 mila di agosto. Recentemente, la stima ADP ha sottostimato la crescita effettiva di posti nel settore privato rilevati con l’indagine presso le imprese nell’employment report.

Giovedì 7 ottobre

Area euro

Germania. La produzione industriale potrebbe far segnare un altro incremento modesto ad agosto, stimiamo di +0,2% m/m dopo il già debole +0,1% m/m di luglio. Su base annua, l’output rallenterebbe a 9,4% da 10,9% a/a. Il livello dell’indagine di fiducia PMI segnala un possibile ulteriore rallentamento del tasso di crescita annua nei prossimi mesi; tuttavia, tenendo conto anche delle più confortanti indicazioni giunte dalla survey dell’IFO, riteniamo non sia ancora terminato il ciclo espansivo per l’industria tedesca (anche grazie al permanere di un significativo traino dall’export).

Venerdì 8 ottobre

Stati Uniti

L’employment report dovrebbe mostrare un aumento di occupati non agricoli di 5 mila unità, con la fine degli effetti del censimento sulla dinamica occupazionale pubblica. I nuovi occupati del settore privato dovrebbero essere pari a 90 mila, circa in linea con la dinamica vista nei mesi recenti (media ultimi tre mesi 78 mila, 67 mila ad agosto, 103 mila a luglio). I nuovi sussidi di disoccupazione nella settimana di rilevazione di settembre sono stati parti a 465 mila, da 504 mila della settimana di rilevazione del rapporto di agosto: anche se una parte della volatilità dei dati dei sussidi a luglio e agosto è dovuta a effetti transitori legati al settore auto, il trend sembra essere ritornato sui livelli del 2° trimestre. Gli occupati nel manifatturiero dovrebbero tornare a crescere dopo il calo di luglio (-27 mila), mentre nel settore costruzioni si dovrebbe registrare un calo (l’aumento di +19 mila occupati nel settore ad agosto non è sostenibile alla luce dei dati di attività). I dati del censimento mostrano una variazione di – 77900 posti fra la settimana di rilevazione di agosto e quella di settembre. Il tasso di disoccupazione potrebbe aumentare a 9,7% da 9,6% di agosto, sulla scia di una risalita della partecipazione (a 64,7% ad agosto da 64,6% di luglio) legata all’estensione dei sussidi di emergenza. I salari orari dovrebbero aumentare di 0,1% m/m, dopo due mesi di variazioni superiori alla media recente di 0,2% m/m.


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