GIORNALI 32

AWFI: Il sabato del villaggio

Come nel Sabato del Villaggio, la creazione di aspettative, poi irrimediabilmente deluse, rendono vana la speranza di un periodo di festa senza fine……

Questo materiale è destinato unicamente ad Investitori Professionali

Claudia Segre – Abax Bank – Fixed Income Area & OFP


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Questa la morale di questo momento particolare di mercato, dove i dati economici non soddisfano appieno, la “guerra delle valute” domina i volumi degli scambi e le strategie di portafoglio e ogni apprezzamento sul cash è destinato rapidamente a rientrare su rumours e news di varia natura, che vedono il rischio sovrano al centro dei giochi e le banche centrali a tirare le fila dell’allegoria.

Ma come sempre la Cina ci è vicina e il primo ministro Wen Jiabao, ammaliato dalle bellezza del Partenone visitato nel week end, ha proposto e definito aiuti concreti alla Grecia, finalizzati anche alla sorte dell’attività di commercio mercantile (shipping). E quindi viva le navi cinesi (con creazione di un fondo ad hoc)… La visita, preventiva all’incontro di Bruxelles con l’UE, è stata l’occasione per ribadire il supporto alla stabilità dell’euro e dei bond in tale valuta. Intanto l’azione del Governo sulle imprese cinesi per incentivarle ad investire in Europa, ed in particolare in Grecia, è stata avviata, mentre i volumi commerciali tra i due Paesi sono raddoppiati in 5 anni ed ora pari a 8 miliardi di dollari.

Il viaggio di Wen è proseguito ieri a Bruxelles per l’ottava riunione dell’ASEM (Asia European Meeting) che precede il meeting annuale dell’IMF del prossimo week end. Un vertice euroasiatico particolarmente importante per il permanere di un dibattito aspro sul contenzioso commerciale, ampliato dalle accuse di dumping monetario da parte degli Usa contro la Cina. Contemporaneamente si riaprono in seno alla la Commissione Europea i colloqui dello scorso marzo per una proposta di un nuovo sistema europeo per la sorveglianza delle politiche macroeconomiche e fiscali e l’assistenza tecnica e finanziaria in caso di situazioni di crisi: un Fondo Monetario Europeo, che non dispiacerebbe anche agli Usa.

Questioni geopolitiche a parte questa però sarà la settimana della Banche Centrali che si muoveranno in ordine verso un ulteriore fase di QE, con Giappone (che ha già iniziato la scorsa notte) e Inghilterra (vedi news della settimana) che dovranno agire entro questo mese, e la Fed che seguirà a novembre. Occhi puntati quindi sulla BCE che, dopo le aste della scorsa settimana, non ha necessità di seguire a ruota le altre, ma si può permettere di mantenere una posizione di forza relativa. È chiaro che a questo punto, con le tensioni sui CDS che si diffondono sul Belgio e la Francia, l’uscita definita dal tunnel sarà segnalata solo dall’annuncio Alla fine, un QE2 importante da parte degli Usa supporterà ulteriormente i risky asset e le commodity, ma c’è il rischio che i tassi ne risentano e che l’effetto finale sia sostanzialmente diluito. Gli acquisti di Treasuries garantiscono il mantenimento delle posizioni lunghe sugli stessi mentre gli hedge fund e non solo iniziano a montare trade strategici contro la parte più debole dell’UE: nell’ordine Irlanda, Belgio, Portogallo, Spagna e Francia. Mentre il segmento corporate e l’oro sembrano diventati i nuovi beni rifugio di un mercato insoddisfatto da un trading range laterale, dal quale non emergono per ora figure tecniche di uscita significative.

Da un lato le manovre di politica monetaria cercano di creare una situazione ideale, dove un livello stabile di inflazione favorisce investimenti e consumi e rassicura anche i proprietari di case, dall’altro si cerca di consolidare un livello di crescita sufficiente a non ricadere in uno scenario deflazionistico che aprirebbe le porte ad una paralisi economica e dei mercati finanziari sullo stile giapponese.

Occorre forse riflettere sulle parole di Wen Jiabao, forse l’uscita dal tunnel sta proprio in una maggiore apertura agli investimenti e quindi nel modello recentemente adottato dai Paesi Emergenti che li ha visti resistenti all’ultima crisi grazie ad un’intensificarsi delle attività di commercio internazionale Sud-Sud su base reciproca. Il tentativo di chiudersi in misure protezionistiche dopo le nazionalizzazioni sparse delle banche è forte e pericoloso .

I problemi che restano:

– valutare l’efficacia delle misure sin qui adottate;

– adattarsi ad un mondo con leva finanziaria bassa e crescita economica contenuta;

– migliorare la comunicazione tra Autorità e Mercato;

– combattere definitivamente disoccupazione e sacche di impoverimento sociale.

In questa situazione di determinismo causalistico speriamo che i mercati e i governanti non facciano la fine dell’asino di Buridano… Ma continuino ad agire con decisione nel perseguire l’uscita dalla crisi. Perché se il Brasile negli anni ’80 ed il Giappone negli anni ’90 hanno potuto superare una Lost Decade senza danni esterni, l’Unione Europea e l’America certamente non se lo possono permettere.


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Fixed Income Area & OFP


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