Flash: Il Portogallo colloca un miliardo di titoli a tre e dodici mesi

Da seguire: Area Euro: – La lettura finale dei dati di contabilità relativi al 2° trimestre potrebbe confermare la crescita eccezionalmente elevata comunicata con la prima lettura (+1% t/t), con qualche rischio anzi di una revisione…


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al rialzo di un decimo. Il dettaglio dovrebbe confermare che la crescita è stata in un certo senso “sana”, in quanto non condizionata in misura determinante né dal commercio con l’estero, né dalle scorte, né dalla spesa pubblica.

– Germania. Gli ordini all’industria potrebbero tornare a crescere ad agosto, di 0,4% m/m dopo il calo di -2,2% m/m a luglio (si tratterebbe della crescita mensile media registrata nei 3 mesi precedenti, al di là della volatilità che li ha caratterizzati). Sull’anno, le commesse fletterebbero lievemente da 17,6% a 16,8% a/a. Le componenti ordini degli indici di fiducia rimangono improntate a ottimismo: la valutazione sulle commesse nell’indice IFO per il settore manifatturiero è cresciuta nel mese di settembre e la componente ordini dell’indagine PMI per la Germania, pur calando rispetto al mese precedente, si colloca ancora in territorio espansivo. In ogni caso, si dovrebbe assistere, nei prossimi mesi, ad un “fisiologico” allentamento del ritmo di crescita annuo (la componente ordini del PMI è coerente con un tasso di crescita degli ordini di 10% a/a).

– Aste – Il Portogallo colloca un miliardo di titoli a tre e dodici mesi; la Slovacchia colloca mediante sindacato il nuovo 15 anni; la Germania riapre lo Schatz 0,75% 09/2012 per 5 miliardi e il Bund€i 1,75% 04/2020 per 1 miliardo.

Stati Uniti

– La stima ADP dei nuovi occupati non agricoli del settore privato è prevista in aumento di +23 mila, dopo il calo di 10 mila di agosto. Recentemente, la stima ADP ha sottostimato la crescita effettiva di posti nel settore privato rilevati con l’indagine presso le imprese nell’employment report.

Ieri sui mercati

La frenesia espansiva della Federal Reserve sta destabilizzando il sistema valutario internazionale, obbligando diversi paesi emergenti o a scoraggiare gli afflussi di capitale (vedi Brasile) o a intervenire per frenare l’apprezzamento del cambio. Il Giappone ha visto il dollaro ritornare sui livelli pre-intervento nonostante le nuove misure di stimolo annunciate. Il commissario europeo Rehn ha iniziato a prospettare un indebolimento dell’economia europea se non ci sarà una rivalutazione dello yuan e meno debolezza di “altre importanti monete”. L’euro ha toccato un massimo di 1,3862 dollari e di 0,8712 sterline. In rialzo le quotazioni delle materie prime. Cala la tensione sull’Eonia, rientrato a 0,516%, mentre i tassi Euribor sono saliti ulteriormente. Voci non verificabili, sostengono che già alla riunione di domani la BCE segnalerebbe un ritorno ad aste a tasso variabile con decorrenza da gennaio; ciò ha generato un po’ di tensione sui futures.

Area Euro

La lettura definitiva del PMI composito per l’area euro per il mese di settembre ha visto una revisione verso l’alto a 54,1 da una precedente stima di 53,8, comunque in calo rispetto al livello registrato ad agosto (56,2). È calato solo leggermente e meno delle attese di consenso il PMI servizi per l’Italia, in flessione di appena un decimo a 51,3. In generale, l’attuale livello dell’indicatore composito per l’area euro resta coerente con una crescita del PIL area euro di almeno 0,3% t/t.

Le vendite al dettaglio nell’area euro sono calate di -0,4% m/m ad agosto, dopo tre mesi consecutivi di aumento (a luglio +0,1% m/m), e contrariamente alle attese di consenso. Il trend su base annua rimane quello di una ripresa delle vendite dai minimi toccati un anno e mezzo fa (-4,8% a/a a febbraio 2009). In prospettiva, riteniamo che possa proseguire la tendenza a un graduale rafforzamento della spesa delle famiglie, grazie al recupero già evidenziato dalla fiducia dei consumatori e ai segnali di stabilizzazione dell’occupazione.

Stati Uniti

Aumentano ancora le aperture da parte della Fed per nuovo stimolo quantitativo. In un intervento ieri C. Evans, Presidente della Chicago Fed, ha affermato di essere favorevole a dare “molto più stimolo monetario di quanto abbiamo messo in atto”. Secondo Evans, inoltre, la Fed dovrebbe considerare seriamente di comunicare in modo esplicito che intende superare per un certo tempo il proprio obiettivo implicito di inflazione al 2% , influenzando le aspettative di inflazione e riducendo così i tassi reali.

L’ISM del settore non manifatturiero a settembre sale a 53,2 da 51,5 di agosto (consenso 52). Le indicazioni delle imprese che partecipano all’indagine sono di attività circa stabile rispetto ai mesi precedenti, con alcuni settori interessati da una modesta ripresa. Nella conferenza stampa il responsabile dell’indagine descrive lo scenario con “crescita stabile e lenta”.caratterizzata da cautela nelle decisioni delle imprese; nel complesso la situazione è positiva e la ripresa dell’occupazione dovrebbe sostenere il settore dei servizi.

Le vendite settimanali rilevate dall’indice ICSC nella settimana conclusa il 2 ottobre vedono un calo di 0,8% sulla settimana precedente, e un calo di 1,1% sul mese precedente. Su base mensile i dati sono stati negativi per tutto settembre. Le vendite rilevate dall’indice Redbook sono in calo di 0,4% m/m.


Certificazione degli analisti

Gli analisti finanziari che hanno predisposto la presente ricerca, dichiarano che:

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Comunicazioni importanti

La presente pubblicazione è stata redatta da Intesa Sanpaolo S.p.A. Le informazioni qui contenute sono state ricavate da fonti ritenute da Intesa Sanpaolo S.p.A. affidabili, ma non sono necessariamente complete, e l’accuratezza delle stesse non può essere in alcun modo garantita. La presente pubblicazione viene a Voi fornita per meri fini di informazione ed illustrazione, ed a titolo meramente indicativo, non costituendo pertanto la stessa in alcun modo una proposta di conclusione di contratto o una sollecitazione all’acquisto o alla vendita di qualsiasi strumento finanziario. Il documento può essere riprodotto in tutto o in parte solo citando il nome Intesa Sanpaolo S.p.A.

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Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.


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