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Il Punto: Banche centrali: arrivederci a settembre

La FED ha lasciato le porte aperte per un rialzo nei prossimi mesi. Se i dati manterranno il tenore dell’ultimo mese, il Comitato potrebbe agire già a settembre, ma sarà necessario un lavoro verbale di preparazione, dato che il mercato resta scettico….


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La BoJ ha annunciato un pacchetto per ora deludente ma ha aperto ad un potenziamento dello stimolo monetario forse già a settembre.

Nell’area euro, gli ultimi dati su crescita e inflazione non indicano un’urgenza ad aumentare lo stimolo monetario. La BCE potrebbe, quindi, anche estendere la fase di vigile attesa.

– La FED ha riaperto la porta per un rialzo dei tassi in tempi brevi, dato il giudizio più ottimistico sul quadro macroeconomico. I membri del FOMC valutano che “i rischi di breve termine allo scenario economico sono diminuiti”. Tuttavia, ancora una volta il Comitato non dà una guidance esplicita sui tempi, e mantiene aperte tutte le opzioni e condizioni. Ancora una volta saranno l’evoluzione dei dati e dei rischi globali a guidare il sentiero dei tassi. Sul fronte dei dati, per ora si è accumulata una serie piuttosto solida di informazioni positive, con sorprese verso l’alto. Se questa tendenza fosse confermata, il Comitato potrebbe muovere i tassi a settembre, ma sarà necessario un lavoro verbale di preparazione, dato che il mercato resta scettico riguardo alle prospettive di una mossa nel 2016. Per valutare le probabilità di una mossa a settembre sarà importante leggere i verbali (tra 3 settimane) e ascoltare l’intervento di Yellen a Jackson Hole a fine agosto. Le decisioni relative ai tempi e alle dimensioni dei futuri aggiustamenti dell’intervallo obiettivo dei fed funds dipenderanno dalla valutazione delle “condizioni economiche realizzate e attese”, in base a diversi indicatori del mercato del lavoro e delle pressioni inflazionistiche, in particolare monitorando attentamente il progresso dell’inflazione verso l’obiettivo del 2%. Il Comitato continua a ritenere che “le condizioni economiche si evolveranno in modo da giustificare aumenti graduali dei fed funds”, mentre i tassi effettivi dovrebbero restare “per un certo tempo” al di sotto di quelli di lungo termine.

– La riunione della BoJ si è conclusa con un aumento dello stimolo monetario inferiore alle attese: 1) raddoppiamento del programma di acquisto di ETF a 6 tln di yen all’anno (con un voto non unanime di 7-2) e 2) aumento delle misure per facilitare il finanziamento in valuta estera. Le altre dimensioni della strategia di politica monetaria restano invariate, sia in termini di acquisti di JGB (+80 tln di yen all’anno, con voto 8-1) sia in termini di livello del tasso di policy (-0,1%, con voto 7-2). Lo scenario di crescita e inflazione è rivisto modestamente verso il basso, ma l’inflazione è ancora attesa all’1,9% nel 2018. Il comunicato sottolinea la presenza di grande incertezza per lo scenario e apre ad un aumento dello stimolo monetario già a settembre. Si riporta, difatti, che il governatore ha richiesto allo staff di preparare materiale per la valutazione delle misure in essere nonché discussioni e decisioni alla prossima riunione. La valutazione dell’efficacia delle politiche monetarie in atto deriva dallo scetticismo di diversi membri della BoJ riguardo agli strumenti utilizzati finora, ma potrebbe anche preludere a un accordo più “rivoluzionario” con la strategia di politica fiscale. Il governo, difatti, annuncerà un programma di stimolo fiscale intorno a 28 tln di yen entro la prossima settimana. La BoJ potrebbe forse considerare un intervento tipo helicopter money ?

– Nell’area euro le ultime informazioni dai dati confermano il rallentamento atteso del PIL a 0,3% t/t in primavera dopo il +0,6% t/t di inizio anno. Le indagini di clima di luglio (IFO, PMI; ISTAT e Commissione UE) sono rimaste su livelli coerenti con una crescita del PIL area euro tra 0,3% e 0,4% t/t in estate e non hanno indicato effetti di rilievo del voto britannico fino ad ora. Intanto, l’inflazione area euro ha sorpreso verso l’alto su spinta dei prezzi interni. Se dovesse decidere oggi la BCE estenderebbe la fase di vigile attesa. Nuove mosse a settembre dipendono da come evolveranno i dati e le condizioni finanziarie nel prossimo mese ma per ora non si avverte un senso di urgenza.


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