Nel corso del meeting odierno tenutosi a Francoforte, con la partecipazione del Commissario Rehn, il Governing Council della BCE ha deciso di mantenere i tassi invariati all’1.0%. I tassi correnti continuano ad essere appropriati. Considerando le informazioni e le analisi che si sono rese disponibili dopo il …
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Aletti Gestielle SGR – Laura Cavallaro -Ufficio Studi
meeting di settembre, la dinamica dei prezzi dovrebbe rimanere moderata nell’orizzonte temporale rilevante per la politica monetaria. Gli ultimi dati economici per l’Area Euro sono in linea con le aspettative di una ripresa ad un tasso moderato nella seconda metà dell’anno. Nello stesso momento, permane molta incertezza. Quanto allo sviluppo dell’inflazione a medio termine, l’analisi monetaria conferma il permanere di pressioni inflazionistiche contenute, come suggerito dalla crescita debole della massa monetaria e del credito. Quindi vengono confermate le attese di stabilità dei prezzi nel medio termine, supportando il potere di acquisto delle famiglie nell’area euro. Le aspettative di inflazione rimangono saldamente ancorate in linea con l’obiettivo del Governing Council di mantenere i tassi di inflazione su livelli inferiori ma prossimi al 2% nel medio periodo.
Nel complesso la stance di politica monetaria corrente rimane accomodante. Tutte le misure di politica monetaria non standard attuate sono in linea con il mandato della BCE e, per costruzione, di natura temporanea. Il Governing Council continuerà a “monitor very closely” tutti gli sviluppi dei prossimi mesi.
Per quanto riguarda l’analisi economica, l’economia dell’area Euro è cresciuta dell’1.0% qoq nel secondo trimestre 2010, supportata principalmente dalla domanda domestica, riflettendo però in parte fattori di natura temporanea. Gli ultimi dati e le evidenze delle survey confermano le aspettative di un rallentamento in H2, sia a livello globale che dell’area euro. Nonostante questo, la ripresa nell’area euro dovrebbe proseguire. La ripresa in corso a livello globale e il suo impatto sulla domanda di esportazioni dell’area Euro insieme alla politica monetaria accomodante e alle misure adottate per restaurare il funzionamento del sistema finanziario dovrebbero dare supporto all’economia di Eurozona. La fase di ripresa, comunque, potrebbe essere frenata dal processo di aggiustamento dei bilanci nei vari settori dell’economia e dalle prospettive del mercato del lavoro. Nel complesso i rischi sull’outlook di crescita rimangono leggermente sbilanciati verso il basso, anche se in uno scenario di alta incertezza. I rischi al rialzo sono dati dalla possibilità che l’economia globale e il commercio estero possano continuare a crescere più velocemente di quanto atteso, supportando quindi le esportazioni dall’area Euro. Dall’altro lato, però, ci sono preoccupazioni legate a nuove possibili tensioni in alcuni segmenti dei mercati finanziari, incertezza riguardo le prospettive di crescita di altre economie avanzate, nuovi incrementi nei prezzi di petrolio ed altre commodities, l’intensificazione delle pressioni protezionistiche ed una correzione fuori degli squilibri globali potrebbero pesare sul downside.
Per quanto riguarda l’andamento dei prezzi, il flash estimate di settembre ha registrato 1.8% yoy, in accelerazione dall’1.6% yoy di agosto, in gran parte imputabile ad effetti base della componente energetica. Nei prossimi mesi il CPI dovrebbe mostrare ulteriore volatilità prima di registrare una moderazione nel corso del prossimo anno. Nel complesso nel 2011 la dinamica dell’inflazione dovrebbe rimanere moderata, beneficiando delle basse pressioni dei prezzi domestici. Le aspettative di inflazione nel medio-lungo periodo continuano a rimanere fermamente ancorate in linea con l’obiettivo del Consiglio direttivo di mantenere l’inflazione su livelli inferiori ma prossimi al 2% nel medio periodo. I rischi all’outlook di inflazione sono leggermente spostati sull’upside. In particolare, i rischi al rialzo sono connessi all’evoluzione dei prezzi delle materie prime. Inoltre, gli incrementi di imposte indirette e dei prezzi amministrati potrebbero inoltre superare le aspettative correnti, data la necessità di risanare i conti pubblici nei prossimi anni. Contemporaneamente, i rischi per gli sviluppi domestici dei prezzi sono contenuti.
Passando all’analisi monetaria, il tasso di crescita tendenziale di M3 ha accelerato all’1.1% yoy ad agosto dallo 0.2% yoy di luglio. Il tasso di crescita di prestiti al settore privato ha accelerato, come negli ultimi mesi, arrivando a 1.2% yoy. In entrambi i casi, i rialzi riflettono delle forti dinamiche mensili. Gli ultimi dati disponibili continuano a supportare lo scenario di un tasso di espansione monetaria sottostante moderato e di basse pressioni inflazionistiche nel medio termine. L’impatto negativo sulla politica monetaria della curva dei rendimenti ripida, riflesso nell’allocazione di fondi in depositi a lungo termine e Securities al di fuori di M3, sta gradualmente venendo meno. Inoltre, l’impatto del restringimento degli spread fra diversi tassi a breve sulla crescita delle componenti di M3 sta continuando a diminuire. Di conseguenza, la crescita tendenziale di M1 ha continuato a rallentare da livelli elevati ed è arrivata a 7.7% ad agosto 2010, mentre la crescita tendenziale di altri depositi a breve è diventata meno negativa. La debole crescita tendenziale dei prestiti al settore privato continua a nascondere sviluppi di compensazione, con crescita positiva nei prestiti alle famiglie e negativa nei prestiti alle società non finanziarie. E’ una tendenza normale nel business cycle il fatto che i prestiti alle società non finanziarie si riprendano in ritardo in seguito alla ripresa dell’attività. La sfida per le banche resta quindi quella di ampliare la disponibilità di credito al settore non finanziario quando la domanda accelererà. Quando necessario, le banche dovranno a tale scopo rivolgersi al mercato per rafforzare ulteriormente la propria base di capitale o approfittare pienamente del supporto governativo per la ricapitalizzazione.
In tema di politica fiscale, alcuni Paesi dovrebbero adottare alcune misure addizionali. Sono necessari piani multi-annuali credibili che rafforzino la fiducia pubblica e facciano ridurre il premio per il rischio nei tassi di interesse, supportando così una crescita sostenibile nel medio termine.
In tema di riforme strutturali, viene ricordato come queste siano essenziali per prospettive di una crescita sostenibile più elevata. Le riforme sono necessarie soprattutto nei Paesi che hanno perso competitività negli ultimi anni o che stanno soffrendo di alti deficit, di partite con l’estero o fiscali. La rimozione di rigidità nel mercato del lavoro e il rafforzamento della crescita della produttività dovrebbe supportare ulteriormente il processo di aggiustamento di queste economie.
Nel corso del Q&A, Trichet ha dichiarato che il tasso di cambio dovrebbe riflettere i fondamentali dell’economia reale e che eccessiva volatilità nei cambi ha implicazioni negative per la stabilità economica e finanziaria. Ha inoltre aggiunto che un dollaro forte è nell’interesse degli Stati Uniti. Il Presidente ha in seguito espresso che la Cina dovrebbe permettere un graduale apprezzamento dello yuan. Relativamente alle misure di politica monetaria non standard, Trichet ha fatto sapere che tali misure sono ancora necessarie e servono per restaurare il funzionamento più appropriato di trasmissione della politica monetaria.
Complessivamente, il tono della press Conference odierna è rimasto molto simile a quello del meeting di settembre. La BCE continuerà a garantire supporto al sistema bancario ed è ben lungi dal pensare ad un tightening di politica monetaria, sia in maniera convenzionale che non convenzionale, cercando di evitare ogni possibile deragliamento della ripresa. Alla luce di quanto annunciato, pare difficile attendersi un rialzo tassi a breve. Le nostre attese sono di conseguenza per il primo rialzo dei tassi ufficiali nella seconda metà del 2011.
Disclaimer: La source dei dati è Bloomberg e/o Datastream. Il presente documento è destinato esclusivamente al soggetto destinatario ed ha quale unico scopo quello di illustrare dati e/o pensieri ritenuti degni di nota. Pertanto tale documento ha finalità esclusivamente informative, e non può essere in alcun modo inteso o interpretato quale offerta, invito, consiglio, suggerimento o indicazione di investimento. In nessun caso il presente documento può essere diffuso al pubblico senza preventiva autorizzazione da parte della SGR. Inoltre, anche se la SGR intraprende ogni ragionevole sforzo per ottenere informazioni da fonti ritenute affidabili, non assicura in alcun modo che le informazioni, i dati, le notizie, o le opinioni contenute nel materiale siano esatte, affidabili o complete. Inoltre, la SGR non può essere ritenuta responsabile dell’utilizzo che ne viene fatto.
Area Euro
– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.
– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.
– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.
Stati Uniti
– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati
L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.
Area Euro
La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.
L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.
Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.
Stati Uniti
Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.
Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.
Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.
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