La politica monetaria della BCE rimane invariata….
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Matteo Paganini, Chief Analyst, FXCM Italia
Tassi fermi, QE senza modifiche e senza aver variato il termine ufficiale di fine del programma (che comunque, come sappiamo, se necessario può essere esteso ad oltranza) e mercati che sono andati, soprattutto sul fronte borse, a mostrare che le aspettative (seppur marginali) che volevano delle modifiche alle manovre di allentamento quantitativo sono state disattese. Fenomeno che ha condotto a vendite dei listini europei senza però che si verificassero dei processi di avversione al rischio. Dax e S&P500 si sono mossi all’unisono, senza però rompere i supporti di medio periodo, con oro e UsdJpy che non sono andati rispettivamente a salire (bene rifugio) e a scendere (per acquisti di yen, valuta rifugio in caso di risk off). L’unica novità che vogliamo sottolineare è la chiarezza con la quale Draghi ha comunicato come le manovre straordinarie di sostegno all’economia abbiano cominciato a mostrare una reale trasmissione del denaro iniettato nel sistema europeo all’economia reale e come le manovre straordinarie della BCE abbiano aiutato a evitare che scoppiassero nuovi focolai derivanti da fuori area euro. Tutto ciò depone a favore di una rinnovata politica attendista, sempre che i dati macro, da qui a dicembre, non sprofondino.
Fonte: BONDWorld.it
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