Nell’area euro, sono in calendario i dati sulla produzione industriale per il mese di agosto in Francia, Italia e area euro, che dovrebbero mostrare un incremento sia pure a un ritmo più moderato di quello …
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Area euro
– Francia. La produzione industriale dovrebbe rallentare a 0,4% m/m ad agosto da un precedente 0,9% m/m. La variazione annua fletterebbe a 3,7% da 5,5% a/a. Ad agosto potrebbe venir meno il contributo del settore trasporti e del comparto coke e petroliferi che erano stati invece determinanti nella crescita della produzione industriale di luglio. In ogni caso, l’indicatore PMI manifatturiero per la Francia, che ha registrato un aumento ad agosto e settembre, resta improntato ad ottimismo, indicando che il ciclo nel settore industriale resta espansivo.
– Italia. Ad agosto, la produzione industriale è vista in crescita di 0,4% m/m dopo il debole 0,1% m/m di luglio. La produzione sarebbe cresciuta in ciascun mese del 2010. Sull’anno l’output accelererebbe al 10,2% dall’1,7% a/a (al 7% da 4,8% a/a rettificato per i giorni lavorativi). Il livello della produzione si porterebbe oltre 10 punti percentuali al di sopra dei minimi toccati nel marzo del 2009, ma ancora lontano (-18%) dai massimi pre-crisi. Il maggior ottimismo delle imprese secondo l’indagine ISAE ad agosto (sia pur rientrato lievemente a settembre) lascia presagire un altro incremento dell’output, anche se il calo registrato dagli ordini all’industria a luglio segnala che in ogni caso il dato non dovrebbe risultare brillante. Il ciclo nell’industria resta espansivo anche se meno vivace che nella prima metà dell’anno.
Martedì 12 ottobre
Stati Uniti
– La Fed pubblica i verbali della riunione FOMC di settembre. La revisione delle previsioni macroeconomiche dovrebbe mostrare, rispetto alle previsioni di luglio, inflazione e crescita più bassi a fine 2010 e a fine 2011, tasso di disoccupazione più elevato. I verbali mostreranno l’ampio dibattito su un nuovo intervento di stimolo quantitativo, con una discussione sia sui modi, sia sull’entità. Dalla riunione di settembre in poi ci sono stati numerosi interventi da gran parte del Comitato e una valutazione delle opinioni dei partecipanti è già possibile prima di leggere i verbali; i verbali potrebbero dare qualche indicazione sulle condizioni richieste dai dissenzienti/scettici per votare a favore di un nuovo programma. In particolare, qualche informazione potrebbe venire riguardo a schemi flessibili e/o condizionati ai dati macro, come indicato da un discorso di Bullard. Comunicato e discorsi segnalano un’elevata probabilità di intervento già a novembre: i verbali potrebbero dare indicazioni su eventuali condizioni richieste per intervenire, anche se il comunicato e i discorsi più recenti hanno segnalato che, a meno di un miglioramento netto dei dati, è molto probabile un nuovo round di stimolo quantitativo.
Mercoledì 13 ottobre
Area euro
– Francia. L’indice dei prezzi al consumo secondo la misura nazionale potrebbe scendere di – 0,1% m/m a settembre dopo il +0,2% m/m registratosi ad agosto. L’indice core è visto anche esso in calo di –0,1% m/m. I prezzi dell’energia dovrebbero essere calati nel mese, mentre nel settore degli alimentari freschi, dopo il calo di agosto, si potrebbe riscontrare qualche pressione al rialzo. L’inflazione annua accelererebbe all’1,6% dall’1,4% a/a di agosto. Sull’armonizzato i prezzi al consumo sono visti stabili nel mese per un’inflazione annua in salita a 1,8% da 1,6% a/a. L’inflazione è vista poco variata nei prossimi mesi, circa in linea con la dinamica dell’area euro.
– Ad agosto, la produzione industriale nell’area euro è vista in crescita di 0,9% m/m, in accelerazione rispetto al mese precedente. La variazione annua corretta per i giorni lavorativi accelererebbe così a 7,7% da 7,2% a/a. L’output resterebbe tuttavia ai livelli di inizio 2003. Il dato è trainato dalla crescita sostenuta e superiore alle attese in Germania (+1,7% m/m), mentre la dinamica dovrebbe risultare più contenuta negli altri maggiori paesi. In generale, dopo due trimestri di crescita sostenuta (+2,4% t/t nel 1° trimestre, +2,5% t/t nel 2° trimestre), la produzione industriale potrebbe rallentare a un tasso di crescita dell’1% t/t nel trimestre estivo.
Stati Uniti
– I prezzi all’import a settembre sono previsti in calo di -0,2% m/m, dopo +0,6% m/m ad agosto. Il calo atteso è legato alla correzione dei prezzi del petrolio nel mese scorso. Al netto del petrolio, i prezzi sono attesi in aumento di 0,2% m/m.
Giovedì 14 ottobre
Stati Uniti
– Il PPI a settembre è previsto in aumento di 0,2% m/m (3,8% a/a); il PPI core dovrebbe aumentare di 0,1% m/m (1,5% a/a), in linea con il trend degli ultimi mesi. I prezzi dell’energia dovrebbero essere in calo, dopo un aumento marcato ad agosto (+2,2% m/m). Un aumento sostenuto invece si dovrebbe vedere per gli alimentari (dopo -0,7% m/m), alla luce dei dati dei prezzi all’import e delle commodities agricole. I prezzi dei beni intermedi core dovrebbero vedere un’accelerazione, dando sostegno alla previsione che il processo di disinflazione sia pressoché terminato.
– La bilancia commerciale ad agosto dovrebbe registrare un ampliamento del deficit a –46 miliardi di dollari, da -42,8 miliardi di dollari a luglio. I dati dovrebbero mostrare una correzione dell’export e una netta accelerazione delle importazioni, dopo aumento di export e calo di import a luglio. Le consegne di beni durevoli segnalano riduzione delle esportazioni dopo l’aumento di luglio, soprattutto nel comparto dell’aeronautica. L’attività portuale indica importazioni in crescita a fronte di debolezza delle esportazioni.
Venerdì 15 ottobre
Area euro
-I prezzi al consumo nell’area euro dovrebbero essere confermati in crescita di 0,2% m/m a settembre come nel mese di agosto. L’inflazione accelererebbe così a 1,8% a/a da 1,6% a/a. I prezzi al consumo al netto delle componenti più volatili rallenterebbero a 0,2% da un precedente 0,3% m/m e sull’anno l’inflazione core, resterebbe stabile all’1% a/a. Da qui a fine anno ci aspettiamo un’inflazione headline stabile all’1,8% a/a e una dinamica assai più moderata per il CPI core (che potrebbe calare a 0,9% a/a).
Stati Uniti
– Il CPI a settembre è previsto in aumento di 0,2 % m/m (1,2% a/a), dopo +0,3% m/m a luglio e agosto (che seguivano tre contrazioni consecutive). Il CPI core dovrebbe aumentare di 0,1% m/m (0,9% a/a), dopo un dato invariato ad agosto. I prezzi della benzina nel mese sono rimasti circa stabili, ma la correzione stagionale dà un contributo positivo. L’energia dovrebbe essere in aumento sostenuto, con un calo del gas naturale, dopo aumenti nei mesi precedenti.
Sui prezzi degli alimentari sono in arrivo aumenti visti nei prezzi all’import e nel PPI: la componente alimentare dovrebbe essere spinta vero l’alto nel 4° trimestre. Per quanto riguarda gli altri prezzi, l’abitazione dovrebbe essere stabile come ad agosto, la componente volatile di lodging away from home dovrebbe essere spinta verso il basso dagli alberghi, ma verso l’alto dalle rette degli alloggi universitari; la sanità dovrebbe mantenere il trend recente di aumento di 0,2% m/m. Rischi verso l’alto vengono da libri scolastici, rette scolastiche e altri prezzi amministrati, auto; correzioni verso il basso potrebbero venire dall’abbigliamento. Il messaggio dai prezzi è secondo noi di stabilizzazione della dinamica dei prezzi, ma la valutazione della Fed è di preoccupazione e la lettura dei dati, pur in presenza di variazioni mensili positive, resterà orientata verso interventi di politica monetaria espansiva.
– Le vendite al dettaglio a settembre sono previste in aumento di 0,5% m/m, dopo +0,4% m/m. Le vendite al netto delle auto sono previste in aumento più contenuto (+0,4% m/m), dopo +0,6% m/m ad agosto. La benzina dovrebbe contribuire a sostenere le vendite nel mese. Le auto hanno dato indicazioni soddisfacenti con le vendite di settembre che hanno toccato 11,7 milioni di unità ann., da 11,5 milioni di agosto e in linea con un trend in crescita per le vendite in atto da settembre 2009, dopo la fine degli incentivi per la rottamazione. Le vendite settimanali sono state deboli nel mese di settembre, ma nel complesso l’andamento del reddito disponibile è coerente con il mantenimento di una crescita dei consumi in linea con quanto visto recentemente (almeno fino a quando non si porrà nuovamente il problema del rinnovo dell’estensione dei sussidi di disoccupazione, a fine novembre).
– L’indice Empire della NY Fed per il mese di ottobre è previsto in aumento a 8 da 4,1 di settembre, con un ritorno vicino ai livelli di agosto (7,1). Prezzi pagati, ordini e consegne dovrebbero aumentare; mentre le indicazioni dal mercato del lavoro dovrebbero rimanere circa stazionarie o calare, rispetto ai livelli di agosto e settembre (intorno a 14,5), al di sotto di quanto visto nella primavera. Le aspettative a sei mesi potrebbero risalire dal 14,9 di settembre, pur senza toccare i livelli di agosto (22,8).
– La fiducia delle famiglie rilevata dalla Univ. of Michigan a ottobre (preliminare) dovrebbe salire a 69 da 68,2 della lettura finale di settembre. Le condizioni correnti erano risalite a 79,6 da 78,4, le aspettative a 60,9 da 59,1. Entrambe le componenti dovrebbero aumentare a ottobre. Da monitorare le aspettative di inflazione che nei mesi scorsi sono scese a 2,2% da 2,7% sull’orizzonte a 1 anno, pur in presenza di quasi stabilità sull’orizzonte a 5 anni. La Fed sta dando molta enfasi al movimento delle aspettative di inflazione per la determinazione della dinamica dei prezzi e per giustificare un eventuale intervento di stimolo quantitativo.
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